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Fine Ramadan in Italia, una festa sempre più "normale"

5 Luglio Lug 2016 1841 05 luglio 2016
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Si festeggia in queste ore, l'Eid Mubarak: almeno 1,6 milioni di fedeli interrompono al tramonto il digiuno di cibo e acqua che dura da un mese. Previsti festeggiamenti ovunque - solidali e fermi nella condanna di ogni terrorismo, alla luce dei recenti attentati nel mondo - dai centri culturali ai parchi, con la partecipazione di persone laiche e di altre religioni

Eid Mubarak, buona festa. Il Ramadan, il mese di digiuno annuale da cibo e acqua nelle ore solari dei fedeli musulmani volge al termine: iniziato il 6 giugno 2016, si conclude in queste ore (all’avvistamento della nuova luna) in tutto il mondo. Ogni anno le date cambiano, e si anticipa in media di 10 giorni, dato che il calendario islamico è composto da 354/355 giorni. In Italia, almeno 1,6 milioni di persone sono pronte a festeggiare: in centri culturali, palestre, anche luoghi di altre religioni - tra cui locali parrocchiali messe a disposizione da preti di varie parti d’Italia - si è festeggerà l’Eid ul-Fitr, la fine del digiuno.

A Milano come a Venezia, in Liguria come nel Friuli, ogni anno aumentano le occasioni di festa. Ogni giornale di cronaca locale racconta i preparativi, se non il dopo festa. Aumentano le persone di fede musulmana? Può darsi, ma soprattutto è in crescita l’accettazione, che va di pari passo con la normalità di un rito religioso, da parte del popolo italiano: una netta risposta alle cassandre che tuonano all’invasione musulmana in Italia e in Europa. “Se releghi i musulmani a pregare nello scantinato, avrai di fronte musulmani da scantinato”, rispondeva su questa testata padre Paolo Dall’Oglio poco prima di essere rapito in Siria (di lui si sono perse le tracce, a oggi) alla domanda sulla reciprocità tra moschee e chiese nel mondo. Ovvero, alla luce del sole si è tutti cittadini migliori, ci si conosce, ci si frequenta e i pericoli sociali diminuiscono.

Forse per questo, al di là delle strumentalizzazioni di qualche politico locale o nazionale, l’Italia che non urla ha già capito il messaggio di Dall’Oglio. Così, dai mille fedeli di Albenga alle svariate migliaia che si sono trovate oggi nel parco genovese dell’Acquasola, dal vescovo di San Miniato che festeggia con i fedeli musulmani a Perignano (Firenze) dalla comunità islamica di Cassino all’Arena di Milano, dove a fianco del presidente del Caim (Coordinamento associazioni islamiche di Milano e Brianza) Davide Piccardo, della neoconsigliera comunale Sumaya Abdel Qader c’era anche il senatore Luigi Manconi ed è stato letto un messaggio dell'arcivescovo Scola, e via dicendo: ovunque si festeggia, con un forte richiamo però all’attualità, al rifiuto netto del terrorismo con ancora vivo il dolore per gli attentati fondamentalisti dei giorni scorsi a Dhacca, in Bangladesh, così come in Iraq e, ieri, alla Medina, uno dei luoghi più sacri dell’Islam stesso.

Anche sul web si percepisce la portata di un evento collettivo e oramai planetario come il Ramadan: siti che celebrano la festa, che ospitano scambi di auguri in tutte le lingue – non solo arabo – frequentati da utenti musulmani ma non solo. La tecnologia fa la sua parte: le applicazioni come Ramadan 2016 che ricordano l’orario delle preghiere, il tempo che manca al tramonto a seconda del posto in cui ti trovi. Non tutti devono rispettare alla lettera il precetto (in primis i bambini, esclusi fino alla maggiore età a meno di loro scelta volontaria): chi è malato o in viaggio, per esempio, può essere sollevato, ma appena possibile dovrà recuperare. Stasera, comunque, festa sarà.

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