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#Terremoto

Anpas, per Amatrice un nuovo centro di comunità

26 Settembre Set 2016 1408 26 settembre 2016
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Si chiamerà “Amatrice a Tempo” e ospiterà attività commerciali e punti di aggregazione. È il progetto di ricostruzione e resilienza delle Pubbliche assistenze

Si chiamerà “Amatrice a Tempo” ed è il progetto di resilienza che Anpas, in intesa con il Comune di Amatrice, promuove per la ricostruzione della comunità di Amatrice.

In attesa della ricostruzione finale del centro di Amatrice, Anpas propone un’area opportunamente attrezzata “a tempo” ed ispirata al precedente impianto urbano del centro storico con la creazione strutture temporanee per collocare le attività commerciali del centro storico e di strutture polifunzionali dove potersi incontrare e informare, dove poter condividere momenti di socialità che mantengano la memoria di quanto successo per educare, rielaborare e raccontare.

Il progetto prevede infatti l’allestimento di strutture prefabbricate di piccole dimensioni per ospitare le attività commerciali che erano presenti al centro di Amatrice prima del terremoto, un centro solidale-culturale di medie dimensioni per far ripartire la comunità dove favorire le attività sociali della popolazione (biblioteca, spazio per bambini, spazio interattivo per i ragazzi), un presidio di pubblica assistenza che possa fornire i servizi di base, oltre che assistenza psico-sociale e servizi di cura alla persona: questi gli obiettivi del progetto di ricostruzione promosso da Anpas.

Un progetto inclusivo e di continuità. Non solo l’intervento in emergenza durante le prime ore dopo il terremoto, e non solo l’assistenza nei campi nella successiva fase nei campi di accoglienza: ma a garanzia di una continuità dell’intervento accanto alla comunità di Amatrice, Anpas con questo progetto promuove la possibilità di innescare energie e risorse locali per favorire la progettazione della ricostruzione attivando risorse proprie e un coinvolgimento della rete sociale esistente per realizzare progetti ed interventi mirati al recupero ed allo sviluppo del connettivo sociale in attesa che la riedificazione strutturale venga completata. Alla base dell’idea progettuale infatti non c’è la sola costruzione delle strutture, ma anche e soprattutto la ricostituzione delle identità della comunità colpita: ristabilire percorsi di resilienza, socialità, aggregazione e cultura, rappresenta uno dei nodi centrali delle attività su cui concentrare l’attenzione dopo le prime fasi di emergenza.

"Amatrice a tempo" nasce dalla volontà di concludere un intervento che è iniziato con il soccorso sanitario che le Pubbliche Assistenze Anpas di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria hanno effettuato nelle prime ore dal terremoto ed è proseguito con l’allestimento e la gestione del Campo Anpas di Amatrice ma anche la collaborazione dei volontari impegnati nelle tendopoli gestite delle Regioni. Sono infatti oltre 1300 i volontari Anpas che sono intervenuti in centro Italia a partire dal 24 agosto scorso. Soccorritori, infermieri, medici, psicologi, operatori di protezione civile, educatori, cuochi, logisti, elettricisti, geologi e cinofili: oltre al soccorso nelle prime ore, l’assistenza alle comunità colpite è stata prestata non solo nel campo nazionale di Amatrice, ma anche in quelli gestiti dalle regioni di Montegallo, Accumuli, Arquata del Tronto, Grissino, Fonte del Campo e Cornillo Nuovo.

Nel campo di Amatrice è stata montata ieri una ulteriore tensostruttura per aumentare i coperti per la mensa: operativa dal 25 agosto, la cucina mobile del campo ha cucinato più di ventimila pasti. Restano in funzione tutti i moduli e tutte le attività di assistenza attivi dalle prime ore dell’intervento: dalla lavanderia all’area sociale, dalla struttura protetta al supporto psicologico.

«Così come è stato per i nostri progetti di ricostruzione a L’Aquila con il campo per le giovanili del rugby, in Emilia con le sedi delle pubbliche assistenze, in Nepal con la ricostruzione dell’orfanotrofio e la formazione ai tecnici locali», dichiara Fabrizio Pregliasco, presidente di Anpas, «è nostro obiettivo dar seguito al legame che stiamo costruendo con le comunità colpite».