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Terremoto: la solidarietà arriva su due ruote

27 Agosto Ago 2016 0932 27 agosto 2016
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Un gruppo di 30 enduristi, a bordo delle proprie moto, ha portato aiuti e medicinali là dove le automobili non potevano arrivare, fra Accumoli, Amatrice e i paesi della Valle del Tronto colpiti dal sisma

Il termine enduro viene dall'inglese endurance, resistenza. Allude alla resistenza di mezzi e di uomini che devono correre su mulattiere e strade sterrate, sfidando ogni condizione atmosferica. Oggi, però, gli enduristi - così si chiamano sportivi e appassionati che praticano questa disciplina - non sono alla ribalta per qualche impresa estrema. Non corrono per sport, anche se guidare un enduro, ci spiegano, è per loro una vocazione. Lo fanno per solidarietà, avendo risposto con rapidità e vigore all'appello lanciato dalla Protezione Civile a poche ore dal sisma.

Là dove le auto non passano, arrivano loro, che si sono mossi tra Accumoli, Amatrice e i paesi della Valle del Tronto attraversando i boschi e superando i terreni dissestati e le macerie, portando medicinali e aiuto dove c'era bisogno.

L'iniziativa è partita dai motoclub di Ascoli Piceno e Cerveteri, ma la voce si è diffusa rapidamente e anche altri esperti fuoristradisti dalle regioni vicine hanno raggiunto il reatino. Sotto la direzione della Protezione Civile, 30 gli enduristi organizzati a turni di 5 moto, hanno fatto avanti e indietro tra i campi, i magazzini e le case, portando medicinali e viveri. Era già successo con il terremoto del 2009, quando alcuni enduristi esperti portarono la propria opera sul Gran Sasso.

Come riporta il magazine Omnimoto, Mario Menicocci, coordinatore delle squadre in loco, ha ricordato che: «siamo in grado di operare per la ricerca dispersi, protezione incendi e realizzare il servizio di motomedica. In pratica tutto quello che la moto permette di fare in termini di rapidità. Abbiamo maxi enduro e enduro leggere, le prime servono per trasportare i medici dove occorrono, le seconde invece per far arrivare le medicine».

Ciò che ha caratterizzato questa prima fase dell'aiuto endurista è stata l'organizzazione. La Protezione civile ha infatti esortato a non improvvisarsi o improvvisare aiuto. Servono enduristi esperti. Quando e dove richiesto. Le risposte, anche in questo caso, non sono tardare ad arrivare. Bravi.

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