Teatro Alla Scala Vittorio Zunino Celotto:Getty Images
Art bonus

Ai nuovi mecenati piace la lirica

5 Settembre Set 2016 1808 05 settembre 2016
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Quintuplicate le donazioni a favore di musei e fondazioni. La misura voluta dal ministro Franceschini fotografa un'Italia a due velocità: nella top ten soprattutto realtà del centro-nord. La Scala di Milano guida la classifica degli enti beneficiari

Grazie all’Art bonus sono quintuplicate le donazioni a favore di musei e fondazioni. Questa misura voluta dal ministro Dario Franceschini per favorire il mecenatismo nel nostro Paese ha visto la raccolta fondi schizzare a 115 milioni di euro donati da 3180 benefattori soprattutto privati cittadini che hanno superato imprese, aziende e banche. Un risultato di tutto rispetto se si considera che fino a due anni fa, prima dell’entrata in vigore dell’Art bonus che prevede una deduzione fiscale a favore del donatore fino al 65 per cento, le donazioni si attestavano poco sopra i 20 milioni.

Ma anche l’Art bonus registra un’Italia a più velocità. Se la Scala di Milano ha raccolto 23 milioni 633mila euro il Real Albergo dei Poveri di Napoli di euro ne ha raccolti solo 5! Nella top ten delle realtà che hanno ricevuto donazioni, dietro la fondazione del Teatro alla Scala di Milano che ha chiesto 250 milioni ottenendone poco più di 23 e mezzo, si trova il Museo Egizio di Torino che a fronte di una spesa programmata di 15 milioni ne ha ottenuti 15.345.000 coprendo completamente le spese previste. Quello di Torino è anche il museo che ha tratto più vantaggi dall’Art bonus. L’Art bonus prevede che un comune o un ente di gestione pubblichi sul sito un progetto di restauro o un piano di gestione dopo di che attende che i mecenati si facciano vivi. Ma non sempre accade come nel caso del Museo nazionale archeologico di Ruvo di Puglia che cerca donazioni per coprire una spesa di 17mila euro o del Comune di Napoli che ha ricevuto 50 euro a fronte di una richiesta di 1 milione e mezzo per il restauro della guglia dell’Immacolata davanti a Santa Chiara.

Quasi la metà delle donazioni favorisce il mondo lirico e sinfonico e lo si vede anche nella top ten dove sono presenti l’Arena di Verona (9 milioni), il Regio di Torino (quasi 4 milioni di euro), il Donizzetti di Mantova (3.825.175 euro), il teatro comunale di Bologna (3.290.050), l’Opera di Roma (poco più di 2 milioni e mezzo) e il Regio di Parma ( 2.350.370). Sempre tra i primi dieci interventi che hanno ottenuto più fondi il Teatro Franco Parenti (5.152.387 euro) e il Complesso delle Mura Urbane di Lucca (2.343.614 euro). Subito fuori dalla top ten troviamo la fondazione del Maggio fiorentino, il teatro comunale di Modena e la Fondazione del Teatro Carlo felice di Genova.

L’Art bonus evidenzia le differenze tra centro-nord e sud: a fronte di una Lombardia che propone 55 progetti e riceve contributi per 33 di essi, c’è una Campania che ottiene scarse offerte per 9 delle 29 richieste di fondi.

In apertura foto di Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

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