L'Aquila

In trentamila al Festival della partecipazione

10 Luglio Lug 2016 2005 10 luglio 2016

Sono 30 mila le persone che hanno contribuito alla quattro giorni del Primo festival della Partecipazione a L’Aquila fra cittadini, Associazioni civiche, Ministri della Repubblica, il segretario di uno dei maggiori sindacati del Paese, direttori di testata

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Festival Della Partecipazione
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Sono 30 mila le persone che hanno contribuito alla quattro giorni del Primo festival della Partecipazione a L’Aquila fra cittadini, Associazioni civiche, Ministri della Repubblica, il segretario di uno dei maggiori sindacati del Paese, direttori di testata

cittadini hanno confermato attraverso il Festival della Partecipazione che la politica si fa con il confronto e non può essere confinata alla rappresentanza. La risposta all’antipolitica è una politica che richiede un investimento nella partecipazione attraverso le regole di un confronto aperto, acceso, informato e ragionevole.

“L’Aquila rappresenta il luogo giusto per sperimentare; è da qui che parte un messaggio a tutto il Paese, una chiamata all’Italia per trasformare la protesta in proposta”, dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid, nel giorno di chiusura del Festival. “Una proposta che parte dalla conoscenza sperimentata su metodi e strumenti per far partecipare le persone. Non c’è nulla da inventare, è qualcosa che noi organizzazioni civiche abbiamo e che i partiti hanno dimenticato. Queste giornate sono linfa vitale che danno conferma alla voglia di partecipare delle persone e rafforzano la legittimità del nostro lavoro”, aggiunge De Ponte.

“Il Festival ha parlato alla testa e alla pancia di tutti i partecipanti, toccando sentimenti, confrontando metodi, costruendo relazioni, dando fiducia e divertendo – sottolinea Fabrizio Barca, consigliere scientifico del Festival - Si sono mescolate e contaminate le parole chiave delle tre associazioni organizzatrici: dignità, lotta alla povertà, peso nelle decisioni, autonoma iniziativa dei cittadini, tutela dei diritti, riappropriazione dei tempi di vita, radicamento nel territorio attraverso il cibo. L'Aquila è il posto giusto per sperimentare, oggi e nei prossimi anni, questo innesto, perché qui ognuna di queste parole è il simbolo di una riconquista. Le giovani e i giovani che hanno costruito queste giornate, sapranno far crescere l'albero: ne ha bisogno il paese per portare nelle pubbliche decisioni un confronto acceso, aperto, informato e ragionevole”.

“Come è emerso più volte in questi giorni - dichiara Francesca Rocchi, Vice Presidente di Slow Food Italia - è fondamentale confrontarsi, coinvolgendo anche chi ha posizioni apparentemente lontanissime dalle nostre. Siamo qui insieme per stimolare il confronto e aprirci alle tematiche che vanno al di là dei settori che le nostre organizzazioni rappresentano. Oltre a essere proposto, è necessario che il dibattito venga acceso. E ci impegneremo a farlo con tutti coloro che vorranno essere in prima linea per rianimare la democrazia in Italia”.

“La partecipazione non è un picnic di gala - sottolinea Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva - Siamo un soggetto politico che ha la capacità di fare informazione civica, cioè produciamo informazioni basate sul punto di osservazione dei cittadini attraverso una rielaborazione non improvvisata e basata sulle attività quotidiane di promozione e tutela dei diritti. E soprattutto in grado di produrre cambiamenti nella realtà quotidiana, a favore di un nuovo modello di democrazia di cui la partecipazione è un asse fondante”.

“Oggi un po’ in tutto il mondo i conti della democrazia non tornano.Il Festival ha consentito di mettere a confronto idee e parole date per scontate con realtà che le mettono in discussione, ma nello stesso tempo le ridefiniscono e le arricchiscono - spiega Giovanni Moro, consigliere scientifico del Festival - La più importante di queste parole è stata proprio “partecipazione”, che connota una molteplicità di azioni dei cittadini per dare forma alla società realizzando l’interesse generale, ben al di là dell’esercizio del voto”.

“La partecipazione non è qualcosa che si regala ma è qualcosa che si conquista – sottolinea il Sindaco dell'Aquila Massimo Cialente - Sono pertanto felicissimo che la prima edizione del Festival sia stata qui, perché questa città rappresenta la sede naturale per un evento di questo tipo, dato che si è allenata tanto sul tema della partecipazione e si sta dotando di strumenti utili per un confronto. Sono due gli elementi che emergono da questi giorni di incontri: la necessità di un'informazione precisa per i cittadini e la valorizzazione del ruolo dei cittadini stessi”.

ActionAid Italia, Cittadinanzattiva e Slow Food Italia ribadiscono che “Non siamo e non saremo mai un partito politico, ci presentiamo come un soggetto nuovo che fa politica e che è più della somma delle tre organizzazioni promotrici. Tutti insieme abbiamo persone e risorse per innovare e cambiare il paese. Per questo dobbiamo incontrare e confrontarci con i sentimenti di quei cittadini che ancora non sono stati conquistati dall’attivismo: sapevamo che gli aquilani avrebbero risposto positivamente a questa nuova proposta lasciandosi coinvolgere come protagonisti e non solo come pubblico”.

Nel dare appuntamento al luglio del 2017, per la seconda edizione del Festival della Partecipazione, le tre organizzazioni si impegnano a lavorare per “per far sì che all’interno delle norme ci siano sempre strumenti e misure che favoriscano la partecipazione dei cittadini riconoscendone la loro autonoma e spontanea forza di coinvolgimento e di iniziativa”.

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