Mostra del cinema

A Venezia il primo giorno del Festival parla spagnolo

3 Settembre Set 2016 1054 03 settembre 2016

Due gran bei film , ottimamente diretti ed interpretati, in apertura della 73esima Mostra del Cinema di Venezia, accumunati dalla lingua spagnola ci parlano metonimicamente del silenzio. “El Cristo ciego” del cileno Christopher Murray e “Tarde Para la Ira” di Raul Arévalo, spagnolo

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El Cristo Ciego
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Due gran bei film , ottimamente diretti ed interpretati, in apertura della 73esima Mostra del Cinema di Venezia, accumunati dalla lingua spagnola ci parlano metonimicamente del silenzio. “El Cristo ciego” del cileno Christopher Murray e “Tarde Para la Ira” di Raul Arévalo, spagnolo

da Venezia - Due gran bei film , ottimamente diretti ed interpretati, in apertura della 73esima Mostra del Cinema di Venezia, accumunati dalla lingua spagnola ci parlano metonimicamente del silenzio : il primo, surreale proprio perchè financo iperrealista nei dettagli, è del cileno Christopher Murray : ambientato nella Pampa del Cile settentrionale, area a forte vocazione spirituale e religiosa (ed anche più materialmente sfruttata e pesantemente nella storia dalle grandi compagnie petrolifere) ci parla del silenzio del deserto, delle visioni, di dio che appare come fuoco nella notte (il Dio del Vecchi Testamento è Dio di deserti, di sussurri e di apparizioni solitarie, parla attraverso il vento, si manifesta attraverso il fuoco : il protagonista del pasoliniano El Cristo Ciego (in concorso) è infatti convinto di avere avuto una visione divina nel deserto ed il film è la storia del suo pellegrinaggio a piedi nudi per guarire un amico malato mediante una sorta di miracolo programmato: il silenzio del deserto è il silenzio interiore di Michael e di tutta la società della Pampa, è il Triste Tropico di Levi-Strauss che si incammina a piedi scalzi, è la speranza che non cede.

Un urlo interiore, nascosto e represso fino all' ultimo anche agli entusiasti spettatori, è il protagonista del bellissimo thriller drammatico e viscerale Tarde Para la Ira di Raul Arévalo, spagnolo, debuttante alla grande alla regia (il fiuto di Degli Esposti e Serra concorre ad una coproduzione italiana di Palomar). La violenza repressa del protagonista esplode inaspettata dopo una trama che portava in tutt' altra direzione, ed il deserto interiore del protagonista, spianato dalle ruspe della vita, lancia un grido che fa tacere il rumore dei barrios di una città a nord di Madrid. Film della sezione Orizzonti, rende il silenzio con la violenza e la contraddittoria congerie di sentimenti della vita, dove piccola malavita e borghesia si incrociano per caso, dando fuoco ad una miscela esplosiva dove nessuno vince e tutti perdono. Grrande interpretazione di Antonio de la Torre nel ruolo del protagonista e mirabile scenografia di Anton Laguna

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