Povertà Educativa STEPHANE DE SAKUTIN:AFP:Getty Images)
Infanzia

Fondo povertà educativa, partiti i lavori del comitato d'indirizzo

30 Giugno Giu 2016 1308 30 giugno 2016
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Si entra nella fase operativa: la Fondazione con il Sud, soggetto attuatore dell'iniziativa, ha creato un’impresa sociale di scopo mentre si sono riuniti per la prima volta i 12 componenti del Comitato d'indirizzo. Tre i gruppi di lavoro: definire destinatari, azioni e caratteristiche dei bandi; portare il tema all'attenzione dell'opinione pubblica; definire un sistema di valutazione e monitoraggio delle azioni finanziate

Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile entra nella fase operativa. Dopo la firma del Protocollo d’intesa per la gestione del Fondo, avvenuta il 18 maggio, martedì 28 giugno si è tenuta la prima riunione di lavoro del Comitato d’indirizzo strategico.

Si tratta di un Fondo sperimentale triennale da 400 milioni, previsto dalla Legge di Stabilità 2016, in sinergia con il piano contro la povertà avviato dal Governo. Il fondo sarà alimentato dalle fondazioni bancarie con 120 milioni l’anno e sarà destinato «al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori».

«Entro un mese governo, Fondazioni e Forum del Terzo settore nomineranno i 12 componenti del comitato d'indirizzo strategico. Con l'estate partiranno i primi bandi per i progetti da finanziare, che dovranno sempre avere come "capofila" una realtà del Terzo settore e dovranno coinvolgere soggetti pubblici (scuole, biblioteche, ecc.) e privati sul territorio»: così fu detto a maggio. Di seguito, il punto della situazione.

Il comitato d’indirizzo

Il Comitato d’indirizzo strategico è composto da 12 componenti, quattro per ciascuno degli attori in campo: Governo, Fondazioni di origine bancaria e Forum del Terzo Settore. Presidente del Comitato è il sottosegretario Nannicini, vicepresidente l'avvocato Guzzetti. Nel Comitato, ma senza diritto di voto, anche Carlo Borgomeo per Fondazione con il Sud, un rappresentante di Isfol e uno di Eief. Ecco tutti i nomi:

  • Tommaso Nannicini, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali;
  • Roberto Garofoli, capo di gabinetto del ministero dell’Economia e delle finanze;
  • Alberto Melloni, consigliere del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini;
  • Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e dell’Acri;
  • Giorgio Righetti, direttore generale dell'Acri;
  • Matteo Melley, presidente Fondazione C.R. La Spezia e coordinatore del Comitato Piccole e Medie Fondazioni dell'Acri;
  • Marzia Sica, della Compagnia di San Paolo;
  • Pietro Barbieri, portavoce del Forum Terzo Settore;
  • Domenico Iannello, direttore del Forum Terzo Settore;
  • Paola Menetti, presidenza nazionale Legacoopsociali;
  • Stefano Tassinari, consigliere di presidenza ACLI.

Nasce Con i bambini, una impresa sociale di scopo

A maggio il presidente Guzzetti aveva spiegato che era stato assegnata ad Acri «la responsabilità della scelta del soggetto attuatore dell’iniziativa», anticipando che sarebbe la Fondazione CON il Sud, nata nel 2006 dall’impegno congiunto dell’Acri e del Forum del Terzo Settore. Il Protocollo prevede che il Fondo sia intestato ad Acri, a cui ne è affidata la gestione amministrativa, mentre la governance del Fondo è affidata a un Comitato di indirizzo strategico con il compito di dettare i principi e i criteri direttivi in tema di ambiti di intervento, strumenti operativi, processo di valutazione/selezione/monitoraggio dei progetti finanziati. Fondazione CON il Sud ha creato un’impresa sociale di scopo, controllata al 100% da Fondazione Con il Sud e con gli stessi organi, con la missione di gestire i bandi, le procedure e l'erogazione di questo fondo sperimentale.

I lavori

Povertà educativa, ripetono in molti, è un campo molto ampio e multidimensionale. Il sottosegretario Nannicini aveva anticipato che «c’è la dispersione scolastica, la povertà di servizi, un minor investimento che arriva dalle famiglie: tutti i tre aspetti dovranno essere aggrediti, anche se non necessariamente tutti i progetti dovranno rivolgersi a tutte le tre aree». Quel che pare certo è che i bandi saranno nazionali, rivolti prioritariamente alle organizzazioni del Terzo settore (c'è da capire che ruolo possano avere le scuole e se si vuole pensare a una sperimentazione dedicata ad esse), in partnership con altri soggetti a cominciare dalle scuole, con una conseguente opportunità di arricchimento e ampliamento delle sperimentazioni, con una attenzione particolare per le aree ad alta dispersione scolastica o ad alto disagio sociale.

Il sottosegretario Luigi Bobba spiega che «sono stati creati tre gruppi di lavoro. Il primo per definire il come e il cosa: la platea dei destinatari, individuare il tipo di azioni, proprio perché povertà minorile è una tema largo e definire le caratteristiche dei bandi», Un secondo gruppo lavorerà sulla comunicazione, «è necessario raccogliere le esperienze e le buone pratiche ma anche creare dibattito, raccogliere riflessioni scientifiche e far uscire il tema dalla marginalità, dargli rilevanza». Il terzo gruppo lavorerà sul «sistema di valutazione e monitoraggio, essendo un fondo sperimentale si vuole assolutamente impostare il tutto in modo da imparare qualcosa».

Sul come e cosa, Pietro Barbieri, presidente del Forum del Terzo Settore, dice che «non c’è un orientamento prestabilito sulle priorità o le attenzioni. Nell’incontro di martedì cono stati portati contributi molto diversi, per fare un esempio c’è chi ha sottolineato l’importanza della fascia 0-5 anni e chi la questione Neeet… Povertà educativa è un tema ampio, è giusto che ci sia una fase preliminare di confronto e riflessione». Articolato anche il tema "valutazione": «Dire che il fondo è sperimentale ha sfondi diversi, ci sono due macroaree: una che accetta la sfida della sperimentazione in campo sociale e quindi definisce il monitoraggio come valutazione dell’impatto sociale, ex post, l’altra che ha in mente una sperimentazione come messa in campo di diversi approccio socio-educativi, un’accezione più di valenza scientifica, per cui la valutazione è in itinere. Sono due approcci entrambi interessanti, bisogna capire se e come si possono tenere insieme. Quello che è stato sottolineato però è che la sperimetalità non deve avere un peso specifico tale da mettere in secondo piano l’oggetto del progetto».

Il prossimo appuntamento del Comitato è fra una ventina di giorni, «la volontà ovviamente è di fare presto per poter utilizzare le risorse disponibili per il 2016», anche se di certo i bandi non arriveranno, come sembrava, prima dell'estate.

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