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Le "nuove" Acli riscoprono la passione popolare

14 Settembre Set 2016 1053 14 settembre 2016

Il tradizionale appuntamento di incontro e riflessione dell'associazione si svolge quest'anno a Roma con il patrocinio della nuova dirigenza (e un passaggio per la Porta Santa). Ecco i temi sul tappeto, primo tra tutti la risposta e il contributo di idee per contrastare chi tende a emarginare le persone ed esasperare i conflitti

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Il tradizionale appuntamento di incontro e riflessione dell'associazione si svolge quest'anno a Roma con il patrocinio della nuova dirigenza (e un passaggio per la Porta Santa). Ecco i temi sul tappeto, primo tra tutti la risposta e il contributo di idee per contrastare chi tende a emarginare le persone ed esasperare i conflitti

“Passione popolare. La persona, le Acli, il popolo: la democrazia scritta e quella che scriveremo” è il tema del 49° Incontro nazionale di studi delle Acli che si svolgerà a Roma il 16 e 17 settembre 2016. Per due giorni, politici, studiosi, esponenti della società civile e giornalisti porteranno il proprio contributo su un tema così alto e di strettissima attualità.

«Un popolo è tale quando si riconosce in una storia, una cultura, un nucleo di valori condivisi, una serie di istituzioni di riferimento», notano le Acli nel comunicato di annuncio del seminario. «Essere popolari, per le Acli, significa innanzitutto sentirsi parte di un popolo, di una storia, di un progetto comune». «Il nostro tempo ci chiama a stare nel popolo e con il popolo – conferma il presidente Roberto Rossini - . E il nostro popolo ci chiede contributi originali, puntuali e pertinenti sia in termini di servizi che di idee. La nostra associazione continuerà ad essere vitale solo se manterrà intatta la propria capacità di lettura della realtà».

Essere popolo - si legge ancora - e stare con il popolo è un tratto identitario delle Acli, ne segna la storia e ne caratterizza la cultura. Un popolo si sente unito quando è capace di fare memoria, abitare il presente e proiettarsi in un futuro. Una dimensione temporale che, se vissuta, consente di rispondere alle spinte che tendono a emarginare le persone ed esasperare i conflitti.

Ricco il programma dell'appuntamento. Il rapporto tra la democrazia e il populismo è al centro dell’intervento di Stefano Folli. La riflessione del giornalista di La Repubblica aprirà i lavori, che proseguiranno con una riflessione di Stella Morra, teologa e docente della Pontificia Università Gregoriana, che approfondirà il tema della “Chiesa popolare”. “C’è popolo in Italia?” è la domanda alla quale cercherà di dare una risposta il sociologo Giovanni Battista Sgritta, docente dell’Università La Sapienza di Roma.

Il legame tra sport, arte e popolo sarà al centro degli interventi di Giovanni Malagò, presidente del Coni, e della storica dell’arte Cinzia Zanetti, docente del Canossa Campus. Sette focus tematici, raccontati nella forma del gazebo, arricchiranno il pomeriggio del venerdì. La giornata di sabato, dopo la proposta ai convegnisti del passaggio della Porta Santa, inizierà con la Lectio magistralis di padre Francesco Occhetta. Lo scrittore di Civiltà cattolica farà un intervento sul tema “Verso il referendum. Cultura costituzionale e criteri di discernimento”. Seguirà la tavola rotonda “Senatus populusque: le istituzioni che rappresentano il popolo” con Luigi Bobba, sottosegretario ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Marco Bentivogli, segretario Fim-Cisl, Pietro Barbieri, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore. Modera gli interventi il giornalista Franco Siddi, giornalista e membro del Cda della Rai. Le conclusioni sono affidate a Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli.

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