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Iniziative

Como dice basta alla “passeggiata della vergogna”

24 Maggio Mag 2016 1458 24 maggio 2016
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Nel 1995 sono stati approvati i primi progetti per la costruzione delle paratie sul lungolago di Como per evitarne l’esondazione. 16 anni dopo i lavori di fatto non sono mai inziati ma i costi, invece, sono quadruplicati… I cittadini non ci stanno e insieme al quotidiano La Provincia spediscono a Renzi centinaia di cartoline con le immagini del cantiere aperto e gli chiedono di adottare misure straordinarie…

Ma che avrà fatto di male il lago di Como per finire dietro le “sbarre”? Proprio questo che nel 2014 il è stato classificato come il lago più bello del mondo dal quotidiano online "The Huffington Post"… In realtà quella del lungolago di Como è diventata una questione “internazionale”. Ne ha addirittura scritto il quotidiano britannico, il “Dailty Telegraph”, che ha raccontato della “passeggiata della vergogna” sulle rive del Lario.

La storia inzia nel 1995 quando la giunta comunale della città approva il primo progetto per la costruzione delle paratie sul lungolago. Il motivo? Evitare le esondazioni. Gli attori in questa storia sono tre: la Regione Lombardia, titolare dell’opera; il Comune di Como, che stanzia gli appalti dei lavori e lo Stato che, attraverso i fondi della Legge Valtellina, finanzia il progetto. Nel 1998 le previsione di spesa erano di 16 miliardi di lire. Ma i lavori inizieranno solo 11 anni più tardi, l’otto gennaio del 2008, e le previsioni di spesa salgono a 12 milioni di euro.

La barriera antiesondazione che viene costruita, in realtà, è un muro di cemento così alto tanto da impedire la vista dell’acqua. L’opinione pubblica si rivolta e nel 2010 la “barriera” viene demolita. Il cantiere rimane aperto, i lavori fermi ma la spese per i lavori che non vengono realizzati, salgono a 32 milioni.

Sono passati oltre tremila giorni ripsetto ai 1.085 previsti nel lontano 1995 che erano necessari per ultimare i lavori. Tremila giorni senza passeggiate sul lago. Così vista la totale paralisi dell’amministrazione pubblica, è il quotidiano della città, La Provincia, diretto da Diego Minonzio, a prendere l’iniziativa e a rendere partecipi i cittadini si lasciano coinvolgere in migliaia.

Il giornale mutua l’idea da Pierpaolo Perretta, fotografo che da mesi incollava frecce bianche alle recinzione che delimitava lo spazio dei lavori, per indicare i pochi fori da cui si poteva “spiare” il lago. L’idea de La Provincia è stata quella di inviare cartoline al Premier Matteo Renzi per chiedergli di adottare misure straordinarie per sbloccare la situazione: nominare un commissario, oppure può proporre modifiche normative in grado di accelerare la ripartenza dei lavori che, in ogni caso, devono essere realizzati.

Il nuovo progetto prevederebbe infatti lastroni antiesondazioni nascoste nella pavimentazione della passeggiata che non impediscono la bella vista panoramica sul e del lago…