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La scuola riparte per tutti e sarà una scuola bellissima

7 Settembre Set 2016 1321 07 settembre 2016
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Nelle zone del terremoto la scuola riparte senza ritardi: un successo per tutti. Il Miur ha distaccato sul campo una task force di suoi funzionari, che lavorano gomito a gomito con la protezione civile, i dirigenti, i sindaci, le associazioni. Un modello inedito ma molto apprezzato: «Una cosa è pensare a un Ministro che viene, fa delle promesse, emana direttive dal suo ufficio, un’altra cosa è avere il ministero qui e scoprire degli amici», dice commossa la preside di Arquata.

Ad Amatrice il 13 settembre suonerà la campanella, come nel resto del Lazio. I ragazzi prenderanno posto non in una tenda ma nella nuova scuola, tirata su a tempo di record dalla Protezione Civile di Trento. «Hanno posizionato i moduli, sono in grado di finerla, forse mancheranno le rifiniture», spiega con piglio deciso Maria Rita Pitoni, neodirigente di Amatrice. «Tempo permettendo», precisa Giovanna Boda, dirigente generale della direzione studente del Miur, che dal 1° settembre si è trasferita nelle zone colpite dal terremoto: «facciamo un passo alla volta, l'ultima cosa di cui c'è bisogno qui sono le false speranze». Di fatto però «il 13 settembre in Lazio e il 15 nelle Marche la scuola ricomincia, non ci sono proroghe. Si comincia dove si può, ma ovunque e comunque. Mentre terminano di montare i moduli, in alcuni casi le lezioni verranno fatte nelle tensostrutture, tante scuole si sono offerte di accogliere provvisoriamente gli studenti, anche solo per una settimana, ad esempio l’alberghiero di Amatrice potrebbe essere ospite dell’Istituto industriale di Rieti… Stiamo valutando, insieme ai dirigenti e alle famiglie», spiega la dirigente Boda. E per andare a scuola, «ogni alunno dall'infanzia alle medie avrà un kit donato dal Miur con libri, quaderni, tutto ciò che serve», aggiunge Patrizia Palanca, la dirigente di Arquata del Tronto.

La scuola nelle zone colpite dal terremoto partirà dunque nei tempi previsti, è certo. Il terremoto non toglierà ai bambini e ai ragazzi anche questo diritto e questo pezzo di vita. Nel versante marchigiano già da lunedì lo scuolabus ha ripreso ad arrampicarsi per le 54 frazioni di Acquasanta e le 34 di Arquata, «un territorio dove le abitazioni sono rarefatte, dove i miei 300 alunni vivono da soli e da soli stanno vivendo anche questo dramma», sottolinea la dirigente Patrizia Palanca: raccolgono i bambini casa per casa e li riportano «insieme», seppur sotto le tende, per dare loro i primi strumenti per ricominciare, attraverso laboratori espressivi e di musica.

L'Istituto Romolo Capranica di Amatrice, crollato (foto A. Solaro/Getty Images)

Il cantiere per la nuova scuola il 1 settembre, giorno della visita del ministro Giannini

In copertina e qui, il cantiere per la nuova scuola di Amatrice, finanziata dalla Provincia Autonoma di Trento, il 5 settembre (foto ufficio stampa Provincia di Trento)

Una scuola più bella
Pochissimi giorni dopo il terremoto del 24 agosto, il ministro Stefania Giannini aveva indicato come priorità assoluta la ripresa senza ritardi delle lezioni, perché «la prima campanella è un segnale importante di ritorno alla normalità»: ora tutti la aspettano di nuovo qui, per inaugurare l’anno scolastico. In quei giorni il ministro parlò di 750 studenti residenti nei territori colpiti dal sisma e di 30 istituti scolastici 'toccati' dalle scosse. I sopralluoghi sono ancora in corso, ma bastano i numeri impressi nella memoria delle due dirigenti di Amatrice e Arquata per comporre quasi per intero il quadro. «Ad Amatrice, dalla scuola dell’infanzia al liceo sono 269 iscritti, più 31 ad Accumuli, su infanzia e primaria e 22 a Cittareale: sono in tutto 322 alunni, non so quanti effettivamente sono rimasti in zona e frequenteranno la scuola qui, abbiamo dato tempo fino a domani (oggi, ndr) alle famiglie per comunicarci la loro decisione», spiega la preside Maria Rita Pitoni.

Garante per l’Infanzia del Comune di Rieti, infermiera della Croce Rossa, preside di una scuola a Rieti città, l'Istituto Luigi di Savoia, che ha persino un’azienda agraria e un punto vendita: l'hanno chiamata qui a terremoto avvenuto, affidandole in reggenza l'istituto comprensivo di Amatrice, in aggiunta al suo. Da allora è qui e ci resterà finché tutto non sarà ben avviato: «sono reatina, non potevo tirarmi indietro. Non potevo non dare il mio contributo», dice con sobrietà. «Quello che voglio sottolineare e che sto ripetendo ai genitori è che sarà una scuola più bella di prima, nel senso della qualità e dell’eccellenza della proposta didattica e formativa. Insieme al terremoto sono arrivate tante alte professionalità, a cominciare dalla task force del Miur, che sta lavorando gomito a gomito con noi per coordinare tutte le energie e le risorse: sono nella scuola da tanti anni, è la prima volta che vedo il ministero concretizzarsi. Ci sarà la scuola e con essa offriremo a bambini e ragazzi progetti didattici e pedagogici e formativi estremamente qualificati, proprio perché ci sono tante forze in campo, tutte coordinate».

Quello che voglio sottolineare e che sto ripetendo ai genitori è che sarà una scuola più bella di prima, nel senso della qualità ed eccellenza della proposta. Insieme al terremoto qui sono arrivate tante professionalità, a cominciare dalla task force del Miur: sono nella scuola da tanti anni, è la prima volta che vedo il ministero concretizzarsi. Con la scuola offriremo a bambini e ragazzi progetti estremamente qualificati

Maria Rita Pitoni

Lo spazio a misura di bambino di Save the Children a Amatrice, foto A. Solaro/Getty Images

La task force del Ministero
«Non vi lasciamo soli», aveva promesso Stefania Giannini, una settimana dopo il terremoto, incontrando i dirigenti delle aree colpite. Dal primo settembre due direttori generali e undici funzionari del Miur sono distaccati a Rieti, presso il Dicomac. Girano in continuazione sul territorio, incontrano amministratori, dirigenti, insegnanti, famiglie, studenti. I direttori generali sono quelli delle due direzioni più coinvolte nel dramma: Giovanna Boda della Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione e Simona Montesarchio della Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica. È la prima volta, nell’ambito di un’emergenza, che il Miur sceglie di essere sul campo in questo modo. A Patrizia Palanca, la dirigente del versante marchigiano - residente ad Acquasanta, pure lei con la casa danneggiata e le notti in macchina, lei che abbiamo visto girare con grinta fra le case distrutte, alla ricerca dei suoi studenti - adesso si incrina la voce: « Mi scusi, ma dopo tanti anni, davvero non avrei mai pensato… mi commuovo. Non avrei mai immaginato che il Ministero potesse essere così tanto e così concretamente vicino. Perché una cosa è pensare a un Ministro che viene, fa delle promesse, emana delle direttive dal suo ufficio, un’altra cosa è avere il ministero qui, con due direttori generali, con funzionari così competenti e insieme così squisitamente umani. Scoprire degli amici. Non lo dico per piaggeria… veramente questa presenza delle istituzioni è fondamentale. La prima volta che ho chiamato le famiglie e ho presentato i funzionari del Miur, dicendo “il ministero è qui con noi”, i genitori erano increduli». Nel cuore vivo di Acquasanta, dopo le lacrime del dolore e della rabbia, c'è posto anche per quelle della commozione e della gratitudine.

Intanto la preside conta per l'ennesima volta i suoi alunni, delle tre scuole che non ci sono più: a Montegallo, vicino al Vettore, una piccola pluriclasse, 100 alunni all'Istituto comprensivo di Arquata, dall'infanzia alla secondaria di primo grado e 200 ad Acquasanta. Per tutti ci saranno nuovi moduli, le aree sono già state individuate, si sta lavorando. Qualche famiglia è in partenza per la costa, per San Benedetto, andrà in albergo, ma «la volontà dei sindaci e delle famiglie è quella di rimanere, il radicamento sul territorio è molto forte», continua la preside.

Riunione tecnica del ministro nelle zone del sisma, 1 settembre 2016 (MiurSocial)

Non avrei mai immaginato che il Ministero potesse essere così tanto e così concretamente vicino. Perché una cosa è pensare a un Ministro che viene, fa delle promesse, emana delle direttive dal suo ufficio, un’altra cosa è avere il ministero qui, con due direttori generali, con funzionari così competenti e insieme così squisitamente umani. Scoprire degli amici. Non lo dico per piaggeria… veramente questa presenza delle istituzioni è fondamentale

Patrizia Pitoni

Nei giorni scorsi i bambini di Amatrice scrissero una lettera, rivolta al ministro Giannini: «dacci una scuola che non crolli più». La letterina in verità inizia con un "Cara Giovanna", ed è bello che per i bambini di queste zone il ministero non abbia l'aspetto dei corridoi severi di viale Trastevere ma il volto dolce di una persona. Giovanna, ovvero la dirigente generale del Miur giovanna Boda, ora racconta il significato della loro presenza: «Siamo qui perché è importante far sentire che lo Stato è presente, anche come presenza fisica, là dove c’è il bisogno. Siamo qui per ottimizzare gli interventi e facilitare la comunicazione tra tutti i soggetti, per lavorare insieme, in maniera integrata, è una cosa che fa la differenza. È la prima volta, certo: anche all’Aquila si era cercato di ricominciare sotto le tende, ma una task force sul campo, così strutturata è la prima volta. Il merito è del Ministro, che ha avuto una intuizione grande».

Un coordinamento per la solidarietà
Inedita e fortissima è anche la sinergia fra la scuola e tutti gli interventi proposti dalle associazioni, che agiscono anch’essi sui ragazzini. Anche qui la task force del Miur sta facendo da cabina di regia. Accanto alle nuove strutture ci sarà uno spazio dedicato al sostegno psicologico per studenti e insegnanti: i progetti stanno prendendo forma e saranno integrati con la scuola stessa. E poi ci sono tantissime dimostrazioni di solidarietà di scuole, aziende, privati, associazioni... in tanti hanno compreso che far ripartire la scuola è una priorità e vogliono dare una mano: «abbiamo individuato dei referenti anche per la raccolta fondi dedicata alla scuola, mentre il Miur fornirà banchi, sedie, libri e tutto ciò che è necessario ai ragazzi, ci sono 3,5 milioni di euro per questo», spiega ancora Boda. Un'altra novità.

Siamo qui perché è importante far sentire che lo Stato è presente, anche come presenza fisica, là dove c’è bisogno. Siamo qui per ottimizzare gli interventi e facilitare la comunicazione tra tutti i soggetti, per lavorare insieme, in maniera integrata, è una cosa che fa la differenza. È la prima volta, devo dire grazie al ministro

Giovanna Boda

La professoressa Pitoni racconta come ci sia «tantissima disponibilità ad aiutare, mi chiamano scuole, aziende, chi vuole donare materiali, chi denaro, chi fare progetti didattici insieme, gemellaggi… È molto bello, ma noi dirigenti non ce la facciamo a seguire tutto, perciò è utilissimo il fatto che il ministero abbia individuato tre referenti - una dirigete di Rieti, un professore e un collaboratore del Miur - che coordinino tutta questa solidarietà verso le nostre scuole, con tre aree dedicate: le donazioni in soldi per le scuole, le donazioni in materiale e le proposte di progetti. Tutte le sere ci vediamo tutti per fare un report, ci sentiamo in continuazione, c’è un monitoraggio continuo su tutti i fronti, non è solo una task force ma anche un tavolo di lavoro comune, siamo una squadra. Questo le famiglie lo percepiscono, speriamo possa essere un elemento che dia loro la tranquillità e la fiducia per restare, seppur con i disagi».

Intanto ad Acquasanta, nella tendopoli di Parco Rio sulla Salaria, già dal 1 settembre, con l'entrata in servizio dei docenti, sono partiti dei laboratori: manipolativo-creativi, robotica e musica. «L’istituto di Acquasanta aveva una banda e un coro. I ragazzi hanno portato gli strumenti, chi non li ha più va nel coro. Era nato tutto per un progetto di agenti di sviluppo in erba, per far conoscere e apprezzare il proprio territorio, promuovere uno sviluppo sostenibile», ricorda la preside Palanca. «Con il professore di musica avevano scritto l’inno della scuola, parla di quanto siamo fortunati ad essere nati qui, in questo ambiente così bello… Non ne conoscevamo l’aspetto negativo. Speriamo di poter tornare ad amare la nostra terra, come prima».

Tutte le immagini del cantiere sono tratte dalla pagina Facebook della Protezione Civile di Trento.

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