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In Italia cresce la fiducia verso il welfare aziendale

7 Luglio Lug 2016 1023 07 luglio 2016
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A rivelarlo è la ricerca internazionale “Income Protection Gap Study 2016” realizzata da Zurich Insurance Group in 11 Paesi del mondo sul fenomeno della riduzione o perdita del reddito familiare a causa di morte o invalidità.

«In una società in cui è in crescita la consapevolezza dei rischi per il proprio tenore di vita, sempre più italiani si affidano al welfare aziendale». A rivelarlo è la ricerca internazionale “Income Protection Gap Study 2016 realizzata da Zurich Insurance Group in 11 Paesi del mondo sul fenomeno della riduzione o perdita del reddito familiare a causa di morte o invalidità.

Dal sondaggio risulta che il 36% degli intervistati ritiene che il rischio di poter perdere il reddito a causa di una sopravvenuta perdita della capacità di lavorare sia inferiore al 10%, mentre secondo le statistiche fino al 25% della forza lavoro potrebbe trovarsi nell’impossibilità di lavorare e quindi di percepire reddito.

Malattie e invalidità sono fra le maggiori cause di perdita di capacità lavorativa. Secondo l’Istat, circa 13 milioni di persone vivono disagi nella loro quotidianità. Si tratta del 25,5% della popolazione residente in Italia. Appena il 44% di queste persone (a fronte del 55,1% del totale della popolazione) ha un’occupazione e circa il 45,2% dichiara che le risorse economiche di cui dispongono sono scarse o insufficienti.

Aumenta anche la povertà. Un'indagine dell'Ufficio studi Confcommercio, pubblicata lo scorso giugno, ha rivelato che sono oltre 4 milioni le persone che vivono senza redditi da lavoro. Il reddito disponibile delle famiglie, misurato in termini di potere d'acquisto ai prezzi del 2015, si è ridotto nel settennato della recessione di oltre il 10%.

A tutto questo si aggiunga che in Italia è in atto un processo di invecchiamento della popolazione italiana che ha fatto aumentare le percentuali di disabilità della popolazione italiana, mentre si è ridotto l’intervento dello stato sociale. Secondo i dati statistici dell’Istat, la stima dell’indice di vecchiaia al 1° gennaio 2016 è pari a 161,1 persone di 65 anni e oltre ogni 100 giovani con meno di 15 anni (171,8 nel Centro e 143,5 nel Mezzogiorno). “La simultanea presenza di una elevata quota di persone di 65 anni e oltre e di una bassa quota di popolazione al di sotto dei 15 anni colloca il nostro Paese tra i più vecchi del mondo, insieme a Giappone (indice di vecchiaia pari a 204,9 nel 2015) e Germania (159,9 nel 2015)”.

Eppure gli italiani continuano a sottovalutare la possibilità di perdere il proprio reddito a causa di morte o invalidità, anche se c’è molto interesse a capirne di più. Stando alla ricerca, oltre un terzo degli intervistati ritiene di essere a conoscenza dell’opportunità di piani di protezione sul reddito. In media un italiano su cinque possiede un’assicurazione a salvaguardia del proprio tenore di vita qualora dovesse rimanere impossibilitato a lavorare per sopraggiunta malattia o disabilità, mentre il 27 per cento degli intervistati ha sottoscritto una polizza per garantire un reddito alla propria famiglia in caso di morte prematura.

E se per la maggioranza degli italiani è compito del proprio Governo garantire supporto economico in caso di bisogno, cresce la sfiducia verso interventi di welfare state: ben sei intervistati su dieci si aspetta infatti che il sostegno delle famiglie da parte dello Stato sia destinato a diminuire nei prossimi cinque anni. A conferma del dato, il 65% degli intervistati ha espresso l’intenzione di mettere in sottoscrivere una polizza a protezione del reddito.

“In questo contesto, le aziende sono sempre più chiamate, attraverso pacchetti di employee benefit, a giocare un ruolo fondamentale per sostenere i propri dipendenti e le rispettive famiglie nel momento del bisogno”, ha spiegato Marco Allievi, Head of Corporate Life and Pension per Zurich in Italia. Il 56% degli italiani preferirebbe un pacchetto di benefit con incluse coperture assicurative, rispetto ad uno stipendio più elevato. “Trend che viene anche sostenuto dal Governo, che con la Legge di Stabilità 2016 ha potenziato le agevolazioni fiscali per le aziende che concedono servizi e prestazioni di welfare aziendale ai dipendenti.

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