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Rapporti

Gli italiani emigrati nel 2015 sono più di 100mila

6 Ottobre Ott 2016 1228 06 ottobre 2016
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Nel 2015 sono espatriati 107mila italiani. Rispetto all’anno precedente ad iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) sono state 6.232 persone in più: un incremento del 6,2%. A partire sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni che rappresentano il 36,7%. La meta preferita è la Germania:16.568 italiani risiedono lì. I dati sono di Fondazione Migrantes che questa mattina a Roma ha presentato l'undicesima edizione del rapporto "Italiani nel Mondo"

«Quelle degli italiani che partono sono vite sempre più complesse, che mettono in luce un nuovo cambiamento epocale a cui stiamo assistendo più o meno consapevoli», esordisce così il monsignore Guerino Di Tora, che questa mattina a Roma per la presentazione dell’undicesima edizione del Rapporto “Italiani nel Mondo” realizzato da Fondazione Migrantes di cui lui è presidente. E nel 2015 sono state davvero tante le “vite” che hanno lasciato l’Italia: 100mila persone sono espatriate; un terzo sono giovani dai 18 ai 34 anni.

Chi sono? Perché lasciano l’Italia? Da dove partono e che destinazione hanno scelto?

Il rapporto parte con un dato complessivo: al 1° gennaio 2016 gli iscritti Aire, anagrafe italiani residenti all’estero, sono 4.811.163, il 7,9% dei 60.665.551 residenti in Italia stando al bilancio demografico nazionale dell’Istat (aggiornato a giugno 2016).

Dove scelgono di andare?
Da gennaio a dicembre 2015 le iscrizioni all’Aire sono state 189.699. Di queste oltre la metà il 56,7% sono avvenute per solo espatrio. In altri termini, nell’ultimo anno, 107.529 italiani hanno lasciato il Paese alla volta dell’estero. Rispetto all’anno precedente si sono registrate 6.232 partenze in più. Il 69,2% (quasi 75 mila italiani) si è trasferito nel Vecchio Continente: l’Europa, quindi, si conferma essere l’area continentale maggiormente presa in considerazione dai trasferimenti degli italiani che vanno oltre confine, la Germania con i suoi 16.568 italiani è la metà più ambita. In brusca riduzione, invece, l’America meridionale (-14,9% di variazione in un anno ovvero più -2.254 italiani in meno nell’ultimo anno). Stabile l’America centro-settentrionale e solo 352 connazionali in più in un anno per le altre aree continentali contemplate dall’AIRE (Asia, Africa, Australia, Oceania, Antartide).

Chi sono?
Su 107.529 espatriati nell’anno 2015, i maschi sono oltre 60 mila (56,1%). L’analisi per classi di età mostra che la fascia 18-34 anni è la più rappresentativa (36,7%) seguita dai 35-49 anni (25,8%). I minori sono il 20,7% (di cui 13.807 mila hanno meno di 10 anni) mentre il 6,2% ha più di 65 anni (di questi 637 hanno più di 85 anni e 1.999 sono tra i 75 e gli 84 anni). Il 60,2% di chi è andato all’estero nel 2015 è celibe o nubile, il 33,0% è coniugato.

Da dove partono?
Sono partiti da 110 provincie diverse; le regioni la Lombardia, con 20.088 partenze, e la prima regione in valore assoluto seguita da una importante novità ovvero il balzo in avanti del Veneto (10.374) che fa scendere la Sicilia (9.823) alla terza posizione – era la seconda nel 2015 – seguita dal Lazio (8.436), dal Piemonte (8.199) e dall’Emilia Romagna (7.644).

Un focus sui Millennials
Hanno tra i 18 e i 32 anni, sono una generazione istruita in possesso di qualificati titoli di studio post-laurea – corsi di specializzazione, master, dottorati di ricerca, certificazioni delle lingue, programmi di studio per scambi internazionali (Erasmus prima e ora addirittura Erasmus+). Ma al contempo, e paradossalmente, sono anche la generazione più penalizzata dal punto di vista delle possibilità lavorative, sono i più esposti alla disoccupazione e vedono l’emigrazione non tanto come una “fuga” quanto piuttosto come mezzo per soddisfare ambizioni e nutrire curiosità. 43% dei Millennials è molto d’accordo nel considerare l’emigrazione come unica opportunità di realizzazione (fuga da un paese bloccato e con poche prospettive per i giovani). Il 45,3% è abbastanza d’accordo e l’11,7% poco-per nulla d’accordo.

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