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Agesci

Un ponte lungo 1900 km: #daLampedusaalBrennero

30 Maggio Mag 2016 1254 30 maggio 2016
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Gli scout dell'Agesci sono stati protagonisti nell'ultimo weekend di maggio di un'iniziativa ai due estremi dell'Italia: Lampedusa e il confine austriaco. I Rover e le Scolte siciliani hanno messo a punto la "lettera all'Europa che vorrei" #pontinonmuri, al Brennero incontro con una delegazione di scout austriaci

Hanno costruito un ponte lungo 1900 chilometri. Un ponte per unire i due estremi dell’Italia: Lampedusa a sud e il Brennero a nord. A farlo i giovani scout dell’Agesci che sono stati protagonisti nell’ultimo weekend dell’iniziativa #daLampedusaalBrennero. Nell’isola di Lampedusa sedici Rover e Scolte siciliani hanno avuto importanti incontri con i rappresentanti più significative della vita civile e sociale dell’isola come il dottor Pietro Bartolo, il sindaco Giusi Nicolini e gli uomini della Marina Militare impegnati ogni giorno nelle operazioni di salvataggio.

Gl incontri con il dottor Bartolo (a sn) e con il sindaco Giusi Nicolini a Lampedusa

«Siamo certi che sia doveroso approcciarsi alle situazioni di emergenza migratoria con coraggio, consapevoli che esse possano rappresentare un’opportunità di crescita e sviluppo sociale, oltre che morale», sono queste le parole scritte dai giovani scout nell’appello all’Europa #pontinonmuri: lettera all’Europa che vorrei che si apre con queste parole: «Noi, sedici ragazzi provenienti da tutta la Sicilia abbiamo appreso la necessità della creazione di una consapevolezza collettiva volta a immedesimarsi nell’altro. Questo manifesto vuole essere l’espressione della Branca Rover e Scolte per dare seguito all’esortazione di Papa Francesco rivolta all’Associazione: voi fate ponti, non muri».

L'incontro con gli scout austriaci

Dall’altro capo dell’Italia nella stessa giornata di sabato 28 maggio l’Agesci è stata protagonista di un’iniziativa che si è dipanata tra Bolzano e il Brennero. In mattinata il Vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser ha benedetto tre croci arrivate da Lampedusa, realizzate con il legno recuperato dai barconi usati dai migranti. Nel pomeriggio una delegazione ha portato due delle tre croci per il passo del Brennero.

Una croce nel piazzale antistante la chiesa di Brennero è stata consegnata, come un testimone, ad un gruppo di scout austriaci. L’altra è stata destinata alla parrocchia di Brennero, che si estende al di qua e al di là del confine.
«Oggi più che mai, le frontiere, tutte le frontiere (quelle che dividono Paesi e popoli, quelle che dividono culture e religioni, le frontiere che dividono condizioni esistenziali) non sono linee da valicare, ma spazi da abitare, entro i quali spartire pezzi di vita, perché proprio sulle frontiere, su tutte le frontiere, oggi “sosta” tanta umanità», hanno dichiarato i presidenti del Comitato nazionale Agesci Marilina Laforgia e Matteo Spanò.

La benedizione delle croci con il Vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser

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