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Roma, città fallita. Paolo Berdini: "L'anarchia urbanistica ha devastato la città"

21 Giugno Giu 2016 0546 21 giugno 2016
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Decine di miliardi di debiti, un mare di titoli spazzatura nel cassetto, un degrado urbanistico che i cittadini sopportano da anni e da anni garantisce rendite di posizione a burocrati e speculatori. "E' necessario cambiare rotta e mettere le carte in tavola". Paolo Berdini, urbanista fra i più stimati nella Capitale, spiega così il suo "sì" alla Giunta-Raggi che si sta per costituire.

Con i suoi 13,5miliardi di debito certificato dal Commissario , Roma è tecnicamente e materialmente una città fallita. Dei 13,5miliardi di euro certificati, 3,2 sono mancati o ritardati pagamenti da parte del Comune. Il resto composto da mutui e da altri debiti di natura finanziaria non meglio precisati. O meglio, da debiti classificati come "indefiniti". Ma che che cosa ci sia dentro, nessuno è stato in grado di capirlo. Oggi, però, la questione del debito è tornata nell'agenda politica. Virginia Raggi ha più volte ribadito che questo debito va rinegoziato. Anche perché alle cifre ufficiali già sconvolgenti, andrebbero aggiunti quelli dei titolo derivati in carico al comune. Un sistema di scatole cinesi.

In ogni caso, "Roma supera i parametri di legge che regolano l'indebitamento degli enti locali e se il Governo volesse - e non è detto che non giocherà questa carta - potrebbe sciogliere il governo municipale". A spiegarlo è Paolo Berdini, architetto tra i più apprezzati per la sua conoscenza della città un tempo eterna e oggi sul lastrico, che ha accettato l'invito di Virginia Raggi e del Movimento 5 Stelle per ricoprire l'assessorato più insidioso con quello al bilancio, l'urbanistica. Il fallimento, osserva Berdini, che due anni fa aveva pubblicato per Donzelli il libro Le città fallite, trova la sua causa prima proprio "nell'anarchia urbanistica". Bendini viene da sinistra e, precisa, a sinistra rimane. Ma le cose sono cambiate. E non è più tempo di salti di barricata, ma di prese d'atto di realtà.

A Roma si è stratificato un sistema del debito proprio partendo dalla deregulation del piano urbano. "Si è costruito dappertutto al di fuori di ogni regola sicuri che la mano pubblica avrebbe portato i servizi indispensabili", osserva, come a Pian Saccoccia, "un intero quartiere nato in aperta campagna a tre chilometri dall'ultima periferia, a cui il comune deve garantire trasporti e raccolta dei rifiuti. A fronte di pochissimi che hanno intascato una rendita immobiliare enorme, la collettività accumula debito mentre Atac e Ama sono sull'orlo del fallimento".

Berdini, noto per le sue battaglie in difesa del bene pubblico e del territorio, ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a accettare, osservando come la sinistra non possa chiamarsi fuori da questo sfacelo. Anzi, proprio a Roma la sinistra è concausa del male comune.

L'inchiesta su "Mafia capitale", presto derubricata a mera questione morale e legalistica, pone invece una questione di fondo: il quadro è quello che vede gli interessi dei cittadini sacrificati sull'altare della speculazione. Finanziaria e urbanistica. Ma i due nodi sono a loro volta legati fra sé. Roma è dunque una città fallita e i curatori fallimentari di questa città hanno deciso, quanto meno - questa l'opinione di Berdini - di mettere le carte in tavola e cercare di vederci chiaro.

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