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Disabilità

"10x10x10 - The World of Accessibility": oggetti quotidiani per tutti

30 Maggio Mag 2016 1741 30 maggio 2016
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Gli studenti di Domus Academy hanno rivisitato in chiave accessibile alcuni prodotti di Ikea. L'iniziativa è stata realizzata in partnership con l'azienda svedese, Fondazione Tog e Opendot. La mostra aperta da martedì 31 maggio a domenica 5 giugno al Padiglione Noosphere XX1, realizzato da Tsinghua, Naba e Domus Academy nell’ambito della XXI Triennale di Milano

Prendere un oggetto di uso comune e trasformarlo inspirandosi al concetto di Design for all. Parte da qui un’iniziativa che ha visto gli studenti di Domus Accademy trasformare dieci modelli di mobili e oggetti dell’Ikea adattandoli alle necessità di altrettanti bambini con disabilità. I risultati saranno in mostra da martedì 31 maggio a domenica 5 giugno al Padiglione Noosphere XX1, realizzato da Tsinghua, Naba e Domus Academy nell’ambito della XXI Triennale di Milano, che ospita "10x10x10 - The World of Accessibility". L'esposizione, frutto di un progetto realizzato da Domus Academy, Ikea, Tog e Opendot.

Tog (Together to go) è una fondazione che assiste bambini affetti da complesse patologie neurologiche e ha chiesto a 10 famiglie del proprio network di selezionare un prodotto Ikea, da adattare a seconda delle necessità del proprio figlio. Gli studenti dei Master in Product Design, Business Design, Interior & Living Design e in Car & Transportation Design di Domus Academy, guidati dal professor Enrico Bassi, sono intervenuti ripensando e riprogettando gli oggetti scelti con l’obiettivo di renderli maggiormente accessibili; successivamente i modelli sono stati prodotti in scala 1:1 da Opendot, laboratorio di fabbricazione digitale e hub di ricerca e open innovation.

Ma la mostra non è il fine ultimo, i prodotti realizzati dagli studenti a partire dalle caratteristiche di ogni singolo bambino, grazie agli strumenti di progettazione digitale di cui è dotata Domus Academy, al termine dell’esposizione saranno donati alle famiglie, contribuendo in questo modo a migliorare la loro vita quotidiana, attraverso nuovi oggetti colorati, funzionali e creati su misura.

Tank The Whale – progettato per Samuele, un bambino con sindrome di Down, è un sistema di “add-on” per il seggiolone Ikea progettato per rendere più sicuro il fissaggio del sedile in gesso normalmente utilizzato per sostenere la sua postura. Samuele ha bisogno di sedersi per circa 5 ore al giorno, così la parte di interazione e di gioco è soddisfatta dall’aggiunta di un piccolo xilofono

Taking Flight - disegnato per Riccardo, un bambino affetto da paralisi cerebrale infantile, è un sistema “add on” che si aggiunge al seggiolone prodotto da Ikea per sostenere la postura e incoraggiare l’utilizzo delle mani del bambino.

«L’esperienza “10x10x10 - The world of the Accessibility” ha rappresentato per la Fondazione Tog un momento emozionante ed abbastanza straordinario. L’innovazione consiste nell’aver saputo coniugare l’obiettivo della fruibilità dell’oggetto modificato per il bambino disabile con elementi estetici di bellezza, spesso non coltivati in questo ambito, e di sicurezza e funzionalità riabilitativa» ha dichiarato Antonia Madella Noja, segretario generale Fondazione Together to go Onlus. «Tutti gli oggetti modificati sono infatti utili, cioè rispondono a bisogni concreti dei bambini; sono belli e soddisfano una esigenza importantissima nel mondo della disabilità, purtroppo spesso, negletta; sono efficaci dal punto di vista riabilitativo; sono sicuri e protettivi per il bambino e infine sono generalizzabili a tutti i bambini divenendo quindi anche merci profittevoli commercialmente». A Enrico Bassi, project leader di Domus Academy questo progetto «ha insegnato tante cose, così come le persone che vi hanno partecipato. Soprattutto dobbiamo rivedere il nostro concetto di “normale”: involontariamente si categorizza una persona disabile sulla base delle “abilità perse”, di quanto è diversa rispetto al normale. Credo che questo modo di fare sia profondamente sbagliato, ognuno è normale a modo suo, se qualcuno non parla, è normale per lui comunicare in altro modo, se non regge una matita in mano è straordinario riuscire a farlo. Può sembrare una sottigliezza linguistica, ma fidatevi che non lo è». Da parte sua Amelia Valletta, curatrice della mostra e Course Leader di Domus Academy aggiunge che l’accademia conferma il proprio impegno sociale, «fortemente ispirato all’obiettivo di creare un “design for good” sia in termini di continuità sia di scopo, fornendo costantemente agli studenti competenze fondamentali, conoscenza e supporto per metterli nelle condizioni di realizzare progetti secondo questo approccio».

Paste in Place - progettato per Viola, una bambina affetta da paralisi celebrale, è un sistema di “add-on” per il sedile water, progettato per renderlo più accessibile e permettere a Viola di essere più indipendente e aumentare la sua motivazione a passare dai pannolini alla toilette. Per questo motivo il supporto anteriore ha la forma di un simpatica giraffa

Infine Valerio Di Bussolo PR Corporate Manager Ikea Italia srl ha voluto ricordare che l’azienda svedese «da sempre è vicina alle realtà locali che si occupano di disabilità. Attraverso la progettazione di spazi pensati per persone con esigenze particolari, con le sue iniziative di donazione Ikea negli ultimi 10 anni ha sostenuto centinaia di onlus caratterizzate da una particolare attenzione sia per gli utenti, sia per le loro famiglie». Ha poi aggiunto: «Come leader del design democratico per tutti, Ikea ha partecipato con entusiasmo ad un’iniziativa che permetteva alle famiglie di bambini con problemi specifici la personalizzazione dei propri mobili attraverso l'inserimento di accessori parassiti. Spesso infatti il design dedicato a soggetti speciali ha una linea eccessivamente ospedalizzata, che non tiene in considerazione la dimensione domestica; dimensione nella quale ogni famiglia interpreta e integra il proprio arredamento non solo per questioni legate ai bisogni, ma soprattutto per l'esigenza di avere un posto bello in cui vivere».

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