Realtà Virtuale Charley Gallay:Getty Images
Fondazione Ant

Look of Life, la realtà virtuale dal gioco alla cura

6 Ottobre Ott 2016 1408 06 ottobre 2016
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Ant con l'associazione MenoMale e il Centro di ricerca Hit dell'Università di Padova sperimenta uno studio sugli effetti delle nuove tecnologie sui pazienti oncologici. Obiettivo combattere gli effetti negativi di solitudine con l'immersione in una realtà virtuale. Punto di riferimento l'Eubiosia per migliorare la qualità della vita. A Bologna sabato 8 ottobre una serata per sperimentare le "video immersioni"

Utilizzare la realtà virtuale per migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici e ridurre l’impatto negativo che l’isolamento socio-sensoriale può avere su di loro. È proprio ciò che si vuole ottenere con il progetto The Look of Life, ideato da Fondazione Ant e dall’associazione culturale MenoMale che si occupa di esplorare nuove possibilità di linguaggio offerte dalle innovazioni tecnologiche digitali. A collaborare al progetto il Centro di Ricerca HIT - Human Inspired Tecnology Reasearch Centre dell’Università di Padova diretto dal professor Luciano Gamberini.
Con i dispositivi messi a disposizione da Samsung e il sostegno di Fondazione Vodafone e Fondazione Cattolica attraverso questo progetto si vuole valutare l’esito clinico e l’utilizzo a domicilio di una tecnologia innovativa con i visori Gear Vr che permettono la fruizione di video immersivi a 360°.

La realtà virtuale sarà portata direttamente a casa dei pazienti assistiti da Ant, mentre un team di psicologi della fondazione valuterà l’effetto di questa tecnologia sottoponendo ai malati video tridimensionali selezionati tra quelli presenti in rete e alcuni creati ad hoc da Deye Vr, partner multimediale del progetto. Le esperienze proposte, alcune personalizzate in base ai desideri dei pazienti, hanno la potenzialità di regalare un momento rilassante, risvegliare l’attenzione e il piacere della scoperta attraverso le emozioni (come la meraviglia, la gioia e lo stupore) che spesso la malattia rischia di allontanare dalla quotidianità del malato e dei suoi famigliari. Diversi studi – sottolinea una nota di Ant - hanno già dimostrato le potenzialità di questa tecnologia nell’alleviare e migliorare alcune particolari condizioni cliniche e psicologiche, legate a patologie oncologiche o altre malattie croniche invalidanti.

La malattia oncologica del resto oltre a minare la salute fisica e l’autonomia del paziente si accompagna a dolore, sintomi ansiosi e depressivi anche clinicamente significativi che sono in grado di compromettere la qualità di vita della persona ammalata e del suo ambiente familiare come pure di ostacolare l’efficacia delle terapie arrivando a peggiorare la prognosi clinica.

La conferenza di presentazione del progetto

Con l’avanzare della malattia poi il paziente - perdendo progressivamente autonomia funzionale – è costretto in una condizione di isolamento forzato. La riduzione di occasioni in cui è possibile sperimentare emozioni positive e interazioni sociali significative corrisponde spesso ad un’intensificazione delle preoccupazioni e dei pensieri ossessivi, che a loro volta aumentano lo stress e si collegano a ulteriori esperienze emozionali negative. Si può creare così un circolo vizioso che, in mancanza di un intervento rapido ed efficace, rischia di peggiorare sempre più la qualità di vita della persona. Ed è a questo livello che si inserisce l’utilizzo di sistemi multimediali virtuali visti come un modo per affiancare i trattamenti farmacologici nell’aiutare questi pazienti a gestire ansie, dolore, momenti di sconforto o di panico, depressione, stress provocando un conseguente miglioramento delle condizioni di vita personali e relazionali.

Accanto allo studio scientifico sugli effetti dell’applicazione della tecnologia ai pazienti – curato da Fondazione Ant con il laboratorio Hit – la creazione del portale The Look of Life aperto anche a chi soffre di patologie non oncologiche ma ugualmente invalidanti.

«Per gestire efficacemente la malattia non ci si può limitare a considerare solo i fenomeni patologici che si stanno verificando nel corpo del paziente ma è indispensabile capire quale rappresentazione cognitiva-emotiva i pazienti abbiano costruito dei sintomi della malattia oncologica, tra cui il dolore stesso: solo così si potrà suscitare in loro la motivazione necessaria a combatterli efficacemente» commenta Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione Ant.

A sinistra un frame del video di Ant a 360 gradi

«Noi di Ant questa consapevolezza l’abbiamo chiamata Eubiosia, la buona vita: ci impegniamo ogni giorno per migliorare la qualità di vita dei nostri assistiti»,conclude Pannuti.

Marco Magagnoli dell’associazione MenoMale parte dalle intuizioni di Marshall McLuhan, Giacomo Rizzolatti, Oliver Sacks, Enzo Soresi per ricordare che tra le varie possibilità che la Realtà Virtuale oggi offre quella che gli sembra poter aver gli sviluppi più interessanti è la Virtual Sanity. E commenta: «Attraverso la realtà virtuale (detta anche macchina per l'Empatia) ora vi è la concreta possibilità di riuscire a creare percorsi empatici dal forte impatto immedesimativo che siano in grado di nutrire quella soggettività che la malattia rischia di sottrarre. Il futuro sta puntando in una direzione molto chiara: rendere più confortevole la vita di un paziente creando un sistema di assistenza in remoto utile per un controllo quantitativo delle funzioni vitali e dei comportamenti. Partendo da qui mi sono detto che Ant questo futuro lo sta già “abitando” dal 1978 e ho capito che sarebbe stata pronta ad accogliere tutte le possibilità che la rivoluzione digitale ha portato, avendo già fatto un passo in più, ossia intuire la centrale importanza del sostegno qualitativo della vita di un paziente, che è poi il concetto di Eubiosia».

«Da tempo gli scienziati studiano il senso di “presenza”, ossia la sensazione che le persone provano quando si trovano immerse in mondi virtuali creati dai computer. L’illusione generata da queste tecnologie genera la sensazione vivida di essere “presenti” e attivi nell’ambiente digitale. Grazie a queste proprietà le realtà virtuali vengono oggi sfruttate nella ricerca psicologica, per esplorare innovative pratiche cliniche e riabilitative nell’ambito delle fobie, dello stress post traumatico, della depressione e nel trattamento del dolore», aggiunge il professor Luciano Gamberini del Centro di Ricerca HIT. «La ricerca permetterà di verificare la validità del metodo, quali possono essere le condizioni migliori di somministrazione, quali contenuti sono più efficienti, e quanto queste tecnologie a basso costo siano affidabili. I contenuti basati su video 3D-360° saranno “open” e resi disponibili sulla piattaforma online The Look of Life e sul sito del Centro di ricerca HIT dell’Università di Padova. Se la sperimentazione mostrerà l’efficacia ipotizzata sarà quindi relativamente semplice estendere su larga scala questo metodo e portare sollievo a migliaia di pazienti».

«Sosteniamo questo innovativo progetto perché interviene nella fase più delicata e fragile della nostra vita, quella della malattia. Una fase che fatichiamo ad accettare e che vorremmo escludere dalla dimensione della vita, restringendone così i confini. E invece la malattia è parte dell’esistenza», commenta Adriano Tomba, Segretario Generale Fondazione Cattolica Assicurazioni. «Con il concetto di Eubiosia la Fondazione Ant ci insegna ad allargare i confini della vita per accogliere e dare dignità a tutti i suoi aspetti».
«L’impegno della Fondazione Vodafone Italia, con il bando “Digital for Social”, si declina nella promozione del digitale e più in generale della tecnologia come strumento di innovazione sociale. Rientra proprio in questa dimensione l’iniziativa della Fondazione Ant che è stata premiata tra più di 450 progetti ricevuti», aggiunge Maria Cristina Ferradini Consigliere delegato di Fondazione Vodafone Italia. «Come Fondazione Vodafone Italia abbiamo deciso di sostenere questo progetto perché coniuga insieme le ultime tecnologie digitali nel campo della realtà virtuale, alte competenze scientifiche e la collaborazione di importanti istituzioni e perché si propone di lavorare nell’ambito delle cure palliative che aiutano quella dimensione della malattia dove le cure tradizionali non riescono ad incidere».

Sarà possibile sperimentare in prima persona le tecnologie al centro del progetto con The Look of Life – Primo Contatto. Una serata a inviti (sabato 8 ottobre, dalle 19.30) a Campogrande Concept - Palazzo Pepoli Campogrande a Bologna durante la quale il progetto sarà presentato tra musica, visual e performance con OC!WR, Y-Body e Note#11 e light dinner a cura di Cantina Bentivoglio. La serata sarà anche l’occasione per una call to action: tutti i partecipanti saranno invitati a fare rete attorno al progetto per rendere l’esperienza virtuale il più possibile reale.
Qui sotto si può vedere un video immersivo che racconta l'esperienza di assistenza specialistica domiciliare con Fondazione Ant (per vederlo in maniera sferica - ossia a 360° - si suggerisce l'uso di Chrome)

In apertura Charley Gallay/Getty Images

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