Cover Vita#10
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Un numero per capire la Riforma

5 Ottobre Ott 2016 1610 05 ottobre 2016
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L'editoriale di Riccardo Bonacina che apre il nuovo numero di Vita Bookazine interamente dedicato alla Riforma del Terzo Settore. Dal Codice civile alla nuova impresa sociale, dal 5 per mille al servizio civile. Una guida per sapere cosa cambia per il Terzo settore e il welfare. In edicola e nei Mondadori store dal 7 ottobre

Possiamo dire, con qualche orgoglio, che la Riforma del Terzo settore è nata anche sulla spinta che questo magazine, e le organizzazioni che lo partecipano, ha messo in campo negli ultimi anni, in maniera pressante e organica dal settembre 2013 quando presentammo alla Camera dei deputati due iniziative di legge per la Riforma dell’impresa sociale. Da quel momento abbiamo dato voce a un Terzo settore da anni umiliato da troppi torti e complicazioni eppure sempre vivo, in campo con esperienze straordinarie e spesso innovative.

Una spinta che ha trovato nel premier Matteo Renzi un interlocutore pronto a dialogare e persino a rilanciare sui contenuti di una Riforma annunciata poco dopo il suo insediamento, e un personale di Governo, Giuliano Poletti e Luigi Bobba, attento al dialogo e ad ogni mediazione possibile senza rinunciare alla portata di una Riforma che ha l’ambizione di cambiare l’assetto a un settore che da posizioni marginali e residuali potrà diventare pienamente un soggetto guida di un nuovo modello di sviluppo. Il famoso da Terzo a Primo, il sogno di rimettere al centro il protagonismo dei cittadini attivi e delle loro libere aggregazioni capaci di solidarietà e produzione di beni. Il sogno di riconnettere ciò che il secolo scorso ha separato, pubblico e privato, economia e società, lavoro e senso, impegno gratuito e comunità.

La struttura del Vita Bookazine di ottobre

Ora che la Legge delega di Riforma ha un nome, Legge 106/6 giugno 2016 e che siamo nella fase più delicata, quella della scrittura dei decreti attuativi che hanno il compito di realizzare tutte le promesse: semplificazione fiscale e burocratica, valorizzazione delle diverse anime del Terzo settore in un quadro unitario e organico, sviluppo dell’economia sociale, investimento sui giovani con il Servizio civile universale; era dovere di VITA proporre a tutti i nostri lettori un punto e a capo. Una Guida alla Riforma capace di restituire tutte le novità sostanziali in essa contenute e le aperture di prospettiva per il Terzo settore ma non solo, anche per la Pubblica amministrazione e per gli investitori privati.

A comporre la nostra Guida 15 professori ed esperti, quasi tutti coinvolti nel lavoro di scrittura dei decreti. Esperti a cui abbiamo chiesto di farci capire la nuova architettura giuridica e le poten- zialità applicative che ci aspettano.
Sapete come la penso, ne ho scritto più e più volte, si poteva fare più in fretta (24 mesi per una legge delega sono troppi, ma è la legge del bicameralismo perfetto) e si poteva fare anche meglio, la Riforma è uscita dal lavoro parlamentare un po’ spuntata nei suoi elementi più innovativi. Ma non c’è comunque dubbio: la Legge delega che ne è uscita fa un grande passo avanti nel riconoscere la soggettività imprenditoriale e civica della comunità e crea le condizioni per aprire una stagione di politiche che promuovano l’innovazione sociale al pari di quella tecnologica. Ecco, altri due mondi da riconnettere, a partire dal progetto di Human Tecnopole che sorgerà negli spazi di Expo a Milano.

Dice il ministro Poletti, nell’intervista a fumetto che troverete in queste pagine che “Non basta cambiare le norme, bisogna che cambino le teste”, ed è proprio così, nuova socialità e nuovo lavoro non ci saranno grazie a una legge, ma grazie a ciò che nella società si muove, sperimentando nuove risposte ai bisogni, nuove forme di aggregazione della domanda, nuove forme di co-produzione di beni e servizi, nuove forme di governance per la gestione dei beni comuni. La Riforma rende possibile tutto questo componendo un quadro di opportunità nuovo.

Per questo è importante capire la nuova cornice in cui ci muoveremo, speriamo a breve. È questo il senso di questo numero e di tutte le iniziative che metteremo in campo anche sui territori perché queste opportunità non vadano sprecate.

Sorveglieremo il percorso dei decreti attuativi affinché i sogni possibili non si perdano per strada e cercheremo con il nostro lavoro di informazione e di animazione di far sì che il terzo settore e l’impresa sociale nella loro nuova veste giuridica si aggancino ad altri nuovi impianti normativi e di politica. Come la legge sulla sharing economy (sul tema dedicheremo il numero di novembre), lo statuto degli incubatori e delle reti d’impresa, l’agricoltura sociale, gli sgravi fiscali per la cultura, la riforma dei servizi pubblici locali, le politiche per le periferie urbane e per le aree interne (a cui abbiamo già dedicano due numeri del bookazine), i servizi educativi e scolastici e così via.

C’è una nuova strada da percorrere. Come recita un proverbio cinese, “Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri, invece, mulini a vento”. Ecco bisogna attrezzarsi per costruire nuovi mulini.


Vita ha chiesto contributi ai più autorevoli esperti e osservatori delle materie toccate. La modifica del Codice civile è spiegata da Stefano Zamagni, da Giulio Ponzanelli e Veronica Montani, che si stanno occupando dei decreti attuativi. Sulla nuova impresa sociale intervengono Leonardo Becchetti e Paolo Venturi. La rivoluzione prossima ventura nella fiscalità è spiegata da Adriano Propersi e Alessandro Mazzullo. Infine, l’attesa novità del servizio civile universale viene illustrata da Alessandro Rosina e da Stefano Arduini. La Riforma però è attesa da un percorso importante, quello dei Decreti attuativi, di cui rende conto Luigi Bobba che, in quanto sottosegretario al ministero del Lavoro avrà il compito di tenere le fila di questo delicato passaggio. Tra i punti aperti c’è quello della definizione di impatto, sul quale interviene Mario Calderini. Infine il numero che si apre a sorpresa con l’intervista - fumetto a Giuliano Poletti, si chiude con il sogno di Johnny Dotti sull’Italia che potrà nascere da questa Riforma.