Anziano PHILIPPE HUGUEN:AFP:Getty Images
Solidarietà

Rosa e Franco, nei loro testamenti due milioni di euro in solidarietà

23 Giugno Giu 2016 0933 23 giugno 2016
  • ...

Nel week end, a poche ore di distanza, due diverse storie si sono unite a sorprendere l'Italia: una maestra elementare ha lasciato tutti i suoi beni ad alcune realtà sociali del suo comune, mentre un dirigente amministrativo ha fatto testamento in favore della scienziata Elena Cattaneo, «perché li destini come meglio crede alla ricerca scientifica». Segno che il testamento solidale si sta diffondendo tra gli italiani

Franco Fiorini era dirigente amministrativo di un’azienda edile nella pianura bolognese. È morto il 21 maggio. Si è ammalato di poliomielite, appena qualche anno prima che Salk e Sabin scoprissero il vaccino. Ha lasciato tutti i suoi beni, per un valore di oltre un milione di euro) a Elena Cattaneo, scienziata e senatrice a vita, «perché li destini come meglio crede alla ricerca scientifica». Lei – hanno riferito i giornali nel week end – ha pensato a uno scherzo, «ho controllato se esisteva davvero il notaio che mi ha scritto», perché «Franco», non lo ha mai conosciuto. Ma la storia è autentica: Fiorini ha lasciato il patrimonio di una vita ad una scienziata mai vista di persona, ma evidentemente di sua fiducia. E la generosità di Fortini è, se volgiamo, doppia: non ha destinato il suo lascito alla sua malattia, ma ha riconosciuto nella sofferenza degli altri il suo stesso bisogno.

Rosa Cocchetti Maggi, invece, era una maestra elementare di Castellone, un paese in provincia di Cremona. È morta il 22 marzo, poco dopo aver compiuto 93 anni. Il suo testamento è stato aperto lo scorso fine settimana. Rimasta vedova e dopo aver perso i suoi due figli, la maestra ha destinato il suo patrimonio – 600 mila euro in denaro e un immobile del valore stimato di circa mezzo milione di euro – per sostenere quattro realtà del suo paese in ambito sociale: Comune, Croce Verde, Fondazione Brunenghi, parrocchia.

Franco e Rosa non si conoscevano, ma i cui destini si sono incrociati lo scorso fine settimana per via del loro straordinario gesto di solidarietà. Non sono però due casi isolati: «Le storie straordinarie di Rosa e Franco si aggiungono a quelle di tante altre persone comuni, di oggi e di ieri, benestanti e non, che con un lascito solidale hanno cambiato in meglio e concretamente la vita di altre persone. Ogni testamento racchiude una storia unica e quindi diversa. È il luogo in cui si vuole tutelare qualcosa di prezioso: i propri cari, ma anche i propri valori e i propri ideali. Per farlo non serve avere grandi patrimoni, si può fare anche un piccolo gesto per aiutare chi ha più bisogno», spiega Rossano Bartoli, Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro e portavoce del Comitato Testamento Solidale. Il Comitato è composto da 16 organizzazioni no profit – ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amref, Cesvi, Intersos, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma – proprio con l’obiettivo di far crescere la conoscenza di questo strumento di solidarietà, accessibile a tutti, che nulla toglie ai propri figli e congiunti.

Negli ultimi 10 anni i lasciti solidali nei testamenti degli Italiani sono aumentati in numero e in valore economico complessivo (ne abbiamo parlato qui). Nella fascia over 55, quasi 1,5 milioni di persone è intenzionato concretamente ad inserire nelle ultime volontà un lascito solidale, il 9% degli italiani in questa fascia d’età. A donare attraverso un lascito solidale sono soprattutto le donne, in oltre il 60% dei casi. In larga parte, il fenomeno riguarda sorprendentemente donazioni di medie e piccole entità: in oltre il 50% dei casi, riportano i notai italiani, il valore del lascito è sotto i 20mila euro mentre solo una piccola fetta dei lasciti effettuati, pari all’8,5%, va oltre i 100mila euro. Per saperne di più www.testamentosolidale.org.

Foto PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images

Contenuti correlati