Shaun Heasley:Getty Images Donna Al Telefono
Anniversari

Telefono Amico Italia l'helpline è anche social

1 Luglio Lug 2016 1051 01 luglio 2016
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Dieci anni fa, il 1 luglio del 2006 nasceva il numero unico nazionale dell'associazione. Grazie ad esso ampliata la possibilità di ascolto da tutta Italia dalle ore 10 alle 24. Da poche settimane è stata attivata anche un’importante collaborazione con Facebook

Era il 1 luglio del 2006 quando Telefono Amico Italia, con i centri associati, diede vita al numero unico nazionale (199.284.284), una rete attiva 365 giorni l’anno dalle ore 10 alle 24. Grazie a questo numero l’associazione ha incrementato il numero di chiamate da parte di persone in situazione di disagio, garantendo non solo una maggior copertura oraria, ma anche rendendo più snelli i tempi di risposta.
In occasione del decennale di questo servizio il presidente nazionale di Telefono Amico Italia, Dario Briccola osserva come l’attivazione del numero unico sia un traguardo «molto importante per la nostra associazione. Da sempre l'idea e l'obiettivo dei vari Centri Locali era quello di avere un solo numero in cui potersi riconoscere (prima ognuno rispondeva a un proprio numero legato al prefisso locale) e perciò attivare il Numero unico è stato veramente fondamentale non solo per il servizio e quindi per le persone che ci chiamano, ma anche a livello associativo, unendo i Centri e i volontari, aumentando il loro senso di appartenenza e dando così ancora più valore al servizio che ogni giorno svolgono».

Nella foto del 2006 l'Assemblea Nazionale di Telefono Amico Italia che diede vita al Numero unico nazionale

Ma il numero unico non è che una delle tante tappe dell’associazione sorta in Italia nel 1967 come punto di riferimento per chi prova solitudine, angoscia, tristezza, sconforto, rabbia e disagio: tutti sentimenti che se non risolti potrebbero portare a gravi crisi e talvolta anche ad atti estremi. È di questi giorni l’avvio anche di un’importante collaborazione con Facebook per dare supporto alle persone che pensano al suicidio o all’autolesionismo e che manifestano queste intenzioni attraverso la community. Dal 2012, inoltre è attivo anche il servizio Mail@micaTAI a cui si accede registrandosi dal sito web per dare supporto e sostegno a chi preferisce la scrittura piuttosto che il dialogo telefonico.

Quando nacque quasi 50 anni fa, ricorda Briccola, lo scopo di Telefono Amico Italia era quello di «prevenire i suicidi. Oggi l’attenzione è rivolta anche alla solitudine emotiva e al bisogno di dialogo da parte di chi chiama. La crisi degli ultimi anni ci ha riportato a lavorare in maniera importante sulla prevenzione al suicidio anche con campagne di sensibilizzazione mirate, come quella realizzata nel 2015 in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane che sarà ripetuta anche quest’anno. Gli obiettivi rimangono però sempre gli stessi: l’ascolto della persona e la fiducia nelle capacità comunicative e nelle risorse personali di ciascuno. Crediamo che tutte le persone in difficoltà e non, abbiano la possibilità di trovare nel confronto con l’altro gli stimoli giusti per rinforzare il “benessere emozionale” e la capacità di relazione».

L’associazione (membro di Ifotes - International Federation of Telephone Emergency Service) offre un servizio anonimo, indipendentemente da ogni ideologia politica e religiosa, nel rispetto delle idee e del disagio di chi chiama. I volontari circa 700, preparati con corsi di formazione specifici, operano affinché la persona nel momento del disagio non si senta sola, ma sia libera di esprimere e condividere i propri sentimenti, possa gestire le proprie emotività e difficoltà in modo consapevole, possa dialogare apertamente ricevendo sostegno tramite una “cultura dell’ascolto” a ogni livello, inteso come fattore irrinunciabile del benessere sociale.
I centri presenti in tutta Italia sono 20 (Bassano del Grappa, Bergamo, Bolzano, Brescia, Busto Arsizio, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Prato, Roma, Sassari, Trento, Treviso, Udine, Venezia, Vicenza)

In apertura foto di Shaun Heasley/Getty Images

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