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Azzardo

I cattolici no slot: «Bene gli impegni ma non restino sulla carta»

7 Settembre Set 2016 1159 07 settembre 2016
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La promessa di Matteo Renzi: "toglieremo le slot dagli esercizi commerciali" è una responsabilità che il Premier si è assunto nei confronti dei cittadini. Le associazioni cattoliche da anni impegnate nella lotta contro l'azzardo si sono sentite sollevate rispetto alle dichiarazioni di Renzi. Tutte invitano a trasformare presto le parole in fatti perché il gioco d'azzardo non è un gioco. Dall'usura alla pubblicità. Dalla cura alla prevenzione. Dall'economia alle relazioni con le persone. L'azzardo è una malattia che si insinua in tutti i campi e fasce della società

«Sulle slot stiamo mettendo a punto una misura per toglierle dagli esercizi commerciali». A dirlo Matteo Renzi in un'intervista rilasciata a Vita magazine, numero di settembre - "Periferie al centro" - in uscita venerdì 9. L'anteprima dell'intervista con la dichiarazione del Premier sulle slot è stata pubblicata su Vita.it “Renzi: «In arrivo più risorse contro la povertà. E toglieremo le slot dagli esercizi commerciali»".

La notizia è subito circolata su altri media e l’affermazione di Renzi è stata accolta con favore in modo particolare dalle associazioni del mondo cattolico impegnate nella lotta contro l'azzardo. Con quelle parole il premier si è preso una “responsabilità nei confronti dei cittadini”, ha dichiarato Luciano Squillaci presidente della Fict, federazione italiana comunità terapeutiche.

L’intervista a Renzi arriva in un momento delicatissimo – pochi giorni dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale – ma il premier afferma convinto: «Nessun aumento delle accise sulla benzina e nessun incremento dell’azzardo in questo Paese».

«Siamo soddisfatti della dichiarazione di Renzi, anzi diciamo finalmente», ha fatto sapere attraverso il Sir, servizio informazione religiosa, il monsignor Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II onlus. «Ricordiamo però anche che il 50% dell’azzardo è collegato all’usura, mentre continua ad aumentare il consumo di azzardo on line».

Il monsignor D’urso inoltre sottolinea: «tra le conseguenze dell’azzardo non c’è solo la ludopatia, ma anche ricadute economiche molto gravi sul piano personale, familiare, aziendale e, più in generale, sociale. Noi vorremmo offrire al presidente, prima che legiferi, la nostra esperienza quotidiana sul campo».

Esperienza necessaria per provare a proporre soluzioni valide rispetto alla patologia. «A Renzi chiediamo di incontrarci e di essere ascoltati: se non sente le associazioni che hanno dato vita al movimento contro l’azzardo, sarà limitato nel provvedimento che potrà approvare».

L’azzardo non è un gioco e della stessa linea di pensiero di D’Urso è anche don Armando Zappolini, portavoce della campagna “Mettiamoci in gioco”, e anche lui attraverso il Sir, ha dichiarato: «L’annuncio di Renzi è un segnale positivo, ma finora le iniziative per contrastare l’azzardo non sono state sostanziali. Adesso sarebbe tempo che a questi segnali facessero seguito scelte più efficaci. Ma per noi il segnale più chiaro e inequivocabile sarebbe far approvare una legge per il divieto della pubblicità presentata nel luglio 2015 alla Camera e al Senato, con la maggioranza assoluta dei parlamentari che l’hanno sottoscritta. Questo significherebbe davvero voltare pagina».

L’azzardo è una malattia a tutti gli effetti; così Luciano Squillaci sottolinea: «per noi è positivo che non ci siano più slot all’interno dei bar e delle tabaccheria, alla portata di tutti. Speriamo, però, che non resti solo una dichiarazione: non dimentichiamo che a oggi ancora il sistema di cura e di prevenzione non è stato assolutamente implementato. Ora passiamo ai fatti, siamo stanchi di dichiarazioni, se le commisuriamo alla tragedia che vivono queste persone e delle loro famiglie, perché il gioco d’azzardo distrugge tutto».

Il presidente della Fict chiede «una norma che non riguardi solo la questione delle slot in bar e tabaccherie, ma che dia anche dignità ai percorsi di cura, riabilitazione e prevenzione»

Roberto Rossini, presidente delle Acli, associazione cristiane lavoratori, pure ha voluto esprimere la sua opinione: «Il nostro impegno attraverso varie campagne e sui territori insieme ai comuni è limitare il più possibile la diffusione di slot. È chiaro che il Governo in questo caso dà una mano. Le ricadute sociali di un certo tipo di gioco d’azzardo riguarda fasce sociali molto fragili: la proposta di Renzi può essere una strada importante per limitare la ludopatia».

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