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Ballottaggi

Becchetti: «Roma ha scelto un metodo più che un sindaco»

20 Giugno Giu 2016 1030 20 giugno 2016
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Per l’economista romano la vittoria di Virginia Raggi «è la scelta da parte della città di un nuovo modo di amministrare, una scommessa. Ora non resta che tifare il sindaco sperando possa portare il cambiamento che serve a Roma»

Virginia Raggi è il prima sindaco donna di Roma. La candidata del Movimento 5 stelle, 37 anni, giurista, ha into contro Roberto Giachetti del Partito Democratico, ottenendo praticamente i due terzi dei voti, il doppio di quelli del suo avversario. Una svolta annunciata ma comunque dirompente, anche per i numeri con cui è avvenuta. Cosa significa per Roma? Lo abbiamo chiesto a Leonardo Becchetti, economista e docente dell'Università di Roma Tor Vergata.

È un risultato che l’ha sorpresa?
No assolutamente. Era atteso e tra l’altro il periodo inziale dava l’impressione che il Pd non volesse vincere. I primi manifesti di Giachetti, con lo sguardo rivolto verso l’alto come se si chiedesse chi glie l’avesse fatto fare, erano abbastanza eloquenti. Adesso c’è una grande aspettativa, quasi zemaniana, per vedere il nuovo gioco. Come se fosse arrivato un allenatore completamente diverso.

Che idea si è fatto di Virginia Raggi?
Il punto non è il sindaco ma il metodo. I 5stelle hanno il loro modo di giocare che punta molto sull’integrità e l’onestà e sulla partecipazione dei cittadini. Per loro è un banco di prova molto importante Roma. Vedremo se il loro sistema funziona anche con una città così grande. La speranza è che sia efficace.

Intanto i media suonano le campane a morto per Renzi…
Non darei un significato politico a questo voto. Alle amministrative i cittadini votano dei candidati non i partiti. La questione non è politica ma tecnica. Le amministrative e le politiche sono due cose che non c’entrano. Alle amministrative il cittadino guarda più alle capacità dell’amministratore che al colore politico. A livello nazionale invece le considerazioni sono completamente diverse. Non è dunque assolutamente detto che, nel confronto tra Pd e M5S, i risultati delle amministrative corrispondano ad un voto nazionale.

Anche Torino sceglie il M5S. Che ne pensa di Chiara Appendino?
Rispetto alla Raggi mi convince di più l’Appendino, come capacità e background politico. Infatti la torinese ha vinto una battaglia molto più dura e complicata. È un dato che viene fuori anche nel confronto tra le due città: Roma continua ad essere meno attrezzata e con un personale politica mediamente meno preparato.

Si profila una durissima opposizione alla neo sindaco…
Facendo sempre la metafora sportiva, si tifa sempre l’allenatore della nazionale, che piaccia o meno. I romani devono tifare la Raggi perché vogliono che la città riparta e funzioni bene. È chiaro che dobbiamo tifare perché tutto riesca. Metterle i bastoni tra le ruote sarebbe poco sensato e irresponsabile.

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