Libro ANT
Fondazione Ant

Terapia del dolore? Aiuta la giusta relazione tra dottore e malato

15 Giugno Giu 2016 1106 15 giugno 2016
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Il manuale di comunicazione medico-paziente, libro ideato da Spell e frutto del progetto "Ascolto e relazione nel percorso di cura: 6 D.E.I. nostri?". Il libro è in vendita su Amazon e i proventi saranno destinato alla Fondazione

Saranno destinati a Fondazione Ant i proventi del libro “La terapia del dolore. Criticità relazionali tra medici e pazienti”, una collezione di storie sulla relazione tra medico e paziente, in delicato equilibrio tra empatia e distacco.
Un prezioso vademecum che, attraverso voci e punti di vista diversi, chiarisce quali sono le buone pratiche della comunicazione tra professionisti e persone in cura. Il libro è un insolito manuale ideato da Spell srl e nato dai racconti di quasi 160 medici palliativisti, oncologi e terapisti del dolore che nel febbraio 2015 hanno partecipato al progetto “Ascolto e relazione nel percorso di cura: 6 D.E.I. nostri?”, promosso da Angelini con l’obiettivo di migliorare la gestione del Dolore Episodico Intenso (in sigla D.E.I.), un particolare tipo di dolore che affligge tra il 30 e il 50% di coloro che soffrono di patologie neoplastiche.

Accompagnati dall’attore e psicologo Paolo Vergnani e da un team di Formattori® di Spell srl, i professionisti hanno affrontato nel corso di specifici workshop le situazioni critiche più frequenti nella gestione del paziente oncologico che soffre di dolore. Ogni gruppo, assistito da un formatore, ha individuato per l’area tematica di competenza i cinque comportamenti appropriati (dos) e i cinque da evitare (don’ts). In un secondo tempo è stato chiesto ai partecipanti di ogni gruppo di raccontare una storia, riferita a un’esperienza professionale, che fosse esemplificativa di uno dei dos o dei don’ts assegnati. La storia selezionata è stata costruita e organizzata secondo i principi dello storytelling. Rielaborate da Annalisa Arione, accompagnate dalle illustrazioni di Rosanna Mezzanotte (in apertura una delle illustrazioni) e dai testi di Paolo Vergnani, le dodici storie sono diventate l’ordito di questo manuale di comunicazione medico-paziente.

«Siamo ragionevolmente certi del fatto che una non corretta gestione della relazione finirà per peggiorare notevolmente l’efficacia delle cure, sia sul piano terapeutico che su quello palliativo» ha commentato Paolo Vergnani. «Ecco perché chiunque operi con pazienti oncologici è chiamato a estendere il suo campo di competenze anche alla dimensione relazionale ed ecco il perché di questo lavoro: un contributo, fatto di esperienze sul campo, di qualche modello teorico e soprattutto di quella parte difficilmente afferrabile che è la componente emotiva di ogni relazione».

«Questo progetto nasce dal desiderio di dar voce a uno dei bisogni maggiormente espressi dai medici e che rappresenta una delle leve più importanti nella lotta contro il dolore: migliorare la comunicazione medico-paziente» aggiunge Guido Fanelli, direttore scientifico di Fondazione Ant e padre della Legge 38 sul dolore. «Una delle chiavi di lettura per comprendere il problema del mancato trattamento antalgico è quella di considerare quanto si possa e si debba ancora fare per migliorare la comunicazione medico-paziente sul tema dolore. Il dolore è spesso considerato dal paziente come parte integrante e indissolubile della malattia invece di essere ritenuto esso stesso una malattia. Ecco che in questo progetto abbiamo voluto ascoltare e raccogliere le storie di medici che raccontano quanto una comunicazione efficace possa essere uno strumento indispensabile per l’approccio alla cura del dolore migliorando il percorso di cura del paziente. Ogni storia è un piccolo passo avanti per ritrovare un obiettivo comune: sconfiggere il dolore parlando di dolore».

«La storia di Fondazione Ant parte dalla formazione del personale sanitario, non tanto dal punto di vista tecnico, che si dà ovviamente per scontato, quanto dal punto di vista umano e relazionale, affinché si creino quella confidenza e compassione che devono segnare i rapporti tra medico e paziente, tra medico e familiare» racconta Raffaella Pannuti, presidente Ant. «Confidenza vuol dire avere una fede comune che comprenda i concetti di amicizia, solidarietà e tolleranza. Confidenza deve voler dire anche capacità di partecipare alla sofferenza degli altri. Questo libro è molto interessante perché lascia emergere gli aspetti della comunicazione e del rapporto con il dolore attraverso storie che nascono dal vissuto dei professionisti, che hanno così potuto esprimere le loro paure, le loro angosce ma anche, di conseguenza, le loro conquiste: hanno conquistato il loro modo di aiutare i pazienti».

«La comunicazione efficace tra medico e paziente, in particolar modo nell’ambito della terapia del dolore, è uno degli strumenti cardine per garantire un miglior approccio alla cure, nel rispetto tanto dell’appropriatezza terapeutica quanto dell’aderenza al trattamento» commenta Fabio De Luca, Chief Commercial Officer Italia di Angelini. «Questo libro è la testimonianza di come un’azienda farmaceutica possa mettersi al servizio della comunità scientifica non solo con i suoi farmaci ma anche offrendo strumenti che permettano di migliorare la qualità del rapporto col paziente».

Il libro, con una prefazione di Pupi Avati, è in vendita su Amazon.

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