Migranti

Il cast di Game of Thrones tra i profughi in Grecia

1 Luglio Lug 2016 1945 01 luglio 2016

Sono sbarcati sull'isola di Lesbo per visitare il campo profughi di Kara Tepe, i tre protagonisti di Game of Thrones, Il trono di spade, la fortunata serie tv che ha incollato milioni di spettatori allo schermo. Una missione umanitaria per chiedere all'Europa di fare di più per chi è rimasto bloccato in Grecia dopo l'accordo Europa-Turchia e la chiusura delle frontiere

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Sono sbarcati sull'isola di Lesbo per visitare il campo profughi di Kara Tepe, i tre protagonisti di Game of Thrones, Il trono di spade, la fortunata serie tv che ha incollato milioni di spettatori allo schermo. Una missione umanitaria per chiedere all'Europa di fare di più per chi è rimasto bloccato in Grecia dopo l'accordo Europa-Turchia e la chiusura delle frontiere

Per un attimo, nel campo rifugiati di Kara Tepe sull’isola di Lesbo, sembrava di essere sul set di Game of Thrones, la serie tv arrivata alla sesta stagione che ha incollato agli schermi milioni di spettatori in tutto il mondo. Lena Headey, Maisie Williams e Liam Cunningham, meglio conosciuti rispettivamente come Cersei Lannister, Arya Stark e Ser Davos Seaworth, sono infatti sbarcati sull’isola per attirare l’attenzione sulle condizioni di vita a cui sono costretti i 3,331 profughi rimasti bloccati a Lesbo dopo l’accordo Europa-Turchia. Una missione umanitaria realizzata in partnership con l’International Rescue Committee (IRC), l’ONG americana presente in Grecia che, insieme al cast de Il trono di spade, ha lanciato la campagna “Rescue Has No Boundaries”, letteralmente, “L’aiuto non ha confini”, pensata per sensibilizzare il pubblico all’importanza degli aiuti umanitari ai milioni di rifugiati nel mondo.

“Queste persone vogliono solo continuare a mandare i propri figli a scuola. Vogliono andare all’università, e sono bloccate. Bloccate. Sono disperati, comprensibilmente. Possiamo fare di più, dobbiamo fare di più.” Ha affermato Lena Headey, che, nonostante gli esiti del referendum è britannica), da europea, insieme ai colleghi ha chiesto formalmente all’UE di fare di più per chi è rimasto bloccato in Grecia, senza prospettive concrete. “Non si tratta di un terremoto. Non è uno tsunami. Questa è una crisi creata dagli uomini.” Ha dichiarato Liam Cunningham. “57mila persone sono bloccate in Grecia. Dei campi rifugiati in Europa? E’ davvero questo lo standard che vogliono adottare i leader europei per affrontare la crisi rifugiati?”

Foto: IRC

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