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Viviana Beccalossi: «Contro l'azzardo di Stato il nostro no resti fermo e deciso»

26 Maggio Mag 2016 1552 26 maggio 2016
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Intervenuta a Bergamo al Convegno organizzato da Confartigianato, Viviana Beccalossi ribadisce la linea dura contro l'azzardo di massa. «Ai cittadini spetta il diritto di compiere scelte etiche, a noi il dovere di decidere ricordando mai come su questo tema la politica è chiamata a rispondere al cuore della gente che dice “basta” a questo strozzinaggio di Stato»

«La politica spesso ci divide. Ci divide su troppe cose. Ma c'è una politica che è scelta, decisione. Su tante decisioni si può essere d'accordo o meno. Ma su certe decisioni, quelle che toccano il cuore dell'uomo e la vita della gente, su quelle decisioni o si sta da una parte o si sta dall'altra». Intervenuta poco fa al Teatro Sociale di Bergamo, al Convegno organizzato da Anap Confartigianato sul tema del gioco vs. l'azzardo, l'assessore al Territorio della Regione Lombardia Viviana Beccalossi è stata chiara e decisa come sempre.

Tra le tante battaglie in cui mi sono impegnata, battaglie che potete condividere o no, quella in cui credo di più e su cui non ho trovato divisioni di colore o di bandiera, è la battaglia contro l'azzardo. L'etica non è moralismo. Etica è dire le cose come stanno, guardare in faccia la realtà e affrontarla. Dobbiamo dire basta a questo strozzinaggio di Stato

Viviana Beccalossi

Bisogna compiere scelte etiche, ha affermato l'assessore. «Deve farle la politica, può farle il cittadino». Come? «Votando col portafoglio: si reca in un bar invece che in un altro, non per discriminare, ma per scegliere. Scegliere chi lavora, fa imprese, chi tutti i giorni si alza e cerca di portare a casa il proprio giusto stipendio, non semplicemente attaccando la spina di una macchinetta». Davanti all'azzardo di massa che, oramai, invade non solo le città, ma ogni angolo del nostro Paese - in Lombardia ci sono 13mila slot, senza contare le rivendite di Gratta&Vinci e via discorrendo - l'assessore Beccalosi è stata chiara: «Dobbiamo dire basta a questo strozzinaggio di Stato».