Papa Francesco
Anno santo

Giubileo del volontariato, il Papa «Siete la mano tesa di Cristo che raggiunge tutti»

3 Settembre Set 2016 1353 03 settembre 2016
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Con l'hashtag #BeMercy visibile sui social media si è celebrato oggi il Giubileo della Misericordia, l'evento giubilare dedicato al mondo del volontariato e agli operatori di Misericordia che culminerà domenica 4 settembre con la Canonizzazione della Beata Madre Teresa di Calcutta. In Piazza san Pietro 40mila volontari

«Non c’è misericordia senza concretezza, voi siete la mano tesa di Cristo: ci avete pensato? Cari fratelli voi toccate la carne di Cristo con le vostre mani. Non dimenticatelo». Papa Francesco abbandona per un attimo il testo del discorso scritto e si rivolge con queste parole ai circa 40 mila «operatori della misericordia» che celebrano oggi, in piazza San Pietro, il loro Giubileo. Un incontro che culmina domani con la canonizzazione di madre Teresa.

La piazza è gremita di persone da tutto il mondo, con anche una folta rappresentanza delle suore di madre Teresa.

«Tra le realtà più preziose della Chiesa - scandisce il Pontefice nel suo messaggio che prende le mosse dall’inno alla carità di San Paolo - ci siete proprio voi che ogni giorno, spesso nel silenzio e nel nascondimento, date forma e visibilità alla misericordia. Voi esprimete il desiderio tra i più belli nel cuore dell’uomo, quello di far sentire amata una persona che soffre. Nelle diverse condizioni del bisogno e delle necessità di tante persone, la vostra presenza è la mano tesa di Cristo che raggiunge tutti. La credibilità della Chiesa passa in maniera convincente anche attraverso il vostro servizio verso i bambini abbandonati, gli ammalati, i poveri senza cibo e lavoro, gli anziani, i senzatetto, i prigionieri, i profughi e gli immigrati, quanti sono colpiti dalle calamità naturali… Insomma, dovunque c’è una richiesta di aiuto, là giunge la vostra attiva e disinteressata testimonianza. Voi rendete visibile la legge di Cristo, quella di portare gli uni i pesi degli altri».

«Il mondo - prosegue il Papa - ha bisogno di segni concreti di solidarietà, soprattutto davanti alla tentazione dell’indifferenza, e richiede persone capaci di contrastare con la loro vita l’individualismo, il pensare solo a sé stessi e disinteressarsi dei fratelli nel bisogno».

«Questo voltarsi per non vedere la fame, le malattie, le persone sfruttate a -aggiunge a braccio - è un peccato grave, è il peccato moderno, il peccato di oggi. Noi cristiani non possiamo permettercelo».

Francesco mette anche in guardia i volontari dal pericolo della presunzione. «Siate sempre contenti e pieni di gioia per il vostro servizio, ma non fatene mai un motivo di presunzione che porta a sentirsi migliori degli altri. Invece, la vostra opera di misericordia sia l’umile ed eloquente prolungamento di Gesù Cristo che continua a chinarsi e a prendersi cura di chi soffre».

Qui il discorso integrale del Papa

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