Casi editoriali

Sacra Famiglia: tre dipendenti diventano scrittrici

31 Maggio Mag 2016 1132 31 maggio 2016

Sarà presentato l'8 giugno in Fondazione un romanzo, scritto sotto pseudonimo da tre operatrici della non profit, che racconta l'avventura di due genitori con un figlio autistico. Non una presentazione "normale", ma un reading con attori sul palco. Il ricavato della vendita del libro sosterrà i progetti di Sacra Famiglia

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Francesco Che Arrivo Un Giorno
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Sarà presentato l'8 giugno in Fondazione un romanzo, scritto sotto pseudonimo da tre operatrici della non profit, che racconta l'avventura di due genitori con un figlio autistico. Non una presentazione "normale", ma un reading con attori sul palco. Il ricavato della vendita del libro sosterrà i progetti di Sacra Famiglia

Francesco, primogenito di una giovane coppia, è un bambino come tanti. Ma a cinque anni comincia a manifestare i comportamenti tipici dell’autismo. Inizia così un tormentato e appassionante cammino che la mamma racconta in prima persona e che – come accade di rado – è inframmezzato dalla voce del figlio e del papà.

Le tre autrici che si celano dietro lo pseudonimo Maia Consonni (Monica Conti, Sonia Lentini e Anna Miele, tutte dipendenti di Fondazione Sacra Famiglia Onlus) riescono con rara efficacia a condurre il lettore lungo il percorso che dalla diagnosi porta Francesco fino alle porte di un famoso centro del nord Italia dove la ricerca sull’autismo è una realtà consolidata in grado di trasformarsi in aiuto concreto alle famiglie. “Francesco che arrivò un giorno d’inverno” (Edizioni Terra Santa, collana Altrevoci) è una storia da raccontare e ricordare, che sarà presentata l’8 giugno alle ore 18.30 presso il teatro di Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Mi). La serata sarà aperta da un reading degli attori Compagnia ImmaginAzione che leggeranno brani del testo, seguito da dibattito con le tre autrici coordinato dalla giornalista di Io donna, Paola Pica.

Il ricavato della vendita del libro sosterrà i progetti di Fondazione Sacra Famiglia. “Quando ci siamo trovate ad ascoltare la storia di Francesco e della sua famiglia – scrivono le autrici nella postfazione del libro – abbiamo capito che avremmo voluto raccontarla. Abbiamo sentito la forte responsabilità, ma abbiamo raccolto la sfida con noi stesse: avremmo fatto il possibile per raccontare la confusione che deve avere provato Francesco in alcuni momenti della sua vita, ma anche, e soprattutto, l’amore e la tenerezza che questo ragazzo prova nei confronti delle persone che gli stanno accanto. Il nostro lavoro non ha la pretesa di mostrare un’immagine fedele di pensieri e sensazioni, ma piuttosto di proporre al lettore un modo possibile di vedere la realtà con gli occhi di Francesco, di sua madre e di suo padre”.

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