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La misurazione dell’impatto? Una freccia all’arco delle imprese sociali

30 Settembre Set 2016 1629 30 settembre 2016
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«Dobbiamo provare a girare la questione e uscire da una concezione passiva dell’impresa sociale che viene misurata. Per farlo, penso sia necessario porci continuamente la domanda sul senso della misurazione dell’impatto». L’intervento del segretario generale di Social Value Italia

La recente pubblicazione del position paper di Euricse, curato da Sara Depredi, testimonia nuovamente l’effervescenza della riflessione italiana sul tema della misurazione dell’impatto sociale. Il susseguirsi di iniziative connesse con la valutazione d’impatto restituiscono un contesto estremamente vivace, che sta mettendo in campo un importante sforzo di analisi, sia in ambito accademico che practitioner, per fornire ai diversi attori strumenti per la gestione dell’impatto sociale.

Al di là delle soluzioni metodologiche prefigurate dal position paper, frutto della solida esperienza di ricerca di Euricse, mi pare sia interessante provare ad analizzare la metanarrazione proposta da questo contributo rispetto alla progressiva rilevanza del tema della misurazione.

L’emergere, dunque, dell’interesse sulla valutazione dell’impatto sociale è descritto come un processo sostanzialmente esterno all’impresa sociale. In base alla visione proposta dal paper, la centralità assunta dalla valutazione dell’impatto viene attribuita all’interesse prioritario dei policy maker. In seconda istanza, vi sono finanziatori ed investitori interessati al ritorno delle attività sostenute e, in ultimo, i cittadini verso i quali mettere in campo azioni di sensibilizzazione rispetto alle nuove dinamiche che interessano le comunità e il sistema dei servizi.

L’impresa sociale, dunque, sembrerebbe non avere alcun protagonismo in questo processo, piuttosto subisce, passiva, la “vertenza” sulla misurazione dell’impatto portata avanti dai principali portatori di interessi. Di conseguenza, se provassimo a mettere sulla bilancia rischi ed opportunità per l’impresa sociale, il piatto penderebbe senza dubbio sui primi.

Naturalmente, non voglio sminuire in alcun modo la questione legata ai rischi, al contrario è un tema che deve essere affrontato con grande attenzione. Sono assolutamente persuaso che l’eventuale adozione di un approccio procedurale e burocratico possa portare i processi di valutazione verso un approdo prettamente compilativo, compromettendo la capacità di analisi critica e apprendimento. O addirittura, farci incorrere nel “rischio dell’infografica”, giustamente segnalato nel position paper, con ciò che ne consegue per la credibilità delle misurazioni.

Allora, forse, dobbiamo provare a girare la questione e attribuire all’impresa sociale non un ruolo “passivo”, segnato da rischi e minacce. Per farlo, penso sia necessario porci continuamente la domanda sul senso della misurazione dell’impatto.

L’impresa sociale nasce per rispondere ai bisogni che emergono nella comunità. Senza le persone, i soci, i lavoratori, i beneficiari, la comunità l’impresa sociale perde di senso. Ed è proprio questo passaggio che, a mio avviso, ci consente di rispondere alla domanda sulla misurazione. Nel comprendere e restituire l’impatto sociale generato, l’impresa sociale rafforza i legami con i propri stakeholder, alimenta continuamente la relazione con la comunità, alla quale fornisce un contributo insostituibile nel garantire la coesione sociale. Allora, la misurazione non è un esercizio vuoto, un onere, ma diventa centrale per radicare l’organizzazione nei territori, individuare nuovi bisogni, trovare soluzioni più efficaci e sostenibili che rispondano meglio alla crescente domanda di inclusione.

Ci attende un cammino ancora lungo, poiché non vi sono soluzioni passepartout, sarà necessario dialogare, sperimentare, condividere i risultati, mettere a disposizione le esperienze fatte. In tal senso, penso che Social Value Italia possa essere in questa fase di radicamento della misurazione d’impatto un attore particolarmente prezioso, proprio perché nasce come piattaforma aperta multistakeholder, orientata da una visione laica rispetto ai diversi approcci metodologici. Questo metodo di lavoro aperto e dialogico sarà alla base di "Connessioni di impatto", la prossima iniziativa di Social Value Italia, che si terrà il 26 ottobre, a Milano presso Base, nella quale ci auguriamo di poter ospitare le esperienze e le riflessioni di coloro che si occupano di questi temi

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