A Boat With Migrants; Lesvos Credit Pablo Tosco Oxfam Intermon
Migranti

ActionAid e Oxfam: «Nei campi profughi in Grecia, violenze, mancanza di cibo e cure mediche»

20 Giugno Giu 2016 1210 20 giugno 2016
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In un rapporto diffuso in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la fotografia impietosa delle condizioni in cui sono costrette migliaia di persone

I migranti bloccati nel limbo dei campi greci vivono in condizioni disperate, fatte di violenza, scarso accesso a cibo, cure mediche e informazioni. E’ quanto emerge da Lasciati nel limbo il rapporto lanciato oggi da ActionAid e Oxfam, dove sono raccolte le testimonianze di oltre 250 persone dai campi profughi di Lesbo, Atene e dell’Epiro. L’aspetto più evidente è lo stato d’ansia e il grave disagio che deriva dalla quasi totale mancanza di informazioni su quello che riserva loro il futuro. Lasciati nel limbo mette al centro storie e volti di uomini, donne, ragazzi che chiedono ai leader europei di rispettare non solo la lettera della legge internazionale, ma anche il suo spirito, dando priorità alle riunificazioni familiari e offrendo informazioni, assistenza, protezione e accesso alle procedure di asilo aiutandoli così a costruirsi un futuro in Europa. Dopo la chiusura delle frontiere in Nord Europa e dopo l’accordo UE-Turchia, sono oltre 50.000 i migranti, - in fuga da guerra e povertà - rimasti bloccati in Grecia e costretti a vivere in centri di detenzione, edifici abbandonati o campi improvvisati.

Il lavoro di Oxfam nella crisi migratoria
La situazione dei migranti non è grave solo in Grecia e per questo Oxfam lancia oggi la Campagna Stand as One.Insieme alle persone in fuga per chiedere al Governo italiano di garantire sicurezza, protezione, dignità ed un futuro migliore alle persone in fuga, impegnandosi per la tutela dei loro diritti.

Attività in Grecia
Oxfam ha iniziato le sue operazioni in Grecia nell’ottobre 2015 quando la situazione umanitaria per le persone in arrivo dalla Turchia è peggiorata drammaticamente. Oxfam ha intrapreso la missione partendo dalle sue competenza di base: fornitura di acqua potabile, servizi igienico-sanitari (WASH) e distribuzione di cibo. In questo momento aiuta 3.000 persone in sei diverse aree della Grecia: Kara Tepe a Lesbo e Katsika, Doliana, Filippiada, Tsepelovo e Konitsa nella regione nord-occidentale dell’Epiro.

Attività in Italia
Il 19 maggio scorso Oxfam, insieme a Diaconia Valdese e Borderline Sicilia, ha lanciato Open Europe, un progetto di accoglienza, consulenza legale e distribuzione di kit di prima necessità. Un team mobile, costituito da un operatore socio-legale e da un mediatore linguistico-culturale, offre assistenza legale per presentare ricorso verso il decreto di respingimento e per fornire supporto per l’eventuale richiesta di protezione internazionale. Il team fornisce inoltre informazioni sui diritti e sulle strutture di accoglienza oltre a un sostegno materiale attraverso la distribuzione di kit igienico-sanitari differenziati per gli uomini e per le donne, di abiti, calzature, indumenti intimi, cibo confezionato, acqua, schede telefoniche locali e internazionali. Ai soggetti più vulnerabili, quali minori non accompagnati, donne che viaggiano sole o in stato di gravidanza, persone che hanno subito traumi fisici o psichici, malati o portatori di handicap, viene inoltre offerta una degna accoglienza assieme a servizi di orientamento e inclusione in strutture dedicate. A un mese dall’inizio delle attività l’unità mobile ha percorso 5.000 chilometri, soccorso circa 3.000 migranti di cui 130 minori non accompagnati.

Il lavoro di ActionAid nella crisi migratoria
Attività in Grecia, Libano e Giordania
Dal 2013, ActionAid opera sul campo nella crisi dei rifugiati in Libano e Giordania, e dal 2015 con un programma anche in Grecia. Sull’isola di Lesbo, e più recentemente nella capitale greca, Atene, ActionAid gestisce alcuni centri all’interno dei campi profughi attenti ai bisogni delle donne. All’interno, infatti, vengono offerti e distribuiti kit igienico-sanitari che comprendono salviette, sapone e pannolini per permettere alle madri di accudire i loro figli, a volte per la prima volta dopo lungo tempo. Sono luoghi sicuri dove possono allattare in privato e, cosa ugualmente importante, parlare e condividere il dolore con donne che hanno vissuto esperienze simili.

Attività in Italia
ActionAid sta portando avanti una ricognizione sul sistema d'accoglienza in Italia le cui prime rilevazioni mostrano come una rappresentazione allarmistica del fenomeno migratorio configuri lo sfondo ideologico su cui si va a innestare una gestione poco trasparente e poco lungimirante dei flussi. Nel sistema d'accoglienza italiano assistiamo al consolidamento di un circuito emergenziale che dovrebbe essere temporaneo, ma che in deroga alla legge italiana e alle direttive europee si attesta come ordinario e principale tanto da accogliere circa il 72% dei migranti. I dati e le prime testimonianze raccolte dimostrano che quello che viene presentato istituzionalmente come una governance multilivello è in realtà un sistema caotico che procede per prassi. In mancanza di un regolamento di attuazione del dlgs 142/15 - sia nella primissima accoglienza che nella accoglienza prefettizia - si procede attraverso note e circolari del Ministero dell'Interno che si declinano diversamente a seconda degli attori e dei territori. L'ingresso nei diversi circuiti del sistema è arbitrario e all'interno di quello emergenziale si verificano diversi problemi: dalla difficoltà di accesso alla scarsa trasparenza nella gestione, dalla non omogeneità dei criteri di affidamento agli enti gestori all’assenza di uno standard di servizio, dall’incertezza sui tempi dell’accoglienza al mancato collegamento con il SPRAR. L’indagine di ActionAid prosegue e sarà la base per regolari aggiornamenti al pubblico, dialogo con la società civile impegnata sulla questione e richieste alle istituzioni, anche in vista del G7 che l’Italia ospiterà nel 2017, in cui la crisi migratoria è stato annunciata quale tema in agenda del Summit.

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