Uliveto
Calabria

Ennesima intimidazione da parte della ndrangheta al Gruppo Cooperativo Goel

28 Giugno Giu 2016 1823 28 giugno 2016
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Stavolta ad essere vittima di un danneggiamento di stampo mafioso è Daniele Pacicca, socio produttore di GOEL Bio, che ha la sua azienda agricola a Stilo, in provincia di Reggio Calabria

Dopo l'incendio doloso del 31 ottobre scorso, che ha colpito GOEL Bio distruggendo il trattore e il capannone dell'azienda socia A Lanterna a Monasterace Marina, prontamente riacquistati e riparati in poco tempo, ecco ancora un'altra intimidazione. Stavolta ad essere vittima di un danneggiamento di stampo mafioso è Daniele Pacicca, socio produttore di GOEL Bio, che ha la sua azienda agricola a Stilo, in provincia di Reggio Calabria. Daniele contribuisce a produrre quell'olio prezioso che è l'olio extravergine di oliva Carolea di GOEL Bio.

Nella notte tra il 25 e il 26 giugno ignoti si sono introdotti nell'uliveto ed hanno barbaramente abbattuto, muniti di sega, tredici giovani alberi di ulivo appena ventenni. Il fatto è stato prontamente denunciato alle forze dell'ordine.

Quei tredici alberi di ulivo abbattuti sul terreno sono l'icona più rappresentativa del disonore della 'ndrangheta in terra di Calabria. Il popolo calabrese onesto, con fatica, cerca di creare lavoro e sviluppo in Calabria. Il popolo calabrese onesto pianta alberi di ulivo per produrre olio. La 'ndrangheta taglia e distrugge gli alberi. Cerca di recidere ogni possibilità di futuro per la Calabria.

«La nostra azione dà fastidio in tanti modi» ammette Linarello «a partire dall'attività a favore degli immigrati e dei minori non accompagnati che sottraiamo ad alcuni circuiti. Poi ci sono le iniziative di Goel Bio e ancora l’Alleanza con la Locride e la Calabria contro la 'ndrangheta e le massonerie deviate», spiega Vincenzo Linarello, presidente di Goel. ««Fa parte del loro gioco il terrorismo psicologico, ma noi non ci fermiamo. Anzi, ripiantiamo gli alberi di ulivo e facciamo in modo che, così come è successo a A Lanterna, l'azienda di Pacicca possa ripartire ancora più forte e prospera di prima».

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