Conferenza Stampa Camera
La discussione

«Legalizzare la cannabis è un pericolo enorme per le future generazioni»

26 Luglio Lug 2016 1756 26 luglio 2016
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Con una conferenza stampa congiunta alla Camera lo hanno ribadito le comunità San Patrignano, Papa Giovanni XXIII, Ceis, Comunità Incontro, Federazione COM.E e Acudipa. «Nei giovani si sta diffondendo la convinzione che le droghe non siano dannose, questo il primo fattore significativo del danno che anche solo la discussione legata alla legalizzazione sta provocando».

«La legge sulla legalizzazione della cannabis rappresenta un pericolo enorme per le future generazioni”, è incisivo il commento di Antonio Tinelli, coordinatore del comitato sociale di San Patrignano che ha aperto la strada al fronte comune per dire “no” alla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis, nei giorni in cui in Parlamento avviene la discussione del provvedimento. Un’azione responsabile e necessaria quella delle comunità riunite in conferenza stampa presso la sala stampa della Camera dei Deputati a Roma che intende chiarire la posizione condivisa da San Patrignano, Papa Giovanni XXIII°, Ceis, Comunità Incontro, Federazione COM.E e Acudipa, fermamente contrarie al disegno di legge. Presenti alla conferenza anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e il ministro per gli Affari Regionali con delega alla Famiglia, Enrico Costa.

«Questa è l’occasione per riaprire un grande dibattito, franco e continuativo, sull’abuso delle sostanze in Italia – si augura Lorenzin – il punto debole di questa norma è che non dice che la cannabis fa male, interferisce sulla psiche e che ha effetti negativi importanti sulla nostra vita emotiva soprattutto nei cervelli giovani. Il messaggio della normalizzazione dell’uso delle sostanze è pericolosissimo. Il tema della salute, il cui diritto è sancito dalla Costituzione, deve essere prioritario».

Approfondita ed ampio raggio la riflessione educativa sul tema da parte del ministro Costa: «C'è una grossa crisi legata al deficit di natalità nel nostro Paese, una delle ragioni è l’ansia educativa delle giovani coppie, non solo di natura economica ma quella di coloro che nel mondo di oggi non sentono lo Stato vicino nell’educazione del figlio. Le priorità in Italia sono queste».

«Nei giovani si sta diffondendo la convinzione che le droghe non siano dannose, questo il primo fattore significativo del danno che anche solo la discussione legata alla legalizzazione sta provocando – evidenzia Antonio Boschini responsabile terapeutico di San Patrignano -. Dai dati raccolti su 26.000 persone accolte in comunità, nel 90 per cento abbiamo rilevato che il primo contatto con le sostanze stupefacenti avviene attraverso la cannabis (14 anni per femmine 15 anni per i maschi). Anche sul versante scientifico, negli ultimi 15 anni, ricercatori, psichiatri e neurologi convergono sui legami diretti tra cannabis e disturbi della salute mentale nei giovani».

Nell’intento di costruire una dialettica di confronto, Antonio Tinelli lancia un appello alle istituzioni: «Aiutateci invece a trovare risposte alla disoccupazione giovanile, alla tutela dell’ambiente, al problema dell’immigrazione per creare una società giusta in cui far crescere i nostri ragazzi».

Il testo sulla legalizzazione della cannabis la cui discussione è iniziata lunedì 25 luglio, secondo San Patrignano, ha l’unico scopo di risolvere un problema di ordine economico, per portare nuovi soldi nelle casse di uno Stato in sofferenza.

Anche Alessandro Meluzzi della Comunità Incontro, ha ribadito che “una droga di Stato non è meglio di una droga di strada, quindi il problema va affrontato sotto un aspetto culturale”. Non manca l’attacco alla politica, «il problema è che oggi – aggiunge Meluzzi – la politica non guarda alle priorità dei cittadini ma al solo problema delle canne». Giovanni Ramonda della Papa Giovanni XXIII ha riportato una massima di don Oreste Benzi: «Nessun giovane nasce fumato, siamo noi che ce li portiamo».

Unite dalla pluriennale esperienza nella prevenzione e nel recupero della tossicodipendenza, le comunità ribadiscono la propria assoluta contrarietà chiedendo alle istituzioni un’assunzione di responsabilità verso i giovani. Legalizzando la cannabis si andrebbe sempre più verso la normalizzazione delle droghe veicolando un messaggio profondamente sbagliato e sdoganando l’utilizzo di una sostanza molto dannosa a livello cerebrale come documentano numerose ricerche scientifiche in merito.

Il rapporto direttamente proporzionale tra legalizzazione e aumento dell’utilizzo è testimoniato inoltre dai dati raccolti nei paesi come il Colorado dove la cannabis legale ha portato i consumi ad un aumento dal 27 al 31 per cento nell’arco di tre anni (dal 2011 al 2014). E’ successo in Italia con il gioco d’azzardo, con un incremento negli ultimi cinque anni di circa il 90%. Una liberalizzazione che ha portato vantaggi anche in questo caso alle casse dello Stato, ma che ha fatto esplodere un problema sociale.