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Mission Bambini

In Italia un milione di bambini poveri: un sms per aiutarli

12 Settembre Set 2016 0821 12 settembre 2016
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«C’è un mondo che ha bisogno di te, vicino a te»: la nuova campagna di sms solidale di Mission Bambini mette al centro la povertà minorile. Il 10% dei fondi raccolti sarà destinato ai bambini delle zone colpite dal terremoto, per accompagnare le scuole. La campagna è attiva fino al 2 ottobre

Tanti bambini nel nostro Paese hanno bisogno di un aiuto, molti più di quanti si possa immaginare. In Italia più di un milione di minori vivono in condizioni di povertà assoluta, uno su dieci non mangia a sufficienza, non può permettersi scarpe o vestiti adeguati, non può acquistare i libri per la scuola. A loro si aggiungono le centinaia di bambini e ragazzi che vivono nelle zone colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto. A tutti loro è dedicata la campagna di Mission Bambini: dal 12 settembre al 2 ottobre è possibile donare 2 o 5 euro inviando un sms o chiamando da rete fissa il numero 45504 (per convididerla sui social #unsaccovicino). Abbiamo sentito Alberto Barenghi, il responsabile Progetti Italia della Fondazione.

Il messaggio che lanciate è che «c’è un mondo che ha bisogno di te, vicino a te». Ce lo spiega?
I bambini in questi anni hanno pagato il prezzo più alto della crisi, i dati dell’Istat in questo senso sono allarmanti. Non dimentichiamo inoltre che vivere in una situazione in povertà assoluta ha una ripercussione forte sui bambini in termini di povertà educativa e di opportunità di crescita. Le famiglie più povere non hanno la possibilità di offrire ai propri figli i servizi educativi che servirebbero per la loro crescita, i più grandi sono maggiormente esposti al rischio di dispersione scolastica…

C’è la povertà materiale ma anche tutta una questione di povertà di opportunità e di possibilità, che nell’infanzia impatta moltissimo.

Alberto Barenghi

A cosa saranno destinati i fondi raccolti?
Non daremo soldi direttamente alle famiglie, sosterremo dei servizi destinati all’infanzia e alle famiglie, in particolare – come ormai tradizione – concentrandoci sui nidi. È ancora un tema da sostenere, nonostante tanto sia stato fatto sia con i nostri bandi sia con il piano straordinario degli anni scorsi. Non si tratta tanto costruire nuovi nidi, benché al Sud serva anche quello, ma di sostenere i servizi: molti hanno posti vuoti perché le famiglie non riescono a sostenere le rette. La conseguenza è che la mamma abbandona lavoro, in Italia cinque donne su dieci sono senza reddito da lavoro. I fondi raccolti verranno veicolati attraverso la rete degli oltre 100 asili nido del privato sociale che la Fondazione sostiene e aiuteranno le famiglie in difficoltà a pagare le rette del nido o il servizio mensa: i nidi con cui collaboriamo riservano il 25% dei posti a bambini in difficoltà. La nostra non è una logica assistenziale verso le famiglie ma di sviluppo.

Il 14 settembre saremo ad Amatrice, incontreremo la preside di Amatrice, Maria Rita Pitoni, gli studenti e gli insegnanti, e insieme a loro andremo a definire i bisogni concreti.

Alberto Barenghi

L’emergenza terremoto come entra in tutto ciò?
Immediatamente dopo il terremoto Mission Bambini si è attivata per portare un aiuto, focalizzandoci sempre sul tema educazione. Abbiamo aperto una raccolta fondi dedicata, per i bambini e ragazzi dell'Istituto Onnicomprensivo di Amatrice: i fondi serviranno per favorire uno svolgimento il più possibile normale delle attività del nuovo anno scolastico, che inizierà a breve. Il 14 settembre saremo ad Amatrice insieme alle altre associazioni con cui stiamo collaborando, in particolare con l’Associazione Nazionale Presidi, l’Unitalsi e le ACLI di Roma, incontreremo la preside di Amatrice, Maria Rita Pitoni, gli studenti e gli insegnanti, e insieme a loro andremo a definire i bisogni concreti. Pensiamo a tutto ciò che serve a una scuola per il suo funzionamento quotidiano: lavagne elettroniche, computer, attrezzature per i laboratori,, libri per le biblioteche… La lista delle necessità ancora non è stata definita completamente, però già il 14 vorremmo consegnare alla preside un primo assegno simbolico.

Anche l’sms solidale contribuirà a questo progetto?
Esatto. Dopo il terremoto, avendo la campagna in arrivo, abbiamo deciso di fare qualcosa. Così abbiamo comunicato alle compagnie telefoniche il nostro desiderio di cambiare il progetto inziale, hanno accettato: il 10% della raccolta verrà destinato alle scuole delle zone terremotate.

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