Riforme

Il Cnel è indifendibile, ma una casa delle formazioni sociali è necessaria

15 Settembre Set 2016 1456 15 settembre 2016

Gianpaolo Gualaccini, neo eletto vice presidente del Cnel, ci invia la sua riflessione sul futuro del Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro che volentieri pubblichiamo

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Gianpaolo Gualaccini, neo eletto vice presidente del Cnel, ci invia la sua riflessione sul futuro del Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro che volentieri pubblichiamo

Nell’ultima Assemblea del 6/9 u.s., il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro mi ha eletto all’unanimità, per acclamazione Vice Presidente: è la prima volta da quando il Terzo Settore Non Profit e’ entrato nel CNEL (2001) che una Vice Presidenza viene assegnata a un suo rappresentante e si tratta sicuramente, al di là della mia persona, di un attestato di stima nei confronti del Terzo Settore.

Certamente per il CNEL, dove pure continuano a lavorare gratuitamente consiglieri che da gennaio 2015 (per la legge di stabilità 2015) non percepiscono più alcuna indennità, ne’ rimborso spese, ne’ possono spendere nulla per le attività che vengono fatte, la situazione è molto difficile: la proposta di Riforma Costituzionale del Governo approvata dal Parlamento prevede infatti la sua soppressione.

Già in passato sono stati numerosi i giudizi negativi sul CNEL: basti pensare alla Bicamerale di D’Alema nel 1997 fino alla Commissione dei 10 saggi nominati nel 2013 dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ipotizzo’, dando una valutazione negativa sull’attuale configurazione del CNEL, una sua radicale riforma o la sua soppressione.

L’opzione scelta dal Governo – ossia la soppressione – non è, quindi, un’assurdità o una novità assoluta.

Forse se il CNEL e’ diventato di fatto il simbolo dell’ “ente inutile” in Italia qualche pretesto in questo senso dovrà pur averlo dato! Le parti sociali che hanno gestito, di fatto il CNEL (sindacati e datoriali) qualche domanda dovrebbero farsela! Quante di loro hanno operato al CNEL in questi anni per il bene della ‘casa comune’ e non al servizio di se stesse? E il paradosso è che ciò è accaduto mentre in tutti i paesi europei (ed extraeuropei) crescevano i CES (Comitati Economici e Sociali) e si imponeva in Europa il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) intelligentemente inserito nel processo normativo dell’Unione Europea e luogo veramente utile al dialogo sociale. Personalmente ritengo che è inutile e indifendibile l’attuale configurazione del CNEL ma sarebbe utilissima invece un luogo-casa istituzionale delle formazioni sociali.

Continuo infatti a difendere il valore dei corpi intermedi, delle formazioni sociali: il valore scritto nell’art. 2 della Costituzione per cui ogni individuo cresce sia come singolo che nelle ‘formazioni sociali’. Con l’art. 99 della Costituzione fu stata data al CNEL – quale casa delle formazioni sociali – dignità di organo di rilievo costituzionale. Che coraggio ci sarebbe voluto, da parte delle parti sociali per rimanere fedeli al compito originario , per cambiare la legge ordinamentale del CNEL – la 936 del 1986, fotografia di un Italia che non c’e’ piu’ -, per adeguare mission, governance e composizione del CNEL a un epoca che cambiava? Che coraggio ci sarebbe voluto per accorgersi che il bene comune e’ altra cosa dalla somma dei singoli, pur legittimi interessi, di questa o quella parte? Al populismo e alla facile demagogia dei nostri tempi occorreva rispondere con più responsabilità, con con più onestà e con tanti risultati in modo di convincere la classe politica e l’opinione pubblica che le formazioni sociali sono ancora capaci nell’oggi di essere un fattore di crescita veramente utile a tutta la convivenza civile.

* Vice Presidente Cnel

Giampaolo Gualaccini

Nato a Roma il 1 novembre 1957. Laureato in Scienze Politiche, con il massimo dei voti presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Durante gli anni universitari, come rappresentante degli studenti, è stato membro del Consiglio di Amministrazione dell'Università "La Sapienza" per il biennio 1980/82 e per il biennio 1982/84. Dal 1983 al 1984 ha fatto parte anche del C.U.N. (Consiglio Nazionale Universitario). E' stato dirigente di gruppi industriali operanti nel settore dei servizi e di gruppi editoriali attivi in Italia e all'estero ed è stato imprenditore nel settore dei servizi alle imprese. Dal 1994 fino al 2001 Direttore dell'Ufficio Nazionale Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali della Compagnia delle Opere. E' stato membro del Gruppo Tecnico di Indirizzo e Coordinamento (GTIC) del "Progetto Fertilità" di Sviluppo Italia. Da novembre 2000 a novembre 2006 ha ricoperto la carica di Vice Presidente Nazionale della Compagnia delle Opere. Da novembre 2003 a giugno 2008 è stato membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo di COSIS (Compagnia Sviluppo Imprese Sociali) Merchant Bank Etica. Membro del CDA dell'Istituto per la Donazione (ID) dal 2009 al 2012. Dal gennaio 2004 è Vice Presidente dell'"Osservatorio Nazionale dell'Associazionismo di Promozione Sociale" (presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Da aprile 2011 è membro del "Comitato di indirizzo CNEL-ISTAT per la costruzione del BES (Benessere Equo e Sostenibile)". Da luglio 2016 è membro del Comitato di solidarietà per le vittime dell'estorsione e dell'usura (Comitato antiracket e antiusura) presso il Ministero dell'Interno. Da settembre 2016 è Vice Presidente del CNEL.

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