Damasco Villaggio SOS
Sos Villaggi dei Bambini

Bombardato e occupato il Villaggio Sos di Damasco

29 Settembre Set 2016 1440 29 settembre 2016
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Non cessano di arrivare notizie dalla Siria martoriata dalla guerra. La preoccupazione di Sos Villaggi dei Bambini Internazionale. Tutti i bambini e i ragazzi sono salvi: erano stati evacuati qualche ora prima: «Li abbiamo portati in una zona sicura. I diritti universali dei bambini devono essere rispettati in guerra. Chiediamo la pace!» testimonia un’educatrice

Arriva dalla Siria un nuovo aggiornamento sulla situazione che stanno vivendo i minori seguiti da Sos Villaggi dei Bambini. Dopo l’intensificazione dei bombardamenti a Damasco, Sos Villaggi dei Bambini in Siria ha evacuato 156 bambini e 46 ragazzi dal Villaggio di Damasco. Il Villagio Sos è stato poi bombardato e occupato dalle forze militari fa sapere una nota diffusa da Sos Villaggi dei Bambini Italia.

«Sos Villaggi dei Bambini esprime la sua preoccupazione per l'occupazione del nostro Villaggio Sos Damasco da parte dei militari, dopo i bombardamenti. I nostri Villaggi Sos sono riconosciuti in tutto il Mondo come rifugi sicuri per i bambini, in cui trovano un ambiente familiare, amorevole e protetto. Come organizzazione non governativa, Sos Villaggi dei Bambini rispetta i principi di neutralità e di imparzialità ma difende i diritti inalienabili dei bambini nel crescere in un ambiente sicuro e protetto. Abbiamo lavorato qui più di 30 anni per fornire assistenza e protezione ai bambini vulnerabili in Siria e continueremo a farlo. Sos Villaggi dei Bambini invita tutte le parti del conflitto siriano a rispettare i diritti dei bambini», ha appena dichiarato Carsten Völz, capo Ufficio Operazioni di Sos Villaggi dei Bambini Internazionale

Questa la testimonianza di un’educatrice del Villaggio di Damasco. «Ci sono stati combattimenti nella zona intorno al nostro Villaggio Sos. È stato spaventoso e abbiamo fatto tutto il possibile per riuscire a distrarre i bambini dal fragore delle bombe. Li abbiamo fatti giocare e cantare, li abbiamo fatti disegnare. Poi la decisione di scappare. Ai bambini abbiamo detto che saremmo andati in una nuova casa. Sapere che il Villaggio dove eravamo è stato bombardato dopo poco tempo ci ha fatto capire che avevamo preso la decisione giusta. Il nostro obiettivo è la sicurezza dei nostri bambini. Erano in pericolo. Non potevamo fare altrimenti. Cosa mi auguro? La pace».

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