Calcio & Azzardo

Il Garante Infanzia condanna l'azzardo come sponsor degli azzurri

7 Ottobre Ott 2016 1403 07 ottobre 2016

L’idea di associare all’azzardo la Nazionale di calcio è «paradossale e profondamente sbagliata», tanto più che il calcio è notoriamente seguito «dagli adolescenti, e in particolare dai maschi, vale a dire dai giovani che risultano essere maggiormente attratti dall’azzardo». A rischio, così, anche prime iniziative che vanno in senso inverso a tutela dei bambini e degli adolescenti. Ecco la presa di posizione della Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza

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Intralot
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L’idea di associare all’azzardo la Nazionale di calcio è «paradossale e profondamente sbagliata», tanto più che il calcio è notoriamente seguito «dagli adolescenti, e in particolare dai maschi, vale a dire dai giovani che risultano essere maggiormente attratti dall’azzardo». A rischio, così, anche prime iniziative che vanno in senso inverso a tutela dei bambini e degli adolescenti. Ecco la presa di posizione della Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza

«Scegliere l’azzardo come sponsor della Nazionale calcio non solo è sbagliato ma vanifica le prime iniziative che vanno in senso inverso a tutela dei bambini e degli adolescenti»: così la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, commenta la notizia della sponsorizzazione di Intralot alla nazionale di calcio. «Il binomio gioco - azzardo è già di per sé un’associazione sbagliata e fuorviante», ha premesso la Garante, che proprio lunedì, il giorno prima della “bomba” sull’accordo di sponsorship, aveva firmato un editoriale per dire che l’azzardo non è un gioco. «L’azzardo non è un gioco perché non risponde ai valori educativi e di sviluppo del benessere psico-fisico che riconosciamo al gioco, crea dipendenza ed espone a rischi».

Ecco quindi che l’idea di associare all’azzardo la Nazionale di calcio è «paradossale e profondamente sbagliata», tanto più che il calcio è notoriamente seguito «dagli adolescenti, e in particolare dai maschi, vale a dire dai giovani che risultano essere maggiormente attratti dall’azzardo».

«Il rischio di identificare l’azzardo come obiettivo finale della competizione sportiva è particolarmente alto, e altrettanto alto il rischio di produrre una vera e propria confusione di valori, associando esperienze e messaggi molto distanti tra loro e per certi versi antitetici»: per il Garante «è anche una questione di rispetto dei ragazzi».

In foto l'AD di Intralot Emilio Iaia, l'AD di Gamenet Guglielmo Angelozzi e il DG Michele Uva alla press conference che ha svelato la sponsorship di Intralot a Coverciano il 4 ottobre (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

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