Disabilità

Dopo di noi, via libera agli intermediari filantropici

17 Giugno Giu 2016 1722 17 giugno 2016

La nuova legge all'articolo 6 prevede la possibilità di costituire dei fondi, in favore di persone con disabilità grave, utilizzando, oltre all’istituto del Trust, quello della donazione modale. Nicola Corti (consigliere delegato della Fondazione Italia per il dono): «In questo modo si supera l’esclusività del trust, dando la possibilità anche a persone che non possono assumersi gli oneri collegati alla creazione di tale strumento giuridico di programmare il “dopo di noi” con costi di gestione molto bassi»

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Disabilità SEBASTIEN BOZON:AFP:Getty Images
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La nuova legge all'articolo 6 prevede la possibilità di costituire dei fondi, in favore di persone con disabilità grave, utilizzando, oltre all’istituto del Trust, quello della donazione modale. Nicola Corti (consigliere delegato della Fondazione Italia per il dono): «In questo modo si supera l’esclusività del trust, dando la possibilità anche a persone che non possono assumersi gli oneri collegati alla creazione di tale strumento giuridico di programmare il “dopo di noi” con costi di gestione molto bassi»

La legge sul Dopo di Noi approvata nei giorni scorsi in via definitiva ha espressamente indicato, nell’art. 6, la possibilità di costituire dei fondi, in favore di persone con disabilità grave, utilizzando, oltre all’istituto del Trust, quello della donazione modale presso cosiddetti “intermediari filantropici”, organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) riconosciute come persone giuridiche, che svolgono attività di beneficenza ai sensi del comma 2bis dell’Art. 10 del decreto Legislativo 04/12/1997 N 460.

Questa tipologia di fondi consente alle famiglie con figli con disabilità di accumulare risorse, integrative rispetto ai trasferimenti pubblici. Essendo strumenti flessibili e avendo costi di istituzione/gestione molto bassi possono essere creati anche da persone che non possono assumersi gli oneri collegati alla creazione di una fondazione autonoma o di un trust e consentono quindi a singole famiglie o gruppi di famiglie di programmare il “dopo di noi” e quindi migliorare la qualità della vita di un disabile.

La creazione di un Fondo specificatamente destinato ad una persona con disabilità permette di conseguire alcuni benefici: accanto alla destinazione di risorse per l’erogazione di servizi determinanti per la qualità della vita del disabile, può infatti raccogliere donazioni da altri soggetti, che possono usufruire di tutti i benefici fiscali di legge e programmare che le risorse residue vadano a favore di altri soggetti affetti da disabilità, promuovendo così forme di solidarietà e di aiuto reciproco. Le richieste di Fondazione Italia per il dono sono state quindi recepite fin dall'analisi del testo della Commissione Lavoro del Senato presieduta da Maurizio Sacconi che ha commentato: «Siamo soddisfatti perché ora la legge è davvero sussidiaria rispetto alle buone pratiche solidali operanti in Italia».

L'economista Stefano Zamagni

Le persone portatrici di gravi disabilità e prive di adeguato sostegno familiare rientrano quindi appieno nella missione propria di F.I.Do ed è per questo che ci siamo impegnati per l'inserimento nella Legge "Dopo di noi", accanto all'Istituto del trust, di quello dei fondi con diritto d'indirizzo

Stefano Zamagni, Presidente di F.I.Do, ha aggiunto: «Abbiamo raggiunto un ottimo risultato. La Fondazione Italia per il Dono ha l'obiettivo di rendere concretamente fruibili strumenti finanziari atti a far fronte a varie situazioni di vulnerabilità. Le persone portatrici di gravi disabilità e prive di adeguato sostegno familiare rientrano quindi appieno nella missione propria di F.I.Do ed è per questo che ci siamo impegnati per l'inserimento nella Legge "Dopo di noi", accanto all'Istituto del trust, di quello dei fondi con diritto d'indirizzo».

«Bello vedere come il privato sociale può sperimentare, monitorare e valutare per poi proporre nuovi strumenti adeguati che vengono infine recepiti dall’Ente Pubblico», è intervenuto Nicola Corti, Segretario Generale della Fondazione Allianz UMANA MENTE e Consigliere Delegato di F.I.Do, «L’aver di fatto legittimato l’attività di intermediazione filantropica ha permesso di superare l’esclusività del trust, dando la possibilità anche a persone che non possono assumersi gli oneri collegati alla creazione di tale strumento giuridico di programmare il “dopo di noi” con costi di gestione molto bassi. Ottimale la possibilità di investire nei fondi in prodotti assicurativi dando alle famiglie una scelta più vasta e rispondente». Infine Monica De Paoli, vice Presidente del Consiglio di Indirizzo e Rappresentante del Consiglio Nazionale del Notariato in F.I.Do: «Offrire alle famiglie strumenti diversificati per rispondere alle esigenze di protezione e tutela di persone affette da disabilità è prima di tutto un gesto di civiltà. Il testo di legge, con le integrazioni richieste da F.I.Do consente la massima flessibilità per strutturare progetti singoli o collettivi, con strumenti finanziari innovativi che garantiscono trasparenza e professionalità nella gestione, gradualità nella costituzione dei patrimoni, dialogo e monitoraggio nel tempo con le strutture e i soggetti che si fanno carico della cura della persona, garantendo qualità di vita per i disabili e tranquillità per le famiglie».

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