#terremoto

Amatrice vista dagli occhi dei bambini

5 Ottobre Ott 2016 1737 05 ottobre 2016

Dal prossimo venerdì 7 ottobre, fino a domenica 9, il salone dell'emergenza di Montichiari ospiterà la mostra fotografica “Penta, pinta, pin, però” pensata da Anpas e realizzata dai bambini del campo di Amatrice che, muniti di macchine fotografiche, hanno scattato alcune immagini che raccontano il terremoto, l'emergenza e la solidarietà visti "alla loro altezza"

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Pentapinta A
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Dal prossimo venerdì 7 ottobre, fino a domenica 9, il salone dell'emergenza di Montichiari ospiterà la mostra fotografica “Penta, pinta, pin, però” pensata da Anpas e realizzata dai bambini del campo di Amatrice che, muniti di macchine fotografiche, hanno scattato alcune immagini che raccontano il terremoto, l'emergenza e la solidarietà visti "alla loro altezza"

Penta, pinta, pin, però” è la formula magica che il Mago Lapone ha svelato un giorno nella struttura protetta per l’infanzia Anpas, associazione nazionale pubbliche assistenze, del campo di accoglienza di Amatrice. Le prime quattro parole magiche che i bambini hanno imparato subito dopo il terremoto del 24 agosto 2016.

Ma “Penta, pinta, pin, però” è anche diventato il titolo della mostra fotografica tutta speciale che sarà inaugurata il prossimo 7 ottobre al Reas salone delle emergenze, di Montichiari e resterà allestita fino a domenica 10.

«In realtà vogliamo che sia una mostra itinerante», dice a Vita.it l’ufficio stampa di Anpas, Andrea Cardoni. «Speriamo di riuscire a portarla in tutta Italia, nelle sedi delle associazioni che hanno aiutato durante l’emergenza terremoto e anche nei comuni che avranno piacere ad ospitarci».

Sono state utilizzate cento le foto per allestire la mostra; tutte scattate da dieci bambini – dai 5 ai 12 anni – che si trovavano nel campo allestito da Anpas.

«L’idea è arrivata un po’ per “contrasto”. Ad Amatrice, come negli altri comuni colpiti, sono arrivati tantissimi media per raccontare quello che stava succedendo», spiega Andrea Cardone. «Anche noi nel campo cercavamo di documentare le attività che svolgevamo, senza però fotografare mai i bambini. Ci siamo detti: “noi non possiamo fotografare loro; ma loro possono fotografare noi e quello che vedono tutt’attorno”».

I volontari di Anpas hanno pensato di realizzare un racconto del terremoto visto con gli occhi dei bambini. Quello presentato da Anpas è un progetto realizzato con la photovoice: una metodologia di ricerca-azione che, con la fotografia, consente di attivare i membri della comunità nell’identificare i punti di vista dei bambini e utilizzarli come leva per il cambiamento sociale. Con i fondi raccolti dal progetto fotografico, Anpas sosterrà “Amatrice a tempo” a sostegno della comunità colpita dal terremoto del 24 agosto 2016.

La cucina, la lavanderia, gli spazi comuni, i volontari, i giochi, le tende, la mensa, i soccorritori venuti da tutta Italia, l’esercito. Un campo d’accoglienza visto dai loro occhi, alla loro altezza, un po’ più in su del terremoto...

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