Scuolalavoro
Jobs Act

Imparare lavorando. In Italia si può?

8 Giugno Giu 2016 1020 08 giugno 2016
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Per promuovere uno degli strumenti attuativi del Jobs Act, pensato per favorire la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, lo Stato, le Regioni e le Province Autonome hanno concluso un accordo, del 24 settembre 2015. Nel prossimo biennio, 60 mila giovani avranno la possibilità di conseguire tutti i titoli di studio previsti dall’ordinamento italiano ed europeo alternando momenti di formazione a scuola e in azienda

«Il sistema duale dovrà diventare ordinario per riuscire a risolvere due problemi. Il primo è l'abbandono scolastico che nel nostro paese è molto diffuso e si aggira intono al 17%. Il secondo, più strutturale, riguarda la mancanza di competenze, ovvero posti di lavoro che ci sono, che le aziende offrono, ma che non trovano una risposta». Lo ha detto Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a Roma, in una conferenza stampa sul sistema duale.

Per promuovere uno degli strumenti attuativi del Jobs Act, pensato per favorire la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, lo Stato, le Regioni e le Province Autonome hanno concluso un accordo, del 24 settembre 2015, che definisce le modalità di attuazione del progetto. “Vogliamo trovare la via italiana al sistema duale e per questo abbiamo dato risorse aggiuntive alle Regioni e selezionato, in collaborazione con Italia Lavoro, i Centri di Formazione Professionale, CFP, incaricati di avviare, a partire dal mese di giugno 2016, la sperimentazione del sistema duale”.

Nel prossimo biennio, 60 mila giovani avranno così la possibilità di conseguire tutti i titoli di studio previsti dall’ordinamento italiano ed europeo, dalla qualifica professionale al dottorato di ricerca, lavorando, alternando cioè momenti di formazione a scuola e in azienda. Per una parte dei giovani studenti l'apprendimento in impresa avverrà tramite un contratto di apprendistato di primo livello, mentre per l'altra parte avverrà attraverso l'introduzione dell'alternanza "rafforzata" di 400 ore annue a partire dal secondo anno del percorso di istruzione e formazione professionale.

«In questo modo si prevede di orientare alla scelta dei corsi formativi circa 20.000 giovani e di promuovere l’attivazione di almeno 1.200 contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale. Inoltre, ogni CFP potrà accedere ad un contributo massimo di 35.000 euro per l’erogazione ai giovani interessati dei servizi di orientamento e di accompagnamento al lavoro finalizzato all’attivazione di contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale», ha aggiunto Bobba.

Il sistema duale si propone insomma come cerniera fra scuola e lavoro per formare figure professionali in grado di rispondere alle esigenze del mondo produttivo. Ma qual è il vantaggio per le imprese? «Ad inizio luglio 2016, Italia Lavoro pubblicherà un avviso pubblico a sportello per riconoscere benefici fiscali ai datori di lavoro che assumeranno in apprendistato formativo e che ospiteranno studenti in alternanza rafforzata al fine di abbattere i costi derivanti dall'impiego di tutor aziendali».

Costo dell’iniziativa? Per la sperimentazione del sistema duale sono stati stanziati ulteriori 87 milioni di Euro. A questa cifra devono aggiungersi altri 4 milioni di euro circa, che al momento le regioni Lombardia, Marche e Valle d’Asta hanno deciso di destinare alla realizzazione dei percorsi per l’anno formativo 2016/2017.

Intanto dal monitoraggio effettuato dall’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, Isfol, a maggio 2016 è emerso che nonostante i pochi mesi trascorsi dall’avvio della sperimentazione, quasi tutte le Regioni hanno posto in essere azioni concrete per l’inserimento dei percorsi che abbinano lezioni in classe ed esperienza diretta in azienda nei rispettivi sistemi di istruzione e formazione professionale.

In Lombardia, dall’inizio dell’anno, dalla partenza del sistema duale, c'è' stato un picco nel numero di assunzioni con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore", ha rivelato l’assessore all'istruzione formazione e lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea. In sei mesi sono stati attivati 392 contratti che consentiranno alle imprese lombarde di beneficiare di circa un milione di euro sugli 8 stanziati a livello nazionale. Aprea ha anche ribadito la necessità di risolvere la questione del mancato raccordo tra la disciplina dell'apprendistato e quella sul lavoro minorile che, a suo parere, potrebbe impedire l'attivazione di contratti di apprendistato per i ragazzi di quindici anni, in settori tipici dell'istruzione e formazione professionale.

In Piemonte, protagonista della sperimentazione del sistema duale è il Centro Nazionale Opere Salesiane - Formazione Aggiornamento Professionale, Cnos Fap, che già dal 2012 promuove progetti di formazione basati sull’orientamento e sull’alternanza scuola-lavoro. Per la sperimentazione la regione è stata divisa in quattro aree e ha coinvolto apprendisti minorenni di età compresa tra 15 e 17 anni, ai quali sono state fornite competenze di base, competenze professionali comuni e competenze specifiche per una durata di 990 ore. «In particolate grazie un coordinatore formativo interno all’impresa e uno all’interno dell’agenzia formativa, si è venuto a creare un continuo raccordo nelle fasi di apprendimento e tra i differenti luoghi di formazione, coniugando in questo modo una parte pratica da svolgere all’interno dell’azienda e una parte riservata alla didattica in aula», ha spiegato Walter del Soglio.

Nel Lazio, la Scuola Professionale Elis e Terna hanno invece realizzato un’alleanza tra le imprese al fine di incoraggiare il loro coinvolgimento concreto per l’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro. Tra le aziende che si sono impegnate ad offrire ai giovani l'opportunità di lavorare prima della conclusione degli studi, compaiono: Autogrill, MPS, Benetton, e Nissan. “Da noi la sperimentazione del sistema è affidata a dieci laboratori territoriali interattivi, che abbiamo voluto chiamare ExpoLab, simili a quelli aperti in occasione di Expo2015. All’interno di queste strutture sono stati creati dei corner aziendali che danno la possibilità ai giovani studenti di lavorare su progetti già realizzati o da realizzare”, ha detto Pierluigi Bartolomei, Preside di ELIS.

A concludere la conferenza, l’intervento del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha sottolineato la necessità di uscire al più presto dalla fase sperimentale . «Il sistema duale rappresenta non solo un radicale cambiamento nel rapporto scuola-lavoro ma ha tutte le potenzialità per unire il sapere scolastico e la cultura dell'impresa, che a volte manca nel nostro Paese».