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Ranieri: «L'azzardo come sponsor della Nazionale? Io non ho voluto nemmeno una marca di birra»

6 Ottobre Ott 2016 1938 06 ottobre 2016

Anche il tecnico del Leicester questa estate in predicato di sedere sulla panchina azzurra contro la scelta della Figc di Tavecchio di siglare un accordo con Intralot del gruppo Gamenet

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Ranieri
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Anche il tecnico del Leicester questa estate in predicato di sedere sulla panchina azzurra contro la scelta della Figc di Tavecchio di siglare un accordo con Intralot del gruppo Gamenet

L’accordo fra la Figc di Carlo Tavecchio e la società Intralot del gruppo Gamenet (concessionario di Stato per scommesse, slot, vlt con un fatturato in crescita dell'8,5% e una raccolta di denaro da "giochi" di 3miliardi di euro) non piace nemmeno a chi stasera avrebbe potuto sedersi sulla panchina azzurra di Giampiero Ventura.

«La Nazionale avrà come sponsor una società di scommesse? Anni fa mi proposero di essere l'ambasciatore di una birra e non ho accettato, penso non sia giusto per uno sportivo». Così il tecnico del Leicester Claudio Ranieri - a Roma per ritirare il premio 'Mecenate dello Sport' 2015 - ha risposto così ai giornalisti che gli hanno chiesto un parere sul recente accordo di sponsorizzazione che tanto sta facendo discutere.

Anni fa mi proposero di essere l'ambasciatore di una birra e non ho accettato, penso non sia giusto per uno sportivo

Questa estate Ranieri è stato più volte inserito nella rosa dei possibili successori di Antonio Conte e solo ieri in un’intervista alla Gazzetta dello Sport non ha escluso un suo futuro sulla panchina azzurra. «Spero di restare all'estero ancora un po' di anni, continuando a fare scelte con il cuore. In Italia mi sono trovato bene dappertutto, ma quello che sarà in futuro lo si vedrà. Magari in Nazionale? Mai dire mai». Forse da oggi quel futuro è ancora più remoto.

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