Jerzy Skolimowski
Mostra del cinema

Venezia inaugura guardando ai drammi del presente

1 Settembre Set 2016 1054 01 settembre 2016
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“It' not time for joy” (non è il tempo della gioia). Dal volto ieratico , rugoso ed intelligente di Jerzy Skolimowsky che riceve il leone d' Oro alla Carriera nella serata inaugurale della 73esima Mostra del Cinema di Venezia escono queste parole. Con un pensiero ai terremotati e ai migranti

“It' not time for joy” (non è il tempo della gioia). Dal volto ieratico , rugoso ed intelligente di Jerzy Skolimowsky che riceve il leone d' Oro alla Carriera nella serata inaugurale della 73esima Mostra del Cinema di Venezia (un omaggio alla "scuola polacca" da sempre massicciamente presente e premiata alla Mostra in tutte le edizioni del dopoguerra, da Wajda a Zanussi passando ovviamente per Polanski) escono queste semplici e sincere parole, una specie di "the show must go on" al contrario pronunciato al contrario, parole che racchiudono nella loro semplicità tutti i drammi, vicini e lontani di questi giorni (dal terremoto ai migranti) e tra cui riecheggia lontano anche il triste e nostalgico ricordo di Michael Cimino (vidi I Cancelli del Cielo in edizione integrale, per la prima volta proprio alla Mostra del Cinema del 1980, in una indimenticabile nottata dell' Arena; confesso di non averne mai compreso a fondo l' insuccesso commerciale che portò alla rovina la United Artists), parole semplici e toccanti che fanno da contraltare allo sciocchezzaio di pur sofisticate narrative retoriche che da sempre animano le serate festivaliere di questo genere.

Un'edizione che si preannuncia caratterizzata dall' intelligente ritorno di investimento e di relazione con il cinema statunitense (presente in Concorso con ben 7 film e comunque insediato in key points di buon livello come le giurie), percorso che ha caratterizzato finora l' ottima direzione di Alberto Barbera, a metà strada tra il tentativo di mantenere una leadership europea nel cinema d' autore e svolgere un ruolo di intermediazione culturale con il cinema statunitense di cassetta più promettente ed innovativo ( significativo ad esempio il caso di Birdman, uno dei film più sorprendenti e premiati del 2014 (quattro Oscar 2015 compreso quello del miglior film ) e presentato per la prima volta 3 anni fa proprio a Venezia: riuscita finora (ma forse siamo solo all'inizio inizio del percorso, lungo e tortuoso) la strategia per trovare una ri-collocazione "tattica" della Mostra di Venezia, afflitta da contraddizioni molteplici (a partire da quella "mostruosa" di una concorrenza in casa con Roma, con spreco di risorse pubbliche e di forze in campo da dualismo indotto questo si poco intelligente e virtuoso; decisamente da ripensare...).

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