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Save the children: Europei 2016, i migranti hanno già visto tutte le reti

10 Giugno Giu 2016 1710 10 giugno 2016
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L'ong, in vista dell'imminente calcio d'inizio del Campionato d'Europa, ricorda il dramma dei minori profughi non accompagnati e delle famiglie, che in molti casi hanno trovato l'ingresso sbarrato nell'Unione anziché l'accoglienza sancita nei Trattati. "Favorire a chi fugge vie sicure e legali, ora più che mai", sottolinea Valerio Neri, presidente dell'ong

“Ogni bambino o adolescente che giunge in Europa dovrebbe avere accesso ad un sistema organico di accoglienza e protezione condiviso da tutti i paesi membri dell’Unione. I paesi europei, invece, sono chiusi nel proprio egoismo, affrontando il tema delle migrazioni e dell’asilo in modo frammentario”. Sono le parole di Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini in pericolo e a tutelare i loro diritti. “Sono stati alzati muri e reticolati che hanno esposto proprio i più vulnerabili, che sono i bambini e soprattutto quelli non accompagnati, a gravi rischi di violenza o sfruttamento, bloccati per mesi in campi improvvisati con condizioni umanitarie inaccettabili, o addirittura rinchiusi in veri e propri centri di detenzione. Questo avviene sotto gli occhi di tutti, tradendo l’identità e la storia stessa dell’Europa, in violazione dei diritti di ogni essere umano e in particolare dei più piccoli, e del principio inderogabile di protezione e accoglienza per chi fugge da violenze o persecuzioni”.

L'affondo di Neri introduce la nuova mobilitazione di Save the children: alla vigilia del calcio di inizio dei Campionati Europei di Calcio 2016, l'ong lancia una forte campagna di sensibilizzazione per richiamare l’Europa al dovere di accoglienza e protezione dei migranti giunti nel continente dopo viaggi drammatici, in particolare dei più vulnerabili che sono i bambini.

Le reti degli europei loro le hanno viste tutte, questo il forte messaggio dell’immagine meme virale che ritrae in fotografia alcuni bambini profughi bloccati al di qua di una rete metallica, simbolo dei tanti muri e barriere che l’Europa ha eretto scegliendo di proteggere i propri confini invece dei bambini stessi. Immagine veicolata sui social media in rete, su alcuni dei principali quotidiani e nel circuito affissioni della metropolitana di Roma durante lo svolgimento della competizione sportiva in Francia. " Un invito a tutti i tifosi e cittadini, che si troveranno a sostenere con passione le proprie squadre, a mobilitarsi perché l’Europa possa dimostrarsi campione di solidarietà offrendo aiuto e protezione ai bambini in fuga da guerre, violenza e povertà, facendo così vincere per davvero i suoi valori fondativi".

Dal 2015 sono giunti in Europa via mare più di 1,2 milioni di persone tra cui più di 427mila bambini. Solo in Italia nei primi cinque mesi del 2016 sono arrivati più di 7mila minori non accompagnati. In Grecia, più di 8.400 persone, tra cui quasi 5mila bambini e donne, spesso mamme che hanno affrontato il viaggio da sole con i loro i figli per metterli in salvo, sono bloccate sulle isole di approdo con il terrore di essere rinviate in Turchia per effetto dell’accordo tra quest’ultima e l’Unione Europea. “I bambini in viaggio verso l’Europa, o che si trovano già sul continente, devono essere considerati bambini prima di tutto, indipendentemente dal loro status di migranti o rifugiati, non possono mai essere sottoposti a misure detentive e il principio del superiore interesse del bambino deve sempre essere considerato come preminente. In particolare devono ricevere un’accoglienza adeguata, assistenza medica e psico-sociale e avere pieno accesso alle informazioni circa il loro status giuridico nella loro lingua”, sottolinea Neri.

Save the Children chiede all’Europa di garantire ai migranti, e in particolare ai minori, vie di accesso sicure e legali evitando che l’unica alternativa sia quella di affidarsi ai trafficanti per attraversare, a rischio della vita, il Mediterraneo o le frontiere interne o esterne dell’Europa e dei paesi terzi. "In particolare, deve essere sempre garantito il rispetto della direttiva sul ricongiungimento familiare e le procedure dovrebbero essere accelerate per dare una risposta immediata alla situazione dei molti bambini in Grecia e in Italia che ne avrebbero diritto", continua il presidente. "I bambini, da soli o con la famiglia, e altri gruppi vulnerabili dovrebbero avere la priorità nel quadro dei meccanismi di ricollocamento all’interno dell’UE attraverso procedure chiare, rapide ed efficienti, mentre il piano della Commissione, che prevede il ricollocamento di 160mila richiedenti asilo dalla Grecia e dall’Italia verso altri paesi Europei, procede a rilento e non risultano chiare le modalità e le tempistiche di attuazione". Sono infatti solo 1600, ovvero l'1% del totale previsto, i ricollocamenti effettuati.

"Il reinsediamento è uno dei canali più importanti per garantire ai minori migranti un viaggio sicuro verso l’Europa direttamente dalle aeree di crisi o dai paesi di transito. Gli impegni assunti nel quadro dell’Agenda Europea sulle migrazioni e dell’accordo UE-Turchia rimangono in gran parte inadeguati. Meccanismi di responsabilità condivisa devono essere messi in atto per garantire che tutti gli Stati membri partecipino ai programmi di reinsediamento e rispettino gli impegni presi", indica Neri. Solo nel 2016, Save the Children ha raggiunto in Italia con un Programma di protezione e assistenza circa 6.300 minori migranti, di cui oltre 5.400 non accompagnati. Dall’inizio del suo intervento in Grecia nel 2015 ad oggi, l’Organizzazione ha raggiunto con le sue attività oltre 34mila persone, tra cui 127.413 bambini.

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