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G20

Il cinico realismo dei potenti della terra

6 Settembre Set 2016 1100 06 settembre 2016
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Tra sorrisi, strette di mano e fotoricordo interessate, nessuno ha posto alla Turchia la questione cruciale: a quando il rispetto dei diritti umani?

Chi ha seguito i lavori del G20 avrà notato , oltre le discussioni sull’economia-mondo e le dichiarazioni a mio parere eccessivamente ottimistiche del nostro Presidente del Consiglio, la presenza al summit del Presidente Turco Recep Tayyip Erdogan, che ha ricevuto un’accoglienza calorosa da parte dei politici ivi convenuti riceve.

Mi è sembrato di vedere in questo il trionfo del cinismo. Sembra che abbia dominato uno strano realismo politico che abbinato ai vari interessi nazionali abbia provocato atteggiamenti che stridono con la visione etica della politica.

Ci si è dimenticati che in Turchia , come reazione ad un improvvido tentativo di colpo di Stato (di cui tutti i “guardoni” del mondo dicono di non sapere nulla ) è in atto un sovvertimento dei diritti democratici, che molti giornalisti e intellettuali sono stati arrestati incarcerati e che il popolo kurdo è sottoposto a una dura repressione mentre è in prima fila a combattere il califfato.

C’è stato un dispendio di sorrisi e strette di mano, la cancelliera Merkel interessata a che la Turchia contenga il flusso di immigrati, Putin perché vuole consolidare i rapporto tra Mosca e Ankara , mentre gli altri sono rimasti a guardare e il Presidente Obama si è spinto un poco più oltre.

Ma voglio anche sottolineare che ci si è dimenticati di chiedere alla Cima il rispetto dei diritti umani e delle libertà politiche. Ha predominato una visione cinica dei rapporti tra le democrazie e i paesi autoritari che lascia sconcertati e che ha dimostrata ancora una volta che “pecunia non olet ”.

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