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Industria 4.0

Accelerare per competere: l'innovazione digitale è solo all'inizio

6 Ottobre Ott 2016 1254 06 ottobre 2016
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Il 73,7% degli italiani usa il web. La percentuale arriva al 95,9% tra gli under 30. Ciò nonostante, i 3/4 del valore generato dal digitale è catturato da settori che non usano il web, mentre la "app economy" ha generato oltre 63 miliardi di fatturato in Europa e in prospettiva, nei prossimi tre anni, creerà oltre 4 milioni di posti di lavoro. Sebbene l’adozione di internet delle cose, big data e cloud incrementi di oltre il 20% l'anno non possiamo parlare di rivoluzione digitale realizzata. Se ne discute a Capri al convegno di EY "AccelerareX CompetereXCrescere"

Innovare nel digitale per crescere. Questa è la sfida di un approccio che. da strumentale, deve diventare culturale. Davanti a indici di produttività molto bassi, innovare diventa una scelta quasi obbligata. Ma non va "subita", va capita, governata, diretta. Ecco perché è importante riflettere partendo da un dato concreto. Il dato concreto è il piano nazionale per l'Industria 4.0 presentato dal Governo. Un piano importante, spiega Donato Iacovone, CEO Italia e Managing Partner Italia Spagna e Portogallo di EY, che ha aperto oggi a Capri i lavori del convegno promosso da EY su creatività, innovazione e digitale.

Donato Iacovone

CEO Italia e Managing Partner Italia Spagna e Portogallo di EY

Questo è l'anno in cui anche il Governo sembra stia finalmente andando verso una valorizzazione, prosegue Iacovone, «dello strumento del cluster “fabbrica intelligente” per sostenere l’innovazione nel manifatturiero. In uno scenario di produttività ancora troppo bassa, come sottolineato dal Fondo Monetario Internazionale, la spinta verso l’innovazione diventa cruciale per le nostre imprese».

Nuove compentenze per il digitale

Oggi, come si vede dai grafici qui riportati, il 73,7% degli italiani usa il web. La percentuale arriva al 95,9% tra gli under 30, con un indice di penetrazione di +28,4% dal 2007 al 2015.

A fronte i questi numeri, altri numeri ci indicano che nel 2015 il 10% delle imprese vende online, il 26% degli utenti acquista online mentre il 6,5% delle Piccole e medie imprese (PMI) fattura almeno l'1% online. Gli obiettivi del 50% di utenti e del 33%di PMI stabiliti in sede europea sono ancora lontani, ma accelerando forse non così lontani.

Se sul fronte privato i passi da compiere sono ancora molti, su quello della Pubblica Amministrazione sono moltissimi essendoci a oggi 3mila 539 amministrazioni attive online.

Oggi, spiega Andrea Paliani, Mediterranean Advisory ServicesLeader di EY, oltre i 3/4 deldel valore generato dal digitale è catturato da settori che non usano il web. Di contro, «la app economy ha generato oltre 63 miliardi di fatturato in Europa e in prospettiva, nei prossimi tre anni, creerà oltre 4 milioni di posti di lavoro e favorirà la digitalizzazione dei settori tradizionali». Sebbene l’adozione di internet delle cose, big data e cloud incrementi di oltre il 20% all’anno, conclude Paliani, «non possiamo parlare di rivoluzione digitale realizzata. Dobbiamo lavorare sulle infrastrutture per la banda larga, ma ancor più è necessario consapevolizzare la nostra industria e la Pubblica Amministrazione di quanto il digitale possa generare crescita nel breve periodo e occorre accrescere rapidamente le competenze delle nostre risorse umane».

la discussione che dobbiamo aprire il prossimo anno a Bruxelles è sull'esistenza in vita del fiscal compact. Le regole non stanno funzionando, in particolare sul tema degli investimenti. Si tratta di una battaglia politica da fare all’interno del rispetto delle regole

Carlo Calenda (Ministro per lo Sviluppo Economico)

Oltre il Fiscal compact. Calenda: «È una battaglia politica»

Su questa linea, anche l'intervento del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, principale artefice del piano sull'Industria 4.0, che ha ribadito : «La discussione che dobbiamo aprire il prossimo anno a Bruxelles è sull'esistenza in vita del Fiscal compact. Le regole non stanno funzionando, in particolare sul tema degli investimenti, quando invece si costruisce una società che va avanti proprio con gli incrementi degli investimenti pubblici e privati, che vanno considerati fuori dal patto di stabilità. Si tratta di una battaglia politica da fare all’interno del rispetto delle regole. Noi abbiamo previsto nella legge di bilancio 17 miliardi di incentivi fiscali, perché vogliamo dare uno shock agli investimenti. Gli investimenti devono tornare ai livelli pre-crisi. Non ci saranno più i bandi, con il Governo che sceglie quali investimenti incentivare, ma le aziende decideranno quelli che ritengono necessari. Le perdite delle start up inoltre potranno essere portate a riduzione nei bilanci delle aziende sponsor».

Sul piano della banda larga, il Ministro ha aggiunto «abbiamo dato grande attenzione alle aree bianche, per cui sono partiti i bandi, ma cruciali sono quelle grigie dove c’è il 70% delle imprese. Stiamo ragionando su cosa si può fare per incentivare l’offerta».

Il convegno prosegue e i lavori di domani aperti dall’intervento di Marco Gay, Vice Presidente di Confindustria, a seguire Mauro Moretti, CEO e Direttore Generale di Leonardo. Si proseguirà con un dibattito su Industry 4.0 e impatto del digitale sui costi, nel quale interverrà Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, insieme ad esponenti di primo piano del mondo imprenditoriale ed industriale. Gli altri temi affrontati durante la giornata saranno sicurezza e cyber security, digitale associato alla cultura dell’innovazione – con un intervento dedicato di Luigi Marroni, CEO di Consip - e talent management. Durante la mattinata sarà presentato l’Osservatorio sulla Cyber Security realizzato da EY insieme a LUISS e IBM.

Tra gli altri presenti: Marco Cecchella, Vice Direttore Generale, Ubiss e CIO, UBI; Sandro De Poli, Presidente e CEO, GE Italia, Luigi De Vecchis, Executive Vice President, Huawei Italia; Carla Masperi, COO, SAP Italia;Nunzio Mirtillo, President of Region Mediterranean, Ericsson; Paolo Boccardelli, Direttore, LUISS Business School; Enrico Cereda, CEO, IBM Italy; Walter Ruffinoni, CEO, NTT Data Italia; Luca Bassi, Managing Director, BainCapital; Ernesto Ciorra, Direttore Innovazione e Sostenibilità, Enel; Alberto Fioravanti, Founder e Presidente Esecutivo, Digital Magics; Fabio Fregi, Italy Country Manager, Google for Work; Simonetta Iarlori, Chief Operating Officer, Cassa Depositi e Prestiti; Gianfilippo Mancini, CEO, Sorgenia; Pasquale Natella, CEO, EXS executive selection; Davide Dattoli, Cofoundere CEO, Talent Garden; Salvatore Giuliano, Preside, Istituto Majorana di Brindisi; Maximo Ibarra, CEO, Wind; Sara Liviero, Talent Team Leader, France, The Netherlands, Belgium, Apple; Cristiano Venanzoni, Chief of HumanResources & Organization, Europ Assistance.

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