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Ministero della Salute

Fertility Day. Taverna (M5S): «Solo coincidenze o esiste un conflitto di interessi?»

22 Settembre Set 2016 1741 22 settembre 2016
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Un'interrogazione presentata da Paola Taverna (M5S) chiede di fare luce sull'ufficio di comunicazione del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «esiste un conflitto di interessi? Si faccia chiarezza»

«Dopo la clamorosa brutta figura che ha collezionato per la seconda volta con la nuova campagna del Fertility Day, la Lorenzin ha prontamente scaricato il Responsabile della Direzione generale della comunicazione istituzionale del suo dicastero, revocandogli l’incarico. Visto che ci si trova, chiediamo al ministro di dare un’occhiata più approfondita all’Ufficio in questione e chiarire se esistono eventuali conflitti di interesse che minerebbero la correttezza e l’efficienza dell’operato di un ufficio pagato con i soldi dei contribuenti italiani».

A chiederlo, in un’interrogazione al ministro della Salute Beatrice Lorenzin dopo le polemiche per la nuova campagna del Fertility Day, è la senatrice M5S Paola Taverna.

«Risulta infatti - spiega Taverna nell’interrogazione - che il Direttore dell’Ufficio III della Direzione generale-Ufficio Comunicazione e informazione è il dott. Alfredo D’Ari che, per coincidenza, ha lo stesso cognome di Giulio D'Ari, direttore responsabile di Sanità futura, società da tempo assegnataria di una serie di commesse proprio da parte del ministero della Salute; lo stesso cognome ritorna anche nel caso di Raffaele D’Ari, componente del "ForumEcm", il cui direttore responsabile Giulio D'Ari, ex Segretario Generale dell’Associazione Religiosa Istituti Sociosanitari (ARIS), è stato Vice Presidente delle prime Commissioni Nazionali per la Formazione Continua per le professioni sanitarie. Chiediamo allora al ministro di chiarire se siamo di fronte a una semplice coincidenza o se ci troviamo dinanzi a veri e propri rapporti di parentela tra persone che hanno incarichi nel ministero della Salute, nello specifico nella Direzione generale della comunicazione, e altri soggetti che operano in società o enti che collaborano con lo stesso dicastero. Se così fosse saremmo dinanzi a un possibile conflitto di interesse che la Lorenzin ha l’obbligo di verificare, soprattutto dopo i danni che questo ufficio ha arrecato all’immagine del Ministero».

Quella sul Fertility Day - conclude Taverna - «resta una campagna offensiva e discriminatoria e in nessun modo la revoca dell’incarico al dirigente dell’Ufficio comunicazione e il ritiro dell’opuscolo della vergogna sollevano la Lorenzin dalle sue responsabilità, nè riparano il vulnus arrecato alle tante persone che si sono sentite offese». Ma il punto, spiega la Taverna nella sua interrogazione, è capire se oltre all'improvvida campagna c'è anche un conflitto di interessi.

(Immagine in copertina: Elisabetta Villa/Getty Images)

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