Dopo Ventotene

Servizio civile europeo, ecco il piano di Renzi

24 Agosto Ago 2016 1201 24 agosto 2016

Il capitolo dei giovani, insieme a stabilità e migranti, è stato al centro del vertice con Hollande e Merkel. Il dettaglio la proposta italiana battezzata Odysseus

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Renzi Hollande Merkel
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Il capitolo dei giovani, insieme a stabilità e migranti, è stato al centro del vertice con Hollande e Merkel. Il dettaglio la proposta italiana battezzata Odysseus

Migranti, flessibilità e giovani. Sono stati questi i tre tavoli su cui si è concentrato il vertice di Ventotene fra i capi dei governi di Italia, Francia e Germania. Ma mentre sui primi due punti gli ostacoli da rimuovere sono ancora molti, complici anche i prossimi passaggi elettorali di Merkel e Hollande, la proposta italiana su un nuovo servizio civile europeo sulla carta potrà avere un percorso più spianato. Una proposta che, fra l’altro, ha già un nome Odyssesus e un obiettivo ben chiaro, « ora più che mai è necessaria un’esperienza civica e volontaria che affronti direttamente il tema dell’integrazione, che lavori per unire anziché dividere, per costruire ponti e non muri», come ha spiegato il sottosegretario al Welfare Luigi Bobba su Vita.it (leggi l’intervista integrale qui).

IL PIANO ITALIANO

Secondo la proposta italiana il programma dovrebbe essere dedicato « ai ragazzi dai 18 ai 25 anni, della durata dai 6 ai 12 mesi, e permettere di accedere a un’esperienza di lavoro in un paese europeo nei settori dell’istruzione, della sanità, dell’ambiente, dell’integrazione, dello sviluppo e della valorizzazione dei patrimoni culturali». L’idea comunque è quella di partire dall’esistente: dal Servizio civile internazionale, attivo in 43 paesi in tutto il mondo, dal Servizio volontario europeo e dal neonato programma “IVO 4 ALL”, basato su un partenariato tra Stati aderenti (al momento: Francia, Italia, Regno Unito, Lussemburgo, Lituania), volto a favorire lo scambio ed il riconoscimento reciproco delle esperienze e delle competenze acquisite, l’educazione dei giovani alla cittadinanza, all’integrazione e all’inclusione, l’aumento del grado di occupabilità attraverso strumenti di formazione non formale.

Nell’ipotesi italiana Odysseus però dovrebbe essere qualcosa di più vasto e ambizioso. «L’obiettivo», scrive il governo, «è di penetrare nella profondità delle singole società nazionali per favorire davvero il rafforzamento definitivo di una trama sociale europea fondata sulle giovani generazioni».

IL FORMAT

In tal senso, il target non sarebbe più quello di coinvolgere i giovani o sulla base di progetti presentati o sulla base di obiettivi “concertati” con associazioni, quanto piuttosto di introdurre un reale servizio civile europeo, di tipo volontario; tramite una vera e propria “chiamata” dei giovani europei a condividere un periodo di “servizio”: nell’Unione, per l’Unione e dell’Unione. Pertanto la differenza tra Odysseus e gli altri programmi sarebbe chiara: superare tanto la mera cooperazione transnazionale basata su enti quanto quella bilaterale fondata su Stati, aprendo definitivamente la stagione di un servizio all’intera comunità dell’Unione da parte dei giovani europei.

Spiega ancora il Governo: Il percorso dei giovani partecipanti dovrebbe avere inizio, come nel caso di Erasmus, con un breve periodo di training-camp, organizzato dall’Unione in collaborazione con le associazioni che già da anni operano nei settori di intervento definiti. Sarebbe l’occasione di avviare una formazione linguistica, nonché di introdurre ulteriori elementi di preparazione, più specifici a seconda dei campi d’azione prescelti.

I VANTAGGI PER I GIOVANI VOLONTARI

Dopo questo momento formativo, i giovani opereranno negli altri Paesi dell’Unione con modalità̀ e obiettivi individuati dai singoli Paesi attraverso il filtro del ministero competente del Paese ospitante, fermo restando che saranno retribuiti con un contributo per lo più proveniente da fondi europei, essendo questo un piano strategico dell’Unione (ad es: 70% europeo e 30% nazionale).

Per il dopo, Odysseus potrebbe prevedere una certificazione riconosciuta a livello internazionale che vada oltre il pur utile schema “Youthpass” già previsto da Erasmus + per implicare agevolazioni ulteriori, come sgravi fiscali temporanei per le aziende che assumono chi ha fatto esperienze all’interno di Odysseus o, in base a convenzioni, formule di agevolazioni economiche per i giovani che prendono prestiti in un altro Paese dell’Unione. Il sistema di incentivazione sarebbe reciproco: i giovani avrebbero a disposizione crediti spendibili nel mondo del lavoro, e il mondo del lavoro avrebbe tutto l’interesse ad assumere giovani che abbiano partecipato al programma. Anche in questo senso Odysseus punterebbe a dare un’occasione in più: oltre a gestire le offerte di volontariato internazionale, provvedendo anche a valorizzare il “ritorno” al paese di origine, con la creazione di un network simile a quello che, negli Stati Uniti, è stato creato dai Peace Corps.

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