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Il caso

«Jo Cox, una ragazza che rendeva possibile l’impossibile»

17 Giugno Giu 2016 1127 17 giugno 2016
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Elisa Bacciotti, direttrice Ufficio Campagne di Oxfam Italia racconta a Vita la deputata inglese uccisa ieri a Birstall con cui aveva lavorato nel 2007. «Bisogna rendere omaggio ad una ragazza che ha fatto accadere vittorie importanti per la società civile di tutto il mondo»

Jo Cox, giovane deputata emergente del Labour impegnata contro la Brexit e per i diritti dei migranti, è stata aggredita e uccisa selvaggiamente per strada da un uomo che ha infierito su di lei con un coltello e l'ha poi finita senza pietà con tre colpi di pistola. Un gesto di violenza bruta che ferma il circo elettorale, fa saltare il banco delle previsioni e potrebbe determinare il risultato delle urne di qui a una settimana. Lo scempio è avvenuto a Birstall, vicino a Leeds, nello Yorkshire. Prima di diventare deputata però la ragazza era stata una delle colonne portanti di Oxfam. Ne abbiamo parlato con Elisa Bacciotti, direttrice Ufficio Campagne di Oxfam Italia, che con Cox nel 2007 aveva anche incrociato il percorso lavorativo.

Lei ha lavorato con Jo Cox e l’ha conosciuta…
L’ho incrociata quando avevo appena iniziato a lavorare per Oxfam. Lei era già una delle più brillanti advocate del Regno Unito. Era intorno al 2007. Credo di poter dire di averla conosciuta, seppur in ambito lavorativo. Sono perfettamente consapevole che molte delle vittorie che abbiamo avuto come società civile sui temi dell’assistenza umanitaria in Darfur e in Libano o sulla cancellazione del debito senza di lei non sarebbero stati possibili. Piangiamo la scomparsa di una persona che ha dato molto, con diversi ruoli, al mondo umanitario e associativo.

Che persona era?
Era una ragazza estremamente intelligente e appassionata, in grado di parlare con gli altri con un modo molto orientato al risultato. Era pragmatica. Ricordo una persona che coniugava leggerezza buon umore arguzia ma anche molto determinata al cambiamento sociale e molto efficiente.

Una grande perdita dunque…
Enorme, nel nostro lavoro è la qualità delle persone che fa la differenza. Per citare Mandela lei era una di quelle persone che rendeva possibili cose che prima sembravano impossibili. Bisogna rendere omaggio a una ragazza che ha fatto accadere vittorie importanti per la società civile di tutto il mondo.

Come ha appreso la notizia?
L’ho saputo ieri sera. Mi ha chiamato una collega. Recentemente avevo anche incontrato il marito. Avevo avuto modo di conoscerlo. E stavo seguendo il lavoro di lei per il reinsediamento dei bimbi siriani. È stato un colpo tremendo. Ma c’è una cosa che vorrei sottolineare

Prego…
Mi ha colpito molto la dignità della famiglia che ha voluto subito rilasciare un messaggio di amore e incoraggiamento a noi nella lotta contro l’odio che l’ha uccisa. Mi continuo a ripetere che dobbiamo assolutamente fare questo