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Slotmob a Renzi: «Ora serve percorso condiviso per liberarci dall’industria dell’azzardo»

7 Settembre Set 2016 1432 07 settembre 2016

Dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi a Vita: «Toglieremo le slot dalle tabaccherie ed esercizi commerciali», sono state diverse le associazioni impegnate nella lotta al gioco d'azzardo ad aver accolto con favore le intenzioni del Premier. «Adesso sul fronte azzardo chiamiamo ad un confronto aperto Governo, opposizioni e forze sociali», chiedono dal Movimento Slotmob

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Dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi a Vita: «Toglieremo le slot dalle tabaccherie ed esercizi commerciali», sono state diverse le associazioni impegnate nella lotta al gioco d'azzardo ad aver accolto con favore le intenzioni del Premier. «Adesso sul fronte azzardo chiamiamo ad un confronto aperto Governo, opposizioni e forze sociali», chiedono dal Movimento Slotmob

«La questione dell’esplosione dell’offerta di azzardo in Italia non riguarda tuttavia solo le slot ma un sistema complesso che lo Stato ha affidato a società commerciali che ne traggono profitto. Il timore, quando si sentono annunci del genere, è che per non danneggiare gli utili delle concessionarie si riducano ad esempio le AWP (apparecchi di intrattenimento) negli esercizi commerciali ma si moltiplichino le VLT (Video Lottery Terminal) nelle "sale da gioco", ben più pericolose, o si liberalizzi sempre di più il gioco on-line che sta registrando una crescita esponenziale», ammette il movimento Slotmob nato a luglio 2013, promossa da vari esponenti della società civile, per combattere il problema del gioco d’azzardo legalizzato che sta dilagando in Italia.

Anche questa dichiarazione arriva dopo le parole del Premier Matteo Renzi che in un’intervista rilasciata a Vita Magazine ha annunciato: «Stiamo per mettere a punto una misura per togliere le slot dalle tabaccherie ed esercizi commerciali. Non saranno allargate le maglie sul gioco d'azzardo e sulle slot» per finanziare la ricostruzione del post terremoto in Italia Centrale».

«Non è più tempo di riduzioni parziali del danno», fanno sapere dal movimento. «Così come la pubblicità dell’azzardo è stata limitata e non bandita in maniera assoluta, allo stesso modo vigileremo affinché questo provvedimento non sia solo un palliativo verso un problema molto più grande e complesso, o che peggio ancora non porti a delle compensazioni in favore delle concessionarie che potrebbero rendere globalmente l'azzardo in Italia ancora più invadente e pericoloso di prima».

«Come rete di organizzazioni da anni mobilitate sul tema riteniamo che ogni miglioramento in senso democratico della nostra convivenza può arrivare non come concessione dall’alto, ma grazie all’impegno e agli entusiasmi di tante realtà e di migliaia di cittadini che, anche attraverso la realizzazione di tanti “Slotmob” in tutta Italia, hanno mostrato l’esistenza di un legame sociale che resiste al potere del denaro, come dimostrano tanti baristi che non attendono una legge per impedire all’azzardo di colonizzare la loro attività lavorativa».

Dal 2013 lo Slotmob è diventato virale coinvolgendo migliaia di cittadini in molte città e paesi italiani. La storia di Slotmob, il sostegno lungo il percorso di tanti amministratori locali testimoniano che la cittadinanza attiva attraverso mobilitazioni pubbliche e voto con il portafoglio possono giocare un ruolo importante per riequilibrare i rapporti di forza tra cittadini, imprese e istituzioni in direzione del bene comune.

«Abbiamo scritto al presidente Mattarella per rimettere in discussione secondo la Costituzione la gestione dell’offerta di azzardo in Italia che va tolta alle società che ne fanno profitto. Chiediamo perciò che le dichiarazioni di Renzi siano l’espressione di un percorso condiviso di progressiva liberazione dall’invadenza dell’industria dell’azzardo nel nostro Paese. Su questo fronte chiamiamo ad un confronto aperto Governo, opposizioni e forze sociali».

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