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Cesare Romano: «In alcune zone della Campania l’incesto è la normalità»

22 Giugno Giu 2016 1446 22 giugno 2016
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Presentata a Napoli la ricerca regionale sull’abuso intrafamiliare promossa e realizzata da Cesare Romano, garante dell’infanzia e dell’adolescenza della regione Campania. «Non è esagerato affermare che in alcune zone della regione l’incesto è la normalità. In questo studio sono stati rilevati più di 200 casi di violenza "sommersa" fra le mura di casa», ha dichiarato il garante a Vita.it

45 comuni della Campania. 31 ambiti distrettuali. Il 12% dei comuni totali della Regione. Secondo Cesare Romano, garante dell’infanzia e dell’adolescenza della regione Campania, sarebbero oltre 200 i casi di maltrattamenti e violenze fra le mura di casa ai danni dei bambini.

«Avevamo il sentore che il fenomeno fosse abbastanza diffuso», dichiara Romano a Vita.it. «Così siamo partiti con questa ricerca su tutto il territorio regionale». Le vittime sono nell’80% dei casi minori in età adolescenziale. Nell’87% dei casi, invece, bambine tra i 6 e i 10 anni.

La ricerca, presentata ieri 21 giugno al Centro Direzionale di Napoli, analizza gli anni che vanno dal 2006 al 2012. «Abbiamo somministrato una serie di questionari a risposta chiusa ed aperta», spiega Romano, «ai servizi sociali dei vari distretti. Poi abbiamo realizzato diverse interviste alle vittime degli abusi. Le ragazze ci hanno raccontato di essere state abusate fin da bambine. E che nelle loro zone queste era una cosa comune: è successo a loro, alle amiche e alle amiche delle amiche».

Tra le zone più colpite, secondo Romano, ci sarebbero i quartieri popolari di Caivano, come il Parco verde, le “Salicelle” di Afragola o le “Madonnelle” ad Acerra.

«La povertà, il degrado e la deprivazione di questi luoghi», continua Romano, «sono le cause principali di una mancanza etica, culturale e morale. Inoltre, ci troviamo in dei luoghi dove esiste ancora un patriarcato che considera i figli come proprietà esclusiva. Ma il fenomeno rimane comunque trasversale».

«Si devono accendere i riflettori su questo fenomeno», conclude Romano. «Bisogna fare qualcosa che sia non solo un approfondimento ma soprattutto prevenzione e contrasto a un fenomeno che va sicuramente combattuto. Adesso le autorità dvono intervenire».

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