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Disabilità

Dopo di noi: i 7 passi per rendere subito operativa la legge

4 Luglio Lug 2016 1127 04 luglio 2016
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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 25 giugno 2016 la legge sul dopo di noi è entrata in vigore. Per renderla effettivamente operativa sono necessarie diverse azioni. Anffas traccia la road map: «vigileremo affinché ciascuna azione sia realizzata nei tempi previsti». E subito chiede una campagna informativa

Il 25 giugno 2016 la legge sul dopo di noi è entrata in vigore. Per l’esattezza va citata come legge 112/2016 contenente “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare” ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 giugno.

È un nuovo ed importante tassello nella costruzione del percorso di vita per le persone con disabilità, ma per attuarla è necessario mettere in atto una serie di azioni a vari livelli di governo, con modalità e tempi già prestabiliti. Anffas ha messo nero su bianco la road map dei passi da fare, per dare attuazione immediata alla legge e poter così utilizzare subito i 90 milioni di euro disponibili. Sono ben sette i passi operativi da compiere, più l’avvio di idonee campagne informative da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri: un’azione di corollario ma essenziale, in modo che le persone con disabilità ed i loro familiari ricevano corrette informazioni su come cogliere al meglio le opportunità offerte dalla legge.

Quali sono i sette passi da fare? E con che tempi? Eccoli punto per punto:

  1. definire i livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale da garantire ai destinatari della legge
  2. entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge (quindi entro il 25 dicembre 2016) definire gli obiettivi di servizio per le prestazioni da erogare ai destinatari della legge nei limiti delle risorse disponibili a valere sul Fondo
  3. individuare i requisiti di accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo e sono ripartite le risorse del Fondo tra le regioni (sempre entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge)
  4. non è indicata una tempistica, ma è uno dei passaggi decisivi: le Regioni adottano indirizzi di programmazione e definiscono i criteri e le modalità di erogazione dei finanziamenti, le modalità per la pubblicità dei finanziamenti, le modalità per la pubblicità dei finanziamenti erogati e per la verifica dell’attuazione delle attività svolte e le ipotesi di revoca dei finanziamenti connessi
  5. questa attività di programmazione prevede il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità
  6. entro 60 giorni (arriviamo quindi al 25 agosto 2016) sono definite le modalità di attuazione dell’articolo inerente i trust, vincoli di destinazioni e fondi speciali
  7. Ogni anno entro il 30 giugno è prevista una Relazione alle Camere sullo stato di attuazione della legge e sull’utilizzo delle risorse, illustrando anche l’effettivo andamento delle minori entrate

«Continueremo nell’opera di advocacy, monitoraggio ed informazione che hanno caratterizzato l’impegno associativo lungo l’intero iter che ha portato all’approvazione della legge», spiega Roberto Speziale, presidente di Anffas, che insieme alla sua Fondazione Nazionale Anffas “Dopo di Noi” rappresentano in Italia oltre 30mila persone con disabilità intellettive e loro familiari. Qui un video in cui la Fondazione Dopo di Noi presenta i propri progetti a Ragusa, Trieste e Mortara.

«L’Associazione e la fondazione continueranno a vigilare affinché ciascuna di queste azioni venga adeguatamente e correttamente messa in pratica, ad ogni livello, per garantire a migliaia di persone con disabilità e loro famiglie il diritto ad un futuro di maggiore serenità progettando il “dopo di noi” nel “durante noi” nel segno della de-istituzionalizzazione e del diritto, sancito dalla Convezione ONU, di poter scegliere dove vivere, come vivere e con chi vivere».

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