Lega del Filo d'Oro

Nel giorno del dono, grazie ai nostri donatori e volontari

4 Ottobre Ott 2016 1056 04 ottobre 2016

In occasione della seconda edizione della Giornata del Dono, la Lega del Filo d'Oro ringrazia i suoi 500mila sostenitori e 600 volontari

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In occasione della seconda edizione della Giornata del Dono, la Lega del Filo d'Oro ringrazia i suoi 500mila sostenitori e 600 volontari

«Nel Giorno del Dono, il nostro ringraziamento va a tutti coloro che quotidianamente si impegnano per il bene della collettività. Grazie al contributo di volontari, semplici cittadini e imprese virtuose possiamo garantire i servizi che l’Associazione offre alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e alle loro famiglie»: così Rossano Bartoli, Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro, celebra questa mattina la Giornata del Dono.

È la seconda edizione di una Giornata riconosciuta nel luglio 2015, con l’obiettivo accrescere la consapevolezza del contributo che le scelte e le attività donative possono recare alla crescita della società. Il “Giorno del dono” riconosce pertanto l’importanza delle donazioni, fondamentale sostegno per un’Associazione come la Lega del Filo d’Oro che da oltre cinquanta anni si prende cura delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie. Accanto ai sostenitori - 500 mila quelli che hanno scelto la Lega del Filo d’Oro - il grazie va ai volontari, circa 600, che donano il loro tempo. Come Santina Lo Cascio e Sebastiano Di Maio, di Termini Imerese (PA), 58 anni, volontari dal 2010, marito e moglie: sono volontari fin da quando la “Lega” nel 2010 aprì il Centro di Termini Imerese. «Non abbiamo fatto volontariato solo per la Lega del Filo d’Oro, ma questa realtà ci ha molto colpito, perciò siamo rimasti. Questi ragazzi ti colpiscono nel cuore, ti affezioni, gli vuoi bene, li senti quasi come figli tuoi. Ma a farci rimanere è anche l’atteggiamento che vediamo nei dipendenti verso questi ragazzi, un attaccamento, una passione, una dedizione che altrove non c’è. Gli educatori vivono per questi ragazzi», afferma Sebastiano.

Ippolita Prata, invece ha 36 anni, è di Roma, è volontaria dal 2009: ricorda quella mattina in cui ha bussato alla stanza di Silvio, un sordocieco che si è fatto l’impianto cocleare e attraverso di esso è tornato a sentire. «Una mattina sono andata a prenderlo nella sua stanza, per scendere con gli altri. Ho bussato e sono entrata. Lui stava sistemando le batterie del suo impianto cocleare, quindi non mi ha sentita. Lui ha fatto quello che doveva fare, ha inserito l’impianto e nell’istante in cui ha ricominciato a sentire i suoni ha fatto un sorriso gigante e ha detto “Buongiorno mondo!”. È stato un momento bellissimo, di gioia contagiosa».

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