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Panama papers

Oxfam: «L’Africa saccheggiata di miliardi di dollari dalle offshore»

27 Luglio Lug 2016 1035 27 luglio 2016
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500 miliardi di dollari sono depositati in paradisi fiscali, mentre i governi perdono 14 miliardi di tasse l’anno: quanto basta a salvare la vita di 4 milioni di bambini e 200mila madri, permettendo ad ogni ragazzo africano di andare a scuola. L’appello della ong per un’azione urgente dei governi per fermare gli abusi fiscali

I nuovi Panama Papers rivelano come, attraverso società anonime offshore, l’Africa venga derubata di miliardi di dollari di gettito fiscale proveniente dalla gestione delle sue risorse naturali.

«Quest’ultimo filone dello scandalo si concentra sulle risorse economiche che l’Africa perde ogni anno per il massiccio ricorso a società di comodo e a pratiche di abuso fiscale, come reso noto dal grande lavoro svolto dall’ICIJ», spiega Winnie Byanyima, direttrice esecutiva di Oxfam International, «I paradisi fiscali, cui fanno ricorso privati e aziende, procurano danni enormi alle comunità più povere del mondo. È un saccheggio che deve finire perché sottrae risorse essenziali per istruzione, sanità e lavoro. In Africa 1 bambino su 12 muore prima dei 5 anni di età, 34 milioni non vanno a scuola e 40 milioni di giovani sono senza lavoro».

Una situazione che sta ampliando sempre di più la forbice tra ricchi e poveri in Africa, privando i governi di risorse essenziali per garantire i servizi di base alla popolazione. Secondo le stime di Gabriel Zucman circa un terzo del patrimonio degli africani più ricchi, ossia 500 miliardi di dollari sono depositati in paradisi fiscali. Nel frattempo il numero dei miliardari è pressoché raddoppiato dal 2010, fino al punto in cui le 10 persone più ricche del continente hanno accumulato una ricchezza personale equivalente al Pil di un paese come il Kenya. Una situazione che genera una perdita di 14 miliardi di tasse l’anno in mancate entrate fiscali (da singoli individui): quanto sufficiente a salvare la vita di 4 milioni di bambini e 200 mila madri, permettendo ad ogni ragazzo africano di andare a scuola.

«Nonostante tutta la retorica e le buone intenzioni i governi semplicemente non stanno facendo abbastanza per fermare i flussi illeciti, l’evasione e l’elusione fiscale. - conclude Byanyima - I governi devono smettere di cercare rimedi alle falle del sistema fiscale internazionale e concentrarsi su una sua radicale riforma. Un primo passo potrebbe essere quello di porre fine alla segretezza finanziaria che consente ai ricchi del pianeta e alle multinazionali di non pagare la loro giusta quota di tasse, ponendo nel contempo fine alla dannosa corsa al ribasso nella tassazione societaria».

La petizione “Basta con i paradisi fiscali”
Affinché si metta fine al più presto all’era dei paradisi fiscali Oxfam, nell’ambito della campagna Sfida l’Ingiustizia, ha lanciato la petizione Basta Con I Paradisi Fiscali, che ha già raggiunto in pochi mesi quasi 285 mila firmatari.